Le donne egizie coloravano i capelli con l'henné già nel 1500 avanti Cristo, e i capelli delle mummie lo mostrano ancora, come hanno trovato le analisi del Museo egizio del Cairo. La tinta chimica è nata molto dopo. Nel 1907 il chimico francese Eugène Schueller mise in vendita a Parigi la prima tinta sintetica per capelli, e da quel momento il colore si è potuto scegliere. Da quel momento è nato anche il problema di tenerlo.
Ogni settembre le stesse frasi tornano. La prima dice che il colore se n'è andato con il sole e che basta rifarlo. La seconda dice che il cloro della piscina scolora e che il mare no. La terza dice che l'acqua fredda chiude le scaglie del capello e tiene il colore dentro. Questo articolo le prende una per una. Prima spiega che cosa fa il sole a una molecola di tinta. Poi dice come si fa a recuperare un colore che si è spento, e quanto si può recuperare davvero.
Che cosa vuol dire davvero colore sbiadito
Colore sbiadito vuol dire che le molecole della tinta si sono rotte o se ne sono andate. La tinta permanente entra nel capello e forma dentro la corteccia, cioè la parte spessa, molecole grandi di colore. Queste molecole restano lì perché sono troppo grandi per uscire. Il sole le rompe. I raggi ultravioletti spezzano le molecole in pezzi piccoli, e i pezzi piccoli escono con l'acqua del lavaggio. Il colore diventa più chiaro e più giallo.
Il cloro fa un lavoro diverso. È un ossidante, cioè strappa elettroni a quello che tocca. Attacca le molecole di colore e le cambia. Il castano vira all'arancio, il biondo al verde se nell'acqua c'è rame. Il sale del mare non rompe niente da solo. Toglie acqua al capello e solleva le scaglie della cuticola, cioè lo strato che riveste il capello. Con le scaglie alzate il sole entra meglio e l'acqua del lavaggio porta via di più.
Il primo modo sbagliato di capire il problema è pensare che il colore sia sulla superficie e che basti una maschera. Il colore è dentro, e dentro si è rotto. Il secondo è pensare che il sole schiarisca tutti i colori allo stesso modo. Colore sbiadito sui rossi arriva in due settimane, perché le molecole rosse sono le più fragili. Sui castani arriva in un mese. Il terzo è pensare che il colore spento sia solo più chiaro. È anche più opaco. Le scaglie alzate non riflettono la luce, e il capello sembra spento anche dove il colore c'è ancora.
Che cosa succede in casa. La donna che ha fatto il colore a giugno a settembre vede la radice di un tono e le lunghezze di un altro. Le punte sono arancio o gialle. Il colore sembra sporco. E il colore nuovo fatto subito sopra viene diverso dal previsto, perché sotto non c'è più la base di prima.
Le applicazioni che promettono di scegliere il colore giusto
Il telefono oggi fa vedere il colore prima di farlo. Ci sono applicazioni che prendono la foto del viso e ci mettono sopra un castano, un rame, un biondo. Altre fotografano una ciocca e dicono di che tono è e quanto è sbiadita. Altre ancora ti chiedono che colore avevi e ti consigliano il prodotto per ravvivarlo.
Quelle che provano il colore sulla foto fanno bene una cosa: fanno capire se un tono sta bene con la pelle e con gli occhi. Sbagliano su un'altra. Mettono il colore sopra la foto, non dentro il capello. Il colore vero viene dalla base che c'è sotto, e una base sbiadita e gialla dà un risultato più caldo di quello sullo schermo. Colore sbiadito non si vede nella foto ritoccata, ma cambia il risultato in poltrona.
Quelle che leggono la ciocca dalla foto sbagliano per la luce. Sotto il neon del bagno un castano sembra rosso, alla finestra sembra cenere. Il tono che l'applicazione legge dipende dalla lampada, non dal capello. Colore sbiadito è una domanda che ha bisogno della luce del giorno e di un occhio che confronta radice e punta. L'applicazione può aiutare a scegliere una direzione. Non può dire quanto colore è rimasto dentro.
Quello che dicevano le nonne e quello che dice la ricerca
La tradizione ha tre rimedi per il colore. In Toscana e in Umbria le donne bionde si sciacquavano i capelli con la camomilla, per tenere il chiaro dorato. In Campania e in Calabria si usava il mallo di noce, la scorza verde, per scurire i capelli castani che l'estate aveva schiarito. In molte zone del Nord si finiva il lavaggio con l'aceto, per far tornare la lucentezza.
