Il rosmarino sui capelli non è una moda di oggi. Dioscoride, medico greco del primo secolo, lo descrive nel suo trattato sulle piante medicinali e ne consiglia i decotti. Nel Trecento circola in Europa una ricetta chiamata Acqua della Regina d'Ungheria, un distillato di rosmarino che si dava per la pelle e per la testa. Le nonne del Sud lo mettevano nell'acqua dell'ultimo risciacquo per scurire i capelli e farli lucidi. Olio di rosmarino è invece una parola recente nelle ricerche in rete, e da qualche anno è fra le più cercate insieme a caffeina, peptidi e cheratina. Intorno a quest'olio girano tre frasi che tutte hanno sentito. La prima dice che fa ricrescere i capelli caduti. La seconda dice che funziona come un farmaco, ma naturale. La terza dice che più se ne mette e più cresce. Sono frasi che hanno una ragione, e questo articolo va a vedere qual è, prima di dire che cosa c'è di vero. In fondo ci sono i passi per usarlo bene e senza danni.
Olio di rosmarino e crescita: che cosa vuol dire davvero
Il titolo promette la ricerca sulla crescita. Va detto subito che cosa può crescere e che cosa no. Il capello nasce nel bulbo, la piccola tasca della pelle da cui esce. Cresce circa un centimetro al mese, secondo l'American Academy of Dermatology, e questa velocità la decide il bulbo. Un olio messo in testa può arrivare alla pelle intorno al bulbo. Non può cambiare il numero dei bulbi, e non può svegliare un bulbo che ha chiuso per sempre.
Olio di rosmarino viene capito male in tre modi. Il primo è aspettarsi capelli nuovi dove non ce ne sono più da anni. In quel caso l'olio non fa niente, e la delusione arriva dopo due mesi di massaggi. Il secondo è usarlo puro, come esce dalla boccetta. È un olio essenziale, cioè concentrato, e sulla pelle della testa puro brucia, arrossa e fa prudere. Molte se ne accorgono la sera, con la cute che tira e qualche crosticina dietro le orecchie.
Il terzo modo è confonderlo con un olio da lunghezze. Olio di rosmarino non nutre le punte e non le fa lucide. Messo sulle lunghezze le lascia secche e con un odore forte che resta due giorni. Chi lo usa così vede le punte spezzarsi lo stesso e pensa che l'olio sia scadente. Non era scadente, era nel posto sbagliato.
C'è poi chi lo mescola a tutto, all'olio di cocco, alla maschera, allo shampoo, e non capisce più che cosa ha fatto che cosa. Meglio tenerlo da solo, con il suo olio vettore, cioè l'olio neutro che lo diluisce, e giudicarlo per quello che è.
Le applicazioni che promettono di misurare la crescita
Da un paio d'anni il telefono promette di farlo per te. Ci sono applicazioni che fotografano la cute con la fotocamera e dicono quanti capelli hai per centimetro. Altre chiedono una foto al mese e disegnano una curva della crescita. Altre ancora, dopo un questionario, ti dicono quale olio comprare.
Fanno bene una cosa: costringono a guardare la testa da vicino, con la stessa luce, ogni mese. Olio di rosmarino o no, avere le foto in fila aiuta a non fidarsi della memoria, che tende a vedere quello che spera. Sbagliano però quando contano. Una foto fatta con il telefono a mano libera cambia distanza e inclinazione ogni volta, e il numero che esce cambia con lei. Chi ha i capelli chiari e la pelle chiara viene contato meno, perché il contrasto è basso.
Sbagliano anche quando consigliano. Il questionario non sa se la tua cute è grassa o secca al tatto, e non sa se hai una sensibilità agli oli essenziali. Olio di rosmarino consigliato da un questionario a una cute che si arrossa con niente è un guaio, non una soluzione. Le applicazioni sono uno strumento in più. Non sostituiscono lo specchio, il dito sulla cute e un po' di pazienza. Se vuoi confrontare, l'acqua al rosmarino è un rimedio diverso, più leggero, e ha una storia sua.
Quello che dicevano le nonne e quello che dice la ricerca sull'olio di rosmarino
La tradizione italiana conosce il rosmarino da secoli, ma quasi mai come olio. In Liguria e in Sicilia si faceva bollire qualche rametto e con l'acqua fredda si sciacquavano i capelli scuri. C'è del vero: l'acqua al rosmarino lascia un velo che dà riflessi e un profumo pulito, e non fa danni. In Toscana si metteva il rametto nell'aceto e si usava l'aceto per l'ultimo risciacquo. Anche qui c'è del vero: l'aceto è acido e toglie il calcare, e il rosmarino ci mette il profumo. Nessuna di queste tradizioni parla di crescita. Parlano di lucido e di riflessi.
