Nel 1899 Harriet Hubbard Ayer, giornalista di New York, pubblicò un manuale di bellezza che consigliava alle donne di spazzolare la testa cento volte ogni sera e di massaggiare la pelle con le dita prima di dormire. Il libro fu tradotto e letto anche in Europa. Cento anni prima, nelle case dell'India, l'olio caldo sulla testa era un gesto di ogni settimana, e i testi dell'ayurveda lo descrivono da secoli. Poi, nel Novecento, la cura si è spostata tutta sulle lunghezze, e la pelle della testa è stata dimenticata.
Adesso è tornata. Le riviste dicono che la pelle della testa va trattata come quella del viso, con detergente, esfoliante e siero. Intorno girano tre frasi. La prima dice che i capelli belli nascono da una pelle sana. La seconda dice che lavare spesso rovina la pelle della testa. La terza dice che il massaggio fa crescere i capelli. Questo articolo le mette sul tavolo e le guarda. Prima spiega che cosa c'è sotto i capelli. Poi dice che cosa vale la pena fare.
Che cosa vuol dire davvero curare il cuoio capelluto
Cuoio capelluto è il nome della pelle che copre la testa. È pelle vera, come quella del viso, ma con tre differenze. Ha più ghiandole che producono grasso, il sebo, e ne produce il doppio della fronte. Ha i bulbi, cioè le sacche da cui escono i capelli, circa centomila secondo l'American Academy of Dermatology. Ed è coperta dai capelli, quindi trattiene il calore e il sudore e prende meno aria.
Curarla vuol dire tre cose. Toglierle il grasso e le cellule morte senza seccarla. Non irritarla con il calore e con i prodotti sbagliati. E lasciare che i bulbi lavorino in un ambiente pulito. Non vuol dire coprirla di sieri.
Il primo modo sbagliato di capirla è pensare che i capelli belli vengano dalla pelle. Il capello che vedi è morto e la pelle non lo cambia. La pelle cambia il capello che nasce. Il secondo modo sbagliato è pensare che la pelle della testa sia il posto della maschera. La maschera sulla pelle della testa la appesantisce e la unge. Il terzo è confondere la pelle secca con la forfora. La pelle secca fa polvere fine e prude. La forfora fa scaglie grasse e gialle, e quella può essere un problema da mostrare al medico.
Che cosa succede quando si sbaglia. Il balsamo messo alla radice unge la pelle e i capelli si appiattiscono in un giorno. Lo shampoo troppo forte, usato tutti i giorni, secca la pelle, e la pelle risponde producendo più grasso. Cuoio capelluto trascurato fa prudere, e il prurito porta a grattare, e le unghie lo rovinano. Il phon troppo vicino lo scotta, e la pelle scottata si sfalda per una settimana.
Le applicazioni che promettono di leggere la pelle della testa
Ci sono applicazioni che chiedono una foto della riga dei capelli e dicono se la pelle è secca, grassa o irritata. Altre usano una piccola telecamera che si attacca al telefono e ingrandisce la pelle cinquanta volte. Altre ancora chiedono un questionario e propongono una serie di prodotti, in ordine.
La telecamera che ingrandisce è utile. Fa vedere il sebo accumulato intorno al bulbo, le scaglie, il rossore che a occhio non si vede. Una donna che si lava i capelli tutti i giorni e li ha comunque unti scopre così che il problema è il balsamo, non lo shampoo. La foto fatta con il telefono, senza telecamera, vale molto meno. La luce del bagno inganna, e i capelli coprono quasi tutto. Cuoio capelluto letto da una foto scattata da sola, con il braccio alzato, dà risposte a caso.
Il questionario ha il limite di tutti i questionari: risponde a quello che scrivi. Se scrivi che hai la pelle grassa, ti manda prodotti per la pelle grassa, anche se la tua pelle è secca e si difende ungendosi. Cuoio capelluto non è una cosa che si dichiara: si guarda. L'applicazione può aiutare a osservare. Non può sostituire uno specchio, una luce buona e, quando c'è rossore che dura, un dermatologo.
Quello che dicevano le nonne e quello che dice la ricerca
La tradizione italiana ha tre gesti per la pelle della testa. In Sicilia e in Puglia le donne si massaggiavano la testa con olio d'oliva tiepido la sera prima del lavaggio. Nel Nord si sciacquava con l'infuso di ortica, che si diceva fermasse la caduta. In molte case si finiva il lavaggio con un risciacquo di aceto, per togliere il residuo del sapone.