Che cosa c'è di vero. La camomilla deposita un pigmento giallo sulla superficie e scalda il biondo per qualche lavaggio. Il mallo di noce contiene una sostanza che tinge davvero, e scurisce di un tono, ma macchia le mani e non si controlla. L'aceto abbassa l'acidità del risciacquo e fa stendere le scaglie: il capello riflette più luce e il colore sembra più pieno, anche se non è cambiato.
La ricerca ha misurato quello che le nonne vedevano. Ana Nogueira e Inés Joekes, dell'Università di Campinas, in Brasile, hanno pubblicato nel 2004 uno studio sul Journal of Photochemistry and Photobiology: hanno esposto ciocche ai raggi ultravioletti e hanno misurato il colore che se ne andava e le proteine che si rompevano insieme. Il sole non toglie solo il colore, toglie anche la forza. Maria Fernanda Gavazzoni Dias, nel 2015 sull'International Journal of Trichology, ha spiegato che i risciacqui acidi stendono le scaglie e che i risciacqui freddi non lo fanno: la temperatura non chiude niente. Colore sbiadito si recupera quindi in due modi, rimettendo pigmento e stendendo le scaglie, e su questo tradizione e ricerca dicono la stessa cosa. Del perché il colore vada via così in fretta abbiamo scritto in perché il colore sbiadisce. Colore sbiadito non torna da solo, ma torna con i passi giusti.
Colore sbiadito dopo l'estate: come si recupera, un passo alla volta
Il recupero comincia prima della tinta, non con la tinta. Ecco l'ordine.
- Aspetta una settimana dall'ultimo bagno in mare o in piscina. Il sale e il cloro devono uscire dal capello, altrimenti la tinta nuova viene a chiazze.
- Fai un lavaggio con uno shampoo chelante, cioè uno che porta via i metalli e il calcare. Lo trovi scritto in etichetta. Una volta sola.
- Sciacqua con un cucchiaio di aceto in un litro di acqua tiepida. Le scaglie si stendono e vedi subito quanto colore c'è ancora.
- Se il colore è solo spento, usa una maschera pigmentata del tuo tono per due o tre lavaggi. Rimette colore in superficie e dura qualche settimana.
- Se il colore è andato, fai un gloss o un tono su tono, che non schiarisce e non danneggia. La permanente si fa solo se la radice bianca lo chiede.
- Per un mese lava con acqua tiepida, non calda. Colore sbiadito viene anche dall'acqua bollente, che gonfia il capello e fa uscire il pigmento.
- Da adesso metti un cappello o un prodotto con filtro solare ogni volta che stai al sole più di un'ora.
Il gloss si vede il giorno stesso. Il colore torna pieno in due o tre settimane, quando le scaglie si sono stese e la maschera ha lasciato il pigmento. Colore sbiadito di un rosso non torna del tutto senza una tinta nuova, e va detto.
Lo stesso metodo vale anche per altri colori e altre stagioni
Il metodo è lo stesso per tutti i colori, ma l'ordine dei rischi cambia. Sui capelli bianchi coperti con la tinta il sole scopre la radice prima e le punte diventano gialle: la maschera pigmentata serve ogni due settimane, non solo a settembre. Sui biondi decolorati il cloro dà il verde, e lo shampoo chelante va fatto dopo ogni piscina. Sui rossi la maschera pigmentata è l'unico modo di tenere il tono fra una tinta e l'altra.
Le stagioni cambiano il nemico. D'estate è il sole. D'inverno è l'acqua calda della doccia, che apre le scaglie e fa uscire il pigmento a ogni lavaggio. In primavera è il vento e la polvere, che opacizzano. Colore sbiadito arriva in tutti i mesi, con cause diverse, e i passi da fare sono quelli di settembre spostati di stagione.
Il colore si tiene da quando si fa, e il problema di tenerlo ha più di un secolo. Le tre frasi di settembre hanno fatto una fine diversa. Il sole spegne il colore perché rompe le molecole della tinta, e rifarlo subito non basta. Il cloro scolora e vira, e il mare non è innocente, perché apre le scaglie. L'acqua fredda non chiude niente: chiude l'acido. Le applicazioni fanno vedere il tono sulla foto ma non sanno quanto colore è rimasto dentro. Le nonne avevano ragione sulla camomilla, sul mallo e sull'aceto, e la ricerca ha misurato perché. I passi vanno in ordine: aspettare, togliere i metalli, stendere le scaglie, rimettere pigmento, proteggere. Colore sbiadito si recupera in tre settimane, e il colore si tiene ogni giorno, non si rifà a settembre.
