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Biotina: serve davvero ai capelli? La risposta
Tre luoghi comuni sulla biotina messi alla prova, con la revisione del 2017, l'avviso della FDA sugli esami del sangue e i passi da fare prima di comprare.
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Tre luoghi comuni sulla biotina messi alla prova, con la revisione del 2017, l'avviso della FDA sugli esami del sangue e i passi da fare prima di comprare.
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Tre luoghi comuni sugli shampoo alla caffeina messi alla prova, con gli studi del 2007, le applicazioni che analizzano la foto e i passi da fare.
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La parola viene da Emil Fischer nel 1901 e la storia cosmetica dal peptide con il rame del 1973. I frammenti di cheratina entrano nel capello danneggiato, i peptidi di segnale hanno solo la provetta. Come sceglierli e dove metterli.
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La proteina del capello ha un nome dall'Ottocento e una fama dal Brasile del 2005. La maschera aiuta il capello danneggiato e irrigidisce quello sano. Come capire con una ciocca bagnata se serve proteina o acqua, e quando fermarsi.
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Il capello ha tre tipi di legami e la chimica spezza i più forti. I prodotti nati dal brevetto del 2014 agganciano i ponti aperti durante la decolorazione, non rifanno la proteina persa. Il test della ciocca bagnata e i passi per usarli bene.
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L'olio prima dello shampoo viene dall'India e da lì ha preso perfino la parola shampoo. Il cocco entra nella fibra, l'oliva fa da guaina, e sul capello fine tutti e due appesantiscono. Il rito spiegato passo passo, con le dosi e i tempi.
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Da Dioscoride ai risciacqui delle nonne, il rosmarino ha una storia lunga sui capelli. La ricerca sulla crescita ha un segnale su topi e uomini e nessuna prova sulle donne. Come usare l'olio diluito, sulla cute, e quanto aspettare prima di giudicare.
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Che cosa c'è in un siero per la pelle della testa, gli errori di chi lo mette sui capelli, le applicazioni che leggono le etichette, il rosmarino delle nonne, gli studi sulla caffeina e i sette passi per usarlo.
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Che cosa c'è da togliere dalla pelle della testa, i due tipi di scrub, gli errori che la fanno ungere di più, le tradizioni italiane, gli studi di Liegi e di Zurigo, e come si fa passo per passo.
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Che cosa vuol dire curare la pelle della testa, gli errori del balsamo alla radice e dello shampoo forte, le applicazioni con la telecamera, l'olio delle nonne, gli studi di Zurigo e del Giappone e i passi da fare.
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Che cosa fanno sole, cloro e sale a una tinta, perché l'acqua fredda non chiude niente, le tradizioni della camomilla e del mallo, lo studio del 2004 sui raggi ultravioletti e i sette passi del recupero.
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Che cosa sono le punte che si aprono, perché il taglio non fa crescere e le maschere non richiudono, quello che dicevano le nonne e quello che ha misurato la ricerca, e sette passi per tagliarle nel punto giusto.
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Trotula a Salerno prescriveva olio e una notte già nel dodicesimo secolo. Il capello secco ha perso i grassi fra le scaglie, non l'acqua: nebulizzare peggiora, la maschera ogni giorno appesantisce, lavare poco sporca la cute. La ricerca dice che solo l'olio di cocco entra nella fibra e che il balsamo si attacca alla fibra danneggiata. Sette passi, dalla prova del bicchiere alle gocce sulle punte.
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Le veneziane del Cinquecento si schiarivano al sole sui tetti e a settembre avevano le punte secche. Il sole rompe la cheratina, il sale toglie acqua, il cloro solleva le scaglie. La tinta nelle prime due settimane entra a chiazze, la piastra cuoce una fibra senz'acqua, la maschera ogni giorno appesantisce. Prima l'aceto e l'olio di cocco, poi il colore, e un centimetro di forbice sulle punte.
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La parola effluvio l'ha usata per primo Albert Kligman nel 1961 per la caduta che arriva tre mesi dopo un parto o una febbre. Quella di settembre è la più comune: la luce lunga di giugno manda molti capelli in riposo e cento giorni dopo cadono insieme. Non è una diagnosi, la causa non è lo stress del rientro, e qualunque cosa si cominci a settembre si vede a dicembre.
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Dalle cuffie da notte del Settecento ai cento colpi di spazzola, il cuscino è il posto dove si contano i capelli. Sono una frazione dei cinquanta o cento al giorno che l'American Academy of Dermatology considera normali, e in autunno salgono per tutte. Si cambia la federa, si conta sette giorni, si guarda il bulbo contro la luce, e si rifà il conto a un mese. La seta cambia il crespo, non la caduta.
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Caterina Sforza raccoglieva ricette contro la caduta di settembre già nel Quattrocento. La ricerca di Zurigo del 2009 ha misurato che i capelli entrano in riposo a luglio e cadono cento giorni dopo. Non è una perdita definitiva, non la ferma nessuno shampoo e non si giudica in due settimane: si conta per sette giorni, si lava come sempre, si rimandano le tinte e si aspetta dicembre.
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Il beneficio vero del risciacquo acido, quello a metà dello schiarimento con il sole, le furocumarine sulla pelle, mezzo limone in un litro ogni due o tre lavaggi e le affermazioni senza studi.
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Che cosa fa un pH 8 sulla cuticola secondo lo studio del 2014, perché il bicarbonato sembra pulire bene, la curva del metodo senza shampoo, l'uso mensile contro l'accumulo e le credenze sulla forfora.
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Il pH del capello e quello degli shampoo, che cosa fa il risciacquo acido, uno o due cucchiai per litro, quale aceto, a chi conviene e a chi no, e le affermazioni senza studi sulla forfora e sulla crescita.
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Che cosa contiene l'acqua di riso, che cosa fa la pellicola di amido, lo studio di laboratorio che tutti citano, le donne Yao, la preparazione fresca e fermentata, e le affermazioni senza studi.
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Che cosa fa il sale sulla fibra, perché il danno estivo è la somma di sale e sole, per quali capelli il mare è un vantaggio e per quali no, i gesti che contano e le credenze sui minerali che nutrono.
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Il calcolo che dice quanti anni ha addosso la tua lunghezza attuale, e le tre prove per capire se il capello ha finito il ciclo o si sta spezzando.
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Il criterio non è quante volte ma con quale scopo. Districare quando serve ha senso, spazzolare per abitudine lascia solo attrito su una fibra che non ripara nulla.
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L'attrito contro la federa solleva le squame e le trasforma in uncini: perché il nodo si forma sempre in nuca e che cosa cambia con il tessuto.
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Una piastra a rete è un apparecchio elettrico qualunque. Una senza fili contiene una batteria al litio o una cartuccia di gas, e lì cominciano le regole sulle merci pericolose.
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Prodotto troppo ricco, applicazione sulle radici, uso frequente, risciacquo incompleto e siliconi che si accumulano: come si riconosce ciascun caso.
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Il passaggio è dai capelli al tessuto, non il contrario. Poi la federa diventa un serbatoio che ricontamina le radici a ogni notte, insieme alle creme viso applicate la sera.
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Capello umido, temperatura alta, passaggi ripetuti, ciocca spessa e prodotti a base d'acqua: che cosa succede alla fibra in ciascuno dei cinque casi.
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Fino alla pubertà la produzione di sebo è bassa: i capelli dei bambini si sporcano da fuori, e quasi tutto si toglie con l'acqua. Il bagno serale può restare, lo shampoo no.