Le donne hanno sempre trovato capelli sulla federa la mattina. Nel Settecento le cuffie da notte servivano anche a questo, a tenere insieme i capelli sciolti e a non lasciarli sulla federa, e i manuali di economia domestica dell'Ottocento consigliavano di spazzolare cento colpi prima di dormire per togliere i capelli morti sulla spazzola invece che sul letto. Capelli sul cuscino: è la cosa che si vede per prima la mattina, ed è la prima cosa che spaventa in autunno. Su questo girano tre luoghi comuni. Il primo dice che se ce ne sono più di ieri qualcosa non va. Il secondo dice che la federa di cotone li strappa e quella di seta no. Il terzo dice che quelli sulla federa sono capelli persi per sempre. Tutti e tre hanno una ragione, e l'articolo la cerca prima di rispondere.
Capelli sul cuscino: che cosa vuol dire davvero
Un capello cade quando ha finito il suo ciclo. Cresce per anni, riposa per circa tre mesi e si stacca, spinto da quello nuovo che nasce sotto. Ogni giorno una parte dei capelli arriva alla fine e cade, e cade dove sta la testa: sul cuscino di notte, nella spazzola la mattina, nello scarico sotto la doccia. Capelli sul cuscino sono quindi la quota notturna di una perdita che va avanti tutto il giorno, e dipendono da quanto ti muovi nel sonno, da quanto sono lunghi e da quando li hai lavati l'ultima volta.
Chi lo capisce male fa tre cose. Conta i capelli sulla federa una mattina, li trova dieci, e decide che è tanto, senza sapere quanti ne trova di solito. Vede una federa scura piena di capelli chiari e si spaventa, mentre la stessa quantità su una federa bianca non l'avrebbe notata. Oppure, per non vederli, dorme con i capelli legati stretti, e la mattina trova meno capelli sulla federa e più capelli spezzati sull'elastico. Capelli sul cuscino sono un numero che ha senso solo con il confronto: con la settimana prima, con la stagione prima, con il giorno dello shampoo. Da soli, dieci capelli o trenta non dicono niente, e in autunno dicono ancora meno.
Le applicazioni che contano e che confrontano
I programmi per il telefono che si occupano di caduta chiedono quasi tutti di contare i capelli ogni mattina e disegnano una linea. Fanno bene: una linea di trenta giorni mostra se c'è un'onda o una salita, e l'occhio da solo non lo vede. Quelli che fotografano la riga o la cute ingrandita fanno vedere i capelli nuovi corti che stanno ricrescendo, ed è la cosa più rassicurante da guardare. Quelli che promettono di dire da una foto della federa se la caduta è normale sbagliano, perché non sanno se la federa è stata cambiata ieri o una settimana fa.
Capelli sul cuscino, per un'applicazione, sono un numero senza contesto. La risposta automatica che dice normale o anormale non conosce la lunghezza dei capelli, non sa che in ottobre cadono di più per tutte, e non sa che il giorno dopo lo shampoo la federa è quasi vuota. Un'applicazione può aiutare a contare. Non può decidere. Sui numeri che valgono per la stagione, c'è già un articolo su quanti capelli si perdono in autunno. Capelli sul cuscino si giudicano con un conto di una settimana e con la data, e lo vediamo nei passi.
Quello che dicevano le nonne e quello che dice la ricerca
Le nonne del Nord dicevano di spazzolare i capelli prima di dormire, così i capelli morti restano sulla spazzola: è vero, e la mattina il cuscino è più pulito, ma la quantità persa è la stessa. Nelle campagne del Sud si dormiva con la treccia, per non spettinarsi e per non lasciare capelli in giro: la treccia larga protegge dall'attrito, quella stretta spezza. Le nonne di mezza Italia dicevano che i capelli caduti in autunno sono come le foglie, e che a primavera tornano: la tradizione qui ha ragione, e la ricerca lo ha misurato.
Uno studio dell'ospedale universitario di Zurigo, pubblicato nel 2009 su Dermatology da Kunz, Seifert e Trüeb, ha seguito ottocentoventitré donne per sei anni e ha trovato che i capelli entrano in riposo soprattutto a luglio e cadono circa cento giorni dopo, fra ottobre e novembre. L'American Academy of Dermatology indica fra cinquanta e cento capelli al giorno la perdita normale. Di questi, una parte finisce sul cuscino, e non esiste uno studio che dica quanti: dipende da come si dorme e da quanto sono lunghi, e chi dà un numero preciso per la federa lo inventa. Capelli sul cuscino sono quindi una frazione di un numero noto, in una stagione in cui quel numero sale. Sulla federa di seta uno studio serio non c'è: riduce l'attrito e il crespo, e questo si sente, ma non cambia quanti capelli arrivano a fine ciclo. Tradizione e ricerca si danno ragione sull'autunno e sulla treccia larga, e la seta resta una cosa comoda senza numeri. Capelli sul cuscino non li decide la federa.
Capelli sul cuscino: che cosa fare, un passo alla volta
Capelli sul cuscino si contano bene per una settimana, e poi si decide con i numeri in mano.
- Cambia la federa e conta i capelli ogni mattina per sette giorni, segnando anche il giorno dello shampoo. Il conto vale solo su una settimana intera.
- Somma i capelli del cuscino, della spazzola e dello scarico, se riesci. Sotto i cento al giorno, in autunno, è normale.
- Guarda un capello caduto contro la luce: se ha in fondo un puntino bianco è arrivato a fine ciclo. Se è spezzato, senza bulbo, non è caduta ma rottura.
- Spazzola prima di dormire, dalle punte verso l'alto, con un pettine largo. Il cuscino sarà più pulito e il conto più vero.
- Dormi con i capelli sciolti o in una treccia morbida, mai con un elastico stretto.
- Rifai il conto dopo un mese. Se la linea scende, era la stagione. Se sale ancora a dicembre, vale una visita.
Capelli sul cuscino calano da soli fra fine novembre e dicembre, quando l'ondata autunnale finisce. Se in gennaio sono ancora tanti, o se si vedono zone rade sulla cute, non è più il cambio di stagione e conviene parlarne con il dermatologo.
Lo stesso conto vale anche in altri momenti
Il conto di una settimana serve ogni volta che qualcosa cambia. Dopo il parto, quando i capelli cadono a ondate per gli stessi cento giorni. Dopo una malattia con la febbre alta, che tre mesi dopo lascia il segno sul cuscino. Dopo un cambio di dieta, di pillola o di lavoro, che si legge sui capelli con lo stesso ritardo. Vale anche per chi ha i capelli corti, che sul cuscino non si vedono quasi mai e per questo sembrano non cadere. E vale per il partner: in molte case si contano i capelli di lei e non quelli di lui, mentre il cuscino accanto ne ha altrettanti. Capelli sul cuscino sono lo stesso numero per tutti, letto in modo diverso a seconda di chi ha paura.
Dalle cuffie da notte del Settecento ai cento colpi di spazzola, il cuscino è sempre stato il posto dove si contano i capelli. I tre luoghi comuni finiscono così: più di ieri non vuol dire niente senza una settimana di conto, la federa cambia il crespo e non la caduta, e quelli sulla federa hanno già il ricambio sotto. Le applicazioni aiutano a contare e non sanno decidere. Le nonne avevano ragione sulla treccia e sulle foglie d'autunno, e la ricerca di Zurigo ha dato il mese e il ritardo di cento giorni. I passi sono sei: cambiare la federa, contare sette giorni, guardare il bulbo, spazzolare la sera, dormire sciolta, rifare il conto a un mese. Capelli sul cuscino si leggono in una settimana, e in autunno si leggono con calma.