La ricerca ha guardato invece la crescita, e lo ha fatto in due momenti. Nel 2013 un gruppo giapponese guidato da Murata ha provato un estratto di rosmarino sui topi e ha visto i peli ricrescere più in fretta dove era stato applicato. Sono topi, e un estratto non è un olio, ma è stato il primo segnale.
Olio di rosmarino è arrivato in uno studio sulle persone nel 2015. Panahi e colleghi, in Iran, hanno seguito cento uomini con un diradamento comune per sei mesi. Metà usava l'olio diluito sulla cute, metà un prodotto di farmacia usato per la caduta. Dopo sei mesi i due gruppi avevano guadagnato capelli in modo simile, e chi usava il rosmarino aveva meno prurito. È uno studio solo, su uomini, con una misura fatta a sei mesi. Olio di rosmarino non ha altri studi di quella grandezza, e nessuno sulle donne. La ricerca dice quindi: un segnale c'è, la prova non è ancora completa. Dove la caduta è forte o improvvisa, il rosmarino non basta e va sentito il dermatologo.
Come usare l'olio di rosmarino, un passo alla volta
Se vuoi provarlo, questo è il modo che non fa danni e che permette di vedere se serve.
- Scegli un olio essenziale di rosmarino puro e un olio vettore neutro, come quello di jojoba o di mandorle dolci. Olio di rosmarino non va mai sulla pelle da solo.
- Diluisci due o tre gocce di olio essenziale in un cucchiaio di olio vettore. È la misura che i produttori di oli essenziali indicano per la pelle, e sulla testa non serve di più.
- Fai la prova sul braccio: una goccia della miscela dietro il gomito, aspetta un giorno. Se la pelle resta calma, puoi andare in testa.
- Applica sulla cute asciutta, con i polpastrelli, riga per riga. Non sulle lunghezze. Massaggia tre o quattro minuti, piano, senza unghie.
- Lascia in posa da mezz'ora a un'ora, poi lava con il tuo shampoo. Se la cute è grassa, lava due volte.
- Ripeti due o tre volte a settimana. Olio di rosmarino tutti i giorni non fa più effetto e fa più rossore.
- Fotografa la riga centrale una volta al mese, sempre alla stessa luce. È l'unico modo per vedere qualcosa.
Lo studio del 2015 non ha visto differenze prima di tre mesi, e il risultato è arrivato a sei. Se dopo sei mesi le foto sono uguali, l'olio non fa per i tuoi capelli, e non è colpa tua.
Lo stesso metodo vale anche per altri capelli e altre stagioni
Quello che vale per il rosmarino vale per ogni olio che si mette sulla cute. Chi ha la cute grassa lo tiene meno in posa, venti minuti, perché l'olio si somma al sebo e alla sera la testa è pesante. Chi ha la cute secca e squamosa lo tiene di più, e spesso è il massaggio che aiuta più dell'olio, perché stacca le squame e muove la pelle.
In autunno, quando i capelli cadono di più per il ricambio della stagione, il rosmarino torna nelle ricerche. Va detto che la caduta di settembre finisce da sola, con o senza olio, e che le foto di ottobre ingannano. Meglio cominciare in inverno e guardare a primavera. D'estate, con il sole, l'olio sulla cute scalda e non va lasciato sotto il cappello per ore.
Olio di rosmarino non si mette dopo una tinta o una decolorazione appena fatte, perché la cute è già irritata. Aspetta una settimana. E se usi già un prodotto per la cute consigliato dal medico, chiedi prima a lui se si possono alternare.
Il rosmarino ha una storia lunga, da Dioscoride all'Acqua della Regina d'Ungheria fino ai risciacqui delle nonne del Sud. Le tre frasi messe sul tavolo all'inizio hanno avuto risposta. Non fa ricrescere capelli dove il bulbo è chiuso. Non è un farmaco naturale, ma uno studio del 2015 su cento uomini lo ha trovato simile a un prodotto di farmacia dopo sei mesi. E più non è meglio: puro brucia, e tutti i giorni fa solo rossore. Le applicazioni che contano i capelli aiutano a tenere le foto in ordine, ma i loro numeri ballano. La tradizione italiana lo usava per i riflessi, non per la crescita, e la ricerca ha un segnale su uomini e topi e nessuno sulle donne. I passi sono pochi: diluire, provare sul braccio, mettere sulla cute e non sulle punte, due o tre volte a settimana, e fotografare per sei mesi. Olio di rosmarino è una prova da fare con calma, non una promessa da comprare.