Che cosa c'è di vero. L'olio d'oliva scioglie il sebo accumulato e ammorbidisce le scaglie, così lo shampoo le porta via. Sulla pelle già grassa non serve. L'ortica non ferma la caduta: nessuno studio lo ha trovato. L'aceto abbassa l'acidità e toglie il calcare, e questo è vero, come vedremo nei passi.
La ricerca ha guardato due cose. Ralph Trüeb e colleghi, a Zurigo, hanno pubblicato nel 2018 sull'International Journal of Trichology una rassegna che lega lo stato della pelle della testa alla crescita del capello: dove la pelle è infiammata o ossidata, il capello nasce più sottile e cade prima. Taro Koyama e colleghi, in Giappone, nel 2016 su Eplasty, hanno fatto massaggiare la testa quattro minuti al giorno a nove uomini per sei mesi e hanno misurato capelli più spessi. Erano nove persone: è un'indicazione, non una prova. Cuoio capelluto sano fa nascere capelli migliori, e su questo la tradizione dell'olio e la ricerca si danno ragione. Sul massaggio che fa crescere, la ricerca dice forse. Per capire dove la pelle è più grassa e dove più secca abbiamo fatto la mappa zona per zona. Cuoio capelluto non è uguale dalla fronte alla nuca, e la cura nemmeno.
Cuoio capelluto come la pelle del viso: che cosa fare, un passo alla volta
La cura è corta, e si fa nei giorni del lavaggio. Ecco i passi.
- Guarda la pelle allo specchio, con la riga aperta, alla luce del giorno. Grassa, secca o rossa: decide tutto il resto.
- Se è grassa, lava ogni due giorni con uno shampoo delicato, massaggiando con i polpastrelli per un minuto. Le unghie no.
- Se è secca, lava ogni tre o quattro giorni e la sera prima metti due cucchiai di olio tiepido sulla pelle, non sulle lunghezze.
- Una volta al mese fai uno scrub leggero, con un prodotto apposta o con un cucchiaio di zucchero fine nello shampoo. Cuoio capelluto irritato salta questo passo.
- Sciacqua sempre con acqua tiepida, e finisci con un cucchiaio di aceto in un litro se l'acqua di casa è dura.
- Il balsamo va dalle orecchie in giù. Sulla pelle non va mai.
- Asciuga con il phon a venti centimetri e a temperatura media. Cuoio capelluto scottato dal phon si sfalda per giorni.
Il prurito passa in una o due settimane. La pelle che si unge meno si vede in un mese, quando smette di difendersi. I capelli nuovi, più forti, si vedono dopo tre o quattro mesi, perché è il tempo che ci mette un capello a uscire dalla pelle. Se il rossore o il prurito non passano in un mese, parlane con il dermatologo.
Lo stesso metodo vale anche per altre stagioni e altri capelli
La cura cambia con le stagioni. D'estate la pelle suda e si unge di più, e i lavaggi si avvicinano. D'inverno il cappello e il riscaldamento la seccano, e l'olio della sera serve di più. In autunno, quando i capelli cadono di più per il ricambio della stagione, la pelle pulita aiuta i nuovi a uscire.
Cambia con i capelli. Sui capelli ricci, che si lavano meno, la pelle accumula di più e lo scrub mensile conta il doppio. Sui capelli fini il balsamo alla radice è l'errore più comune, perché li appiattisce in un'ora. Sui capelli tinti la pelle è più delicata nei giorni dopo il colore, e il massaggio si fa piano. Cuoio capelluto è uno solo, ma i gesti si spostano con il mese e con il capello che ci cresce sopra.
La pelle della testa ha avuto le sue cure un secolo fa, poi le ha perse, e adesso le ritrova. Le tre frasi dell'inizio hanno avuto risposte diverse. I capelli belli nascono da una pelle sana, ed è vero per i capelli nuovi, non per quelli che ci sono già. Lavare spesso non rovina la pelle, se lo shampoo è delicato: la rovina lo shampoo forte usato tutti i giorni. Il massaggio forse aiuta, e la ricerca dice forse. Le applicazioni con la telecamera fanno vedere, quelle con la foto no. Le nonne avevano ragione sull'olio e sull'aceto, torto sull'ortica. La ricerca lega la pelle infiammata al capello sottile. I passi sono guardare, lavare secondo la pelle, oliare se è secca, esfoliare una volta al mese, tenere il balsamo lontano. Cuoio capelluto curato come la pelle del viso si vede due volte: nello specchio e nei capelli che nascono.
