Bagnetto alle sette, shampoo, asciugatura, e la sera dopo si ricomincia. È la routine di quasi tutte le case con bambini piccoli, e nessuno si è mai chiesto perché. Poi arriva il momento in cui la cute del bambino si desquama, la pelle intorno alle orecchie si secca, e qualcuno fa notare che lavare i capelli ai bambini tutti i giorni forse non serve.
La spiegazione che ci si dà è che i bambini si sporchino di più, il che è vero, e che quindi vadano lavati di più, il che non segue.
Fino alla pubertà la produzione di sebo è molto bassa. Quello che sporca i capelli di un bambino viene quasi tutto da fuori, e quasi tutto si toglie con l'acqua.
Dove stavamo guardando
La routine serale nasce da un'esigenza reale, che però non è di igiene: il bagno fa parte del rito che porta al sonno, ed è uno dei pochi momenti prevedibili della giornata. Lo shampoo si è agganciato a quel rito senza che nessuno lo decidesse davvero.
C'è anche l'abitudine adulta trasferita ai bambini. Chi si lava i capelli ogni giorno tende a considerarlo il comportamento normale, e lo estende.
Il fatto che non torna è lo stato della cute. Un bambino lavato ogni sera con un detergente, anche delicato, spesso ha la cute più secca di uno lavato due volte a settimana, e nei mesi freddi la differenza si vede intorno all'attaccatura e dietro le orecchie.
La seconda osservazione riguarda l'odore. I capelli di un bambino in età prescolare non hanno l'odore che prendono i capelli di un adulto dopo due giorni, semplicemente perché manca il sebo che lo produce.
Cosa succede davvero quando si lavano i capelli ai bambini
Le ghiandole sebacee rispondono agli ormoni. Nel neonato sono ancora sotto l'influenza degli ormoni materni per un breve periodo, e infatti in quelle settimane la cute può essere più unta e comparire la crosta lattea. Poi l'attività cala e resta bassa per anni. Nel bambino in età prescolare e scolare la produzione di sebo è modesta, e resta tale fino a quando la pubertà non la riattiva.
La conseguenza pratica è che il capello di un bambino non si sporca dall'interno. Si sporca da fuori: sabbia, terra, sudore, cibo, resti di pasta e sugo, colla della scuola materna. Sono tutte cose che l'acqua tiepida e un po' di frizione tolgono senza bisogno di tensioattivi forti.
Il rischio principale, in questa fascia d'età, non è l'unto. È la cute secca. La barriera cutanea del bambino piccolo è più sottile e ancora in assestamento, e togliere ogni sera i lipidi di superficie lascia una pelle che tira, si desquama e prude. In inverno, con il riscaldamento acceso e l'aria degli ambienti chiusi più secca, il quadro peggiora.
Il tempo di esposizione conta anche qui. Un detergente resta sulla testa meno di un minuto, ma un minuto ripetuto trecentosessantacinque volte all'anno su una barriera in formazione è un'altra cosa rispetto a venti volte.
La piscina merita un discorso a parte. Dopo la vasca il gesto utile è il risciacquo abbondante con acqua dolce, che porta via gran parte dell'acqua clorata trattenuta dal capello. Non è la stessa cosa dello shampoo, che serve a rimuovere il grasso, ma per lo scopo che si vuole ottenere basta e avanza. Chi fa nuoto due o tre volte a settimana non deve fare tre shampoo in più.
Sulla crosta lattea vale una regola sola: non si stacca a forza. Le squame giallastre aderiscono alla cute e tirarle via con il pettine o con l'unghia significa lesionare la pelle sotto. Ammorbidire e attendere è l'unica via ragionevole, e la valutazione spetta al pediatra.
Quanto pesa rispetto ad altro
Tra frequenza e tipo di detergente, il tipo pesa di più nei bambini piccoli. Un prodotto pensato per adulti, anche usato di rado, è più aggressivo di un prodotto per bambini usato spesso.
La frequenza pesa comunque, e si vede sull'inverno. In estate, con sudore e sabbia quotidiani, lavare spesso è ragionevole. In inverno, con giornate passate al chiuso, la stessa frequenza produce cute secca in due o tre settimane.
C'è un fattore che pesa meno di quanto si creda, e va detto: i capelli dei bambini non si rovinano per un lavaggio in più. Il fusto di un bambino non ha subito colorazioni né calore, ed è nella condizione migliore in cui sarà mai. Il tema è la cute, non il capello.
Se il problema principale è il prurito, la desquamazione persistente o la presenza di placche, il fattore dominante non è la frequenza di lavaggio ed è materia da pediatra.
La prova da fare stasera
La verifica serve a capire quanto dello shampoo quotidiano è necessità e quanto è abitudine, e si fa in una settimana.
Nei giorni senza piscina e senza attività all'aperto particolarmente sporche, stasera fai il bagno senza shampoo. Bagna i capelli, passa le dita sulla cute con l'acqua tiepida per qualche istante, risciacqua e asciuga come sempre.
Domani mattina fai due cose. Annusa i capelli vicino alla nuca, che è la zona che si sporca per prima. E guarda la riga alla luce naturale.
Se non c'è odore e la riga non è lucida, quello shampoo non serviva. Se invece l'odore c'è, hai trovato il tuo limite ed è utile saperlo. Ripeti nei giorni successivi e osserva a che punto compare: molti bambini in età prescolare arrivano tranquillamente a tre o quattro giorni, i più grandi molto meno.
La stessa prova, nei giorni di piscina, si fa sostituendo lo shampoo con un risciacquo lungo di acqua dolce.
Cosa cambiare, in ordine di resa
- Separa il bagno dallo shampoo. Il bagno resta ogni sera se fa parte del rito della nanna. Lo shampoo diventa una cosa che si fa quando serve. È il cambiamento più efficace e non toglie niente alla routine familiare.
- Nei giorni di piscina, risciacqua con acqua dolce invece di lavare. Toglie l'acqua clorata trattenuta senza aggiungere un terzo o quarto lavaggio settimanale.
- Abbassa la temperatura dell'acqua. Sui bambini l'acqua molto calda secca la pelle più in fretta che sugli adulti, e la sensazione di prurito serale spesso viene da lì.
- Non usare i prodotti degli adulti. Non è una questione di profumo ma di forza dei tensioattivi. Un prodotto formulato per bambini toglie meno lipidi, ed è quello che serve.
- Solo alla fine, i prodotti specifici. Se la cute è già secca o irritata, esistono detergenti pensati per quella condizione. È l'unica voce che comporta una spesa, e va dopo tutte le altre.
- Il limite. Nessuna modifica alla frequenza risolve una crosta lattea estesa, una desquamazione che non passa, placche, lesioni, prurito insistente o zone senza capelli. Sono situazioni da pediatra, che è anche l'interlocutore per la crosta lattea quando non si risolve da sola.
Il rito serale non era sbagliato, e non c'è motivo di smontarlo. Quello che si può togliere è il flacone, nei giorni in cui l'unica cosa da portare via è la sabbia del parco.
