Un capello non è liscio come un filo di nylon. È rivestito di squame sovrapposte, orientate tutte dalla radice verso la punta come le tegole di un tetto. Si chiamano cuticola, ed è per via loro che i capelli si annodano: se due capelli scorrono uno contro l'altro nella stessa direzione, le squame passano lisce; se scorrono in direzioni opposte, le squame si incastrano. Un nodo, al microscopio, è questo. Non è una questione di lunghezza né di secchezza, è una questione di direzione. Qui trovi perché a letto succede più che in qualunque altro momento della giornata.
Il nodo che trovi in nuca al risveglio
La scena è sempre la stessa. Ti svegli, passi la mano fra i capelli e in nuca trovi un groviglio compatto che il pettine non attraversa. È sempre lì, nella stessa zona, mai sulle tempie e quasi mai davanti.
Provi a districarlo dall'alto, tirando, e senti i capelli che si spezzano. La sera prima li avevi lasciati perfettamente in ordine.
Chi ha i capelli lunghi lo trova più grosso, chi li ha ricci lo trova più difficile da sciogliere, e chi ha i capelli schiariti lo trova tutte le mattine anche se sono corti. Su questo il numero non esiste: non ci sono rilevazioni su quante persone si sveglino con i capelli annodati, e chiunque ne citi una sta stimando.
Otto ore di sfregamento contro il tessuto
Durante il sonno la testa non sta ferma. Ci si gira più volte per notte, e ogni volta i capelli sotto la testa vengono trascinati contro la federa. Il peso della testa li tiene premuti, quindi non scivolano: si torcono, si piegano su se stessi e cambiano orientamento.
È in quel momento che le squame si sollevano. Una cuticola sana è chiusa e liscia, e le squame aderiscono al fusto. L'attrito ripetuto le solleva ai bordi, e un bordo sollevato è un uncino. Quando due capelli con le squame sollevate si incrociano in direzioni opposte, si agganciano. Basta che accada in tre o quattro punti vicini e il nodo è formato.
La nuca è la zona più colpita per una ragione meccanica: è la parte che sta sotto la testa quando si dorme sulla schiena e quella che riceve più pressione quando ci si gira di lato. Le tempie, invece, restano libere.
Il tessuto conta perché conta l'attrito. Il cotone è fatto di fibre corte che sporgono dal filo e formano una superficie irregolare: sotto il microscopio è ruvido, anche quando al tatto sembra morbido. Le fibre lisce e continue, come la seta o il raso di poliestere, presentano una superficie più uniforme e producono meno attrito.
Anche la condizione del capello conta. Un capello schiarito, permanentato o passato spesso alla piastra ha già la cuticola sollevata prima di andare a letto, quindi parte svantaggiato. Un capello riccio si annoda di più perché ogni curva è un punto in cui due fibre possono incrociarsi.
La lunghezza fa il resto: più capello c'è, più incroci possibili ci sono, e un nodo formato in nuca su una chioma lunga coinvolge decine di fibre.
Che cosa fare prima di andare a letto
Il gesto che cambia di più è raccogliere i capelli. Non stretti e non in alto: una treccia morbida, o una coda bassa e larga tenuta da un elastico di tessuto, riduce moltissimo il numero di capelli liberi di ruotare. In una treccia le fibre sono già orientate nella stessa direzione, e le squame non hanno modo di incrociarsi al contrario.
Il secondo è pettinare prima di dormire. Un capello già districato la sera arriva al mattino con meno nodi, perché parte da una situazione ordinata.
Il terzo è non andare a letto con i capelli bagnati. Bagnati sono più elastici e più fragili, la cuticola è più sollevata, e otto ore di attrito in quello stato fanno molto più danno.
Il quarto è il tessuto: una federa in raso o in seta riduce l'attrito rispetto al cotone.
Al mattino, districa dal basso. Comincia dalle punte con le dita o con un pettine a denti larghi e risali di pochi centimetri alla volta. Tirando dall'alto si spinge il nodo verso il basso e lo si stringe, ed è così che si spezzano i capelli.
La federa di seta e quello che non è stato dimostrato
Si legge ovunque che la federa di seta previene i nodi e la rottura. Che riduca l'attrito è ragionevole e coerente con la struttura della fibra. Che questo si traduca in meno rotture misurate sui capelli di chi la usa, però, non risulta da studi solidi: il consiglio circola come se fosse dimostrato e non lo è. Vale la pena provarla, sapendo che il beneficio è plausibile e non certificato.
Si legge anche che dormire con i capelli sciolti li fa respirare. I capelli non respirano: sono tessuto morto, senza scambi con l'esterno.
Terza cosa ripetuta: che un olio applicato la sera impedisce i nodi. Riduce l'attrito finché resta sul capello, ma la maggior parte finisce sulla federa nelle prime ore.
Il gesto che conta
Se devi fare una cosa sola, fai la treccia. Morbida, bassa, senza tirare, chiusa con un elastico che non segni. È l'unico gesto che agisce sulla causa invece che sull'effetto, perché toglie ai capelli la possibilità di ruotare l'uno contro l'altro.
Sulla falsa credenza più diffusa: si dice che i nodi si formano perché i capelli sono secchi. La secchezza rende la cuticola più ruvida e quindi peggiora la situazione, ma la causa è l'attrito e la torsione, non la mancanza di acqua. È il motivo per cui una maschera in più non risolve nulla, mentre una treccia sì.
