I capelli non smettono mai di allungarsi. Quello che finisce è la vita del singolo capello: ognuno cresce per un certo numero di anni, poi si stacca e viene sostituito da uno nuovo che riparte da zero. È per questo che esiste una lunghezza massima oltre la quale una chioma non va, ed è diversa per ogni persona. Non dipende da quello che metti sui capelli, dipende da quanto dura la loro fase di crescita. Qui trovi come si calcola la tua lunghezza massima, come si distingue un capello che ha finito il suo ciclo da uno che si sta rompendo, e perché la differenza cambia tutto.
Da due anni la stessa lunghezza
La situazione è questa: hai deciso di farli crescere, sono passati mesi, e la lunghezza è ferma dov'era. Le punte arrivano sempre allo stesso punto della schiena. Nel frattempo li hai visti crescere alla radice, quindi sai che qualcosa succede.
La reazione tipica è smettere di tagliarli, sperando di guadagnare centimetri. Dopo un altro anno la situazione è identica, con l'aggiunta che le punte sono più sottili e si dividono.
Non ci sono rilevazioni su quante persone si trovino in questa situazione, quindi qualunque percentuale letta in giro è una stima. Quello che si può dire è che riguarda soprattutto chi ha i capelli lunghi oltre le spalle, cioè chi ha capelli con qualche anno di vita alle spalle.
La lunghezza massima è già decisa
Ogni capello attraversa tre fasi. La prima è l'anagen, la fase di crescita attiva, in cui il bulbo produce nuova cheratina e il fusto si allunga. La seconda è il catagen, una fase breve di transizione in cui la produzione si ferma. La terza è il telogen, il riposo, al termine del quale il capello cade e ne ricomincia uno nuovo.
La fase di crescita è quella che decide tutto, e la sua durata è individuale: nei testi di dermatologia si indica un intervallo che va da circa due anni fino a sei o sette. Chi sta all'estremo alto arriva ai capelli lunghissimi, chi sta all'estremo basso non ci arriva, e non c'è modo di allungare quella fase.
Sulla velocità il dato è più stabile. L'American Academy of Dermatology indica una crescita media di circa mezzo pollice al mese, cioè poco più di un centimetro, con differenze fra persone.
Da qui il calcolo. Un centimetro e un quarto al mese fanno intorno ai quindici centimetri l'anno. Se la tua fase di crescita dura tre anni, il capello arriva a circa quarantacinque centimetri prima di cadere. Se ne dura sei, arriva al doppio. È il motivo per cui alcune persone hanno i capelli alla vita senza fare niente di particolare e altre non superano le scapole per quanto ci provino.
C'è poi la seconda causa, che è tutt'altra cosa e va distinta. Un capello può crescere regolarmente alla radice e perdere la stessa quantità in punta, perché si spezza. In quel caso la fase di crescita non è finita: è il capello che non arriva intero fino in fondo. Le due situazioni sembrano identiche allo specchio e hanno rimedi opposti.
Come si distingue un capello che non cresce da uno che si rompe
Il primo controllo è sulle punte. Se sono sottili, chiare e si dividono in due o tre filamenti, il capello si sta rompendo. Se invece le punte sono piene, dello stesso spessore della lunghezza, il capello sta semplicemente arrivando alla fine del suo ciclo.
Il secondo è sui capelli che trovi in giro. Un capello caduto a fine ciclo ha una piccola clava bianca all'estremità della radice, che è il bulbo in riposo. Un capello spezzato non ha nulla alle due estremità: è un frammento, spesso più corto di tutta la tua lunghezza. Se sul cuscino e nel lavandino trovi frammenti corti, il problema è la rottura.
Il terzo è la prova dello strappo. Prendi un capello caduto per le due estremità e tiralo piano: uno sano si allunga un poco e resiste, uno danneggiato si spezza subito con un suono secco.
Se il problema è la rottura, i gesti che cambiano di più sono togliere calore e attrito: meno piastra, temperature più basse, districare dal basso, capelli raccolti la notte. E soprattutto spuntare regolarmente: mezzo centimetro ogni tre o quattro mesi toglie la parte già danneggiata prima che la rottura risalga.
Se invece il problema è il ciclo, non c'è niente da fare sulla lunghezza, e vale la pena saperlo invece di continuare a provare. Si può però lavorare sull'aspetto: punte piene e tagliate bene fanno sembrare una chioma più lunga di una con le punte sfilacciate.
Quello che non va fatto è smettere di tagliare. Le punte spezzate continuano a spezzarsi risalendo lungo il fusto, e più aspetti più lunghezza dovrai togliere dopo.
Il taglio che fa crescere più in fretta
Si legge ovunque che tagliare i capelli li fa crescere più velocemente. Non è così, e il motivo è semplice: la crescita avviene nel bulbo, sotto la pelle, e le forbici agiscono a decine di centimetri di distanza. Il taglio serve a togliere la parte rotta, quindi fa guadagnare lunghezza nel tempo, ma non accelera niente.
Si legge anche che spazzolare cento volte al giorno stimola la crescita: non risulta da nessuna misurazione.
Il calcolo da fare
Misura. Prendi la lunghezza attuale in centimetri, dividila per quindici e ottieni gli anni che quel capello ha addosso. Se il risultato è quattro o cinque anni, sei probabilmente vicino al tuo limite di ciclo. Se è uno o due e i capelli non crescono, il problema non è il ciclo ed è la rottura.
Sulla falsa credenza più grossa: si dice che i capelli smettono di crescere a una certa età. Con l'età la fase di crescita tende ad accorciarsi e il capello si assottiglia, ma non esiste un momento in cui il bulbo si ferma per tutti. Una caduta importante o improvvisa, invece, è un altro discorso e va guardata da chi di dovere.
