Un litro di acqua di mare contiene circa 35 grammi di sale, e un capello immerso in quell'acqua cede acqua al mare per osmosi, non ne prende: il sale fuori è più concentrato del liquido dentro la fibra, e l'acqua esce. È il motivo per cui i capelli dopo il bagno sono più asciutti di prima, e insieme il motivo per cui sono più mossi e più pieni. Chi cerca acqua di mare fa bene o fa male ai capelli trova le due risposte sullo stesso sito, e sono vere tutte e due, per capelli diversi e per tempi diversi. Qui si vede che cosa fa il sale sulla fibra, che cosa fa il sole insieme al sale, a chi conviene e a chi no, e che cosa cambia con un risciacquo.

Acqua di mare fa bene o fa male ai capelli: quello che fa il sale

Il capello è igroscopico, cioè scambia acqua con l'ambiente finché non trova un equilibrio, e secondo i manuali di chimica del capello, come quello di Clarence Robbins, in acqua dolce ne assorbe fino a un terzo del suo peso. In acqua di mare l'equilibrio si sposta: la soluzione salina è più concentrata del contenuto della fibra e l'acqua migra verso il sale, come abbiamo spiegato nell'articolo su il sale che toglie acqua al capello per osmosi. Quando poi il capello asciuga al sole, l'acqua evapora e il sale resta, in cristalli minuscoli fra le squame della cuticola, lo strato di scaglie che riveste la fibra: i cristalli tengono le squame sollevate e aumentano l'attrito fra un capello e l'altro. Da qui vengono le due cose che tutti notano. La prima è il volume e l'onda: i capelli si agganciano fra loro, non scivolano, e tengono la forma che il vento gli ha dato; è l'effetto che gli spray al sale marino imitano. La seconda è la ruvidità: le squame alzate riflettono meno luce e il capello sembra opaco e secco al tatto. Alla domanda acqua di mare fa bene o fa male ai capelli la chimica risponde che fa le due cose insieme, e che la seconda cresce con i giorni. Su acqua di mare fa bene o fa male ai capelli non esiste uno studio che misuri il danno in una vacanza di due settimane: quello che si sa viene dalla fisica del sale e dalle osservazioni sul capello esposto.

Acqua di mare fa bene o fa male ai capelli: il sole, il colore, il cuoio capelluto

Il sale da solo non rompe la cheratina. Il danno estivo lo fa la combinazione: il sale asciuga la fibra e apre le squame, e i raggi ultravioletti, che il capello assorbe di più quando è secco e aperto, spezzano i legami di zolfo della cheratina e ossidano la melanina. Le ricerche sulla fotodegradazione del capello, riassunte da Gavazzoni Dias nel 2015 sull'International Journal of Trichology, mostrano che il capello esposto a sole e acqua salata perde proteine e diventa più fragile alla trazione. Sui capelli tinti e decolorati l'effetto è più rapido, perché la cuticola è già porosa: il colore sbiadisce e vira, e le punte si sfibrano. Sul cuoio capelluto l'acqua di mare ha una fama di rimedio che gli studi non confermano: nessuna ricerca controllata mostra che i bagni di mare curino la forfora o l'untuosità, e il sale che asciuga la pelle può renderla più secca; dove c'è un problema del cuoio capelluto che dura, quello è un altro discorso. Chi si chiede acqua di mare fa bene o fa male ai capelli e ha capelli fini e lisci, che d'inverno non tengono la piega, trova nel mare due settimane di volume gratis. Chi ha capelli ricci, secchi o trattati trova la stessa risposta al contrario. E acqua di mare fa bene o fa male ai capelli dipende infine da quanti bagni: uno al giorno per due settimane con il sole addosso, o uno ogni tanto con un risciacquo dopo, sono due esposizioni diverse.

Che cosa cambia con il risciacquo

Su acqua di mare fa bene o fa male ai capelli, il gesto che decide è l'acqua dolce subito dopo il bagno: la doccia dello stabilimento, o una bottiglia, fatta scorrere per un minuto, porta via il sale prima che cristallizzi asciugando. Il capello che asciuga senza sale resta più chiuso e assorbe meno raggi. Il secondo gesto è bagnare i capelli con acqua dolce prima di entrare in mare: una fibra già piena di acqua ne prende meno di salata, come una spugna già bagnata. Il terzo è coprire nelle ore centrali, con un cappello o un foulard, perché il danno vero è la somma di sale e sole, e senza sole il sale fa solo volume. Il balsamo lasciato sui capelli bagnati durante il bagno fa da barriera parziale. Chi vuole tenere l'onda del mare senza la secchezza la ottiene così: risciacquo dopo il bagno e nessuna spazzola finché sono umidi.

Quello che si legge e non regge

Intorno a acqua di mare fa bene o fa male ai capelli girano quattro frasi che la chimica non regge. Si legge che i minerali del mare nutrono il capello. Il capello è morto e non assorbe minerali, e il magnesio e lo iodio dell'acqua restano in superficie e vanno via con la doccia. Si legge che l'acqua di mare fa crescere i capelli: nessuno studio lo mostra, e il sale non arriva al follicolo, che sta sotto la pelle. Si legge che l'acqua di mare schiarisce i capelli: schiarisce il sole, e il sale aiuta solo perché apre la fibra e la rende più esposta. E si legge che i capelli dopo il mare sono più sani perché sembrano più pieni: sono più pieni perché sono più ruvidi, e la ruvidità è il contrario della salute della cuticola.

La risposta in una riga

Un bagno fa bene ai capelli fini e lisci, che prendono volume e onda; due settimane di bagni con il sole addosso fanno male a tutti, e prima ai tinti e ai ricci. Acqua di mare fa bene o fa male ai capelli ha una risposta sola: dipende da quanto sale resta sul capello quando asciuga, e il risciacquo decide.