Nel 1914 la ballerina Irene Castle si tagliò i capelli corti a New York, e le riviste americane dell'epoca chiamarono quel taglio Castle bob: da lì, in dieci anni, il caschetto arrivò in tutte le città d'Europa. Prima ancora, nelle campagne italiane, le donne si tagliavano i capelli una volta l'anno, dopo la raccolta, quando c'era tempo e i capelli erano rovinati dal sole. Il cambio di stagione e il cambio di testa vanno insieme da molto prima che esistessero le riviste.
Oggi settembre è il mese in cui le prenotazioni dai parrucchieri salgono, e intorno girano tre frasi. La prima dice che il taglio a settembre fa ricrescere i capelli più forti. La seconda dice che in autunno i capelli cadono, quindi meglio portarli corti. La terza dice che la voglia di cambiare è solo un capriccio del rientro. Questo articolo le mette sul tavolo. Prima spiega da dove viene la voglia. Poi dice quando il taglio è una buona idea e quando è meglio aspettare.
Che cosa vuol dire davvero taglio di settembre
Taglio di settembre vuol dire due cose insieme. Una è pratica: i capelli tornano dall'estate con le punte aperte, il colore spento e la forma persa, e un taglio toglie il danno. L'altra è nella testa: settembre è un inizio, come gennaio, e chi ricomincia vuole cambiare qualcosa che si vede. I capelli sono la cosa più facile da cambiare in un'ora.
La voglia ha una spiegazione studiata. Hengchen Dai, Katherine Milkman e Jason Riis, dell'Università della Pennsylvania, hanno pubblicato nel 2014 su Management Science una ricerca sulle date che fanno da spartiacque: l'inizio dell'anno, il lunedì, il compleanno, il rientro dalle vacanze. Hanno trovato che in quei giorni le persone cercano di più come cambiare abitudini e prendono più decisioni nuove. Il taglio dopo le vacanze è una di queste decisioni, e non è un capriccio.
Il primo modo sbagliato di capirlo è pensare che il taglio ripari i capelli. Il taglio toglie la parte rovinata, non ripara il resto. Se le lunghezze sono secche fino a metà, un caschetto le toglie tutte, e questo va deciso prima. Il secondo modo sbagliato è tagliare per la caduta. In autunno i capelli cadono di più per il ricambio della stagione, ma il taglio non cambia quanti ne cadono, cambia solo quanto pesano quelli che restano. Il terzo è tagliare per una foto. Taglio di settembre fatto su una foto vista in vacanza, con capelli di un altro tipo, finisce con un caschetto che non si asciuga come nella foto.
Che cosa succede quando si sbaglia. Il caschetto sui capelli ricci senza scalatura gonfia a triangolo. La frangia tagliata a settembre sui capelli fini si unge in un giorno. Il taglio corto fatto per la caduta scopre la riga che prima i capelli lunghi coprivano. E la donna che ha tagliato d'impulso passa l'inverno ad aspettare che ricresca.
Le applicazioni che promettono di scegliere il taglio giusto
Il telefono oggi taglia i capelli senza forbici. Ci sono applicazioni che prendono la foto del viso e ci mettono sopra un caschetto, una frangia, un taglio corto. Altre misurano il viso dalla foto e dicono se è ovale, tondo o lungo, e da lì consigliano. Altre ancora fanno vedere i tagli di stagione con un catalogo di immagini.
Quelle che provano il taglio sulla foto fanno bene una cosa: fanno vedere la lunghezza sul proprio viso. Una donna che ha portato i capelli lunghi per anni vede un caschetto sul suo mento e capisce se lo vuole. Sbagliano su un'altra: mettono capelli disegnati sopra la foto, lisci e pieni, e i capelli veri hanno un'altra consistenza. Taglio di settembre visto sullo schermo con capelli finti lisci, sui ricci viene un'altra cosa.
Quelle che misurano il viso hanno il limite della foto. Un viso fotografato dal basso sembra più largo, dall'alto più lungo, e il consiglio cambia con l'angolo. Taglio di settembre deciso da una misura sbagliata del viso porta a una frangia che non era per quel viso. Il catalogo dei tagli di stagione è il meno pericoloso: fa vedere che cosa gira, e basta. L'applicazione può aiutare a immaginare. Non può sentire quanto sono spessi i capelli fra le dita, né sapere se la mattina c'è tempo per il phon.
Quello che dicevano le nonne e quello che dice la ricerca
La tradizione italiana ha tre regole sul taglio di stagione. In gran parte del Centro e del Sud si tagliava con la luna crescente, per far crescere i capelli forti. In Veneto e in Friuli le nonne dicevano di tagliare dopo la vendemmia, quando il lavoro nei campi era finito e le mani erano libere. In molte zone si diceva che i capelli tagliati a settembre non andavano buttati ma bruciati, per non farli portare via dagli uccelli.
Che cosa c'è di vero. La luna non c'entra: nessuno studio ha mai trovato un legame fra la luna e la crescita del capello. Il taglio dopo il lavoro dell'estate ha una ragione vera, ed è la stessa di oggi: i capelli sono rovinati e c'è tempo. Sui capelli bruciati non c'è niente di vero, ma dice quanto il taglio fosse un rito.
La ricerca ha guardato il capello e la testa. Clarence Robbins, nel suo manuale sulla chimica del capello del 2012, spiega che il capello cresce dal bulbo sotto la pelle e che il taglio non manda nessun segnale al bulbo: la crescita dopo il taglio è la stessa di prima. Lo studio di Dai, Milkman e Riis del 2014 dice invece che il rientro è un momento in cui le decisioni nuove vengono più facili e più decise, e questo vale anche per il taglio. Taglio di settembre è quindi un'idea giusta per la testa e neutra per il capello. Su che cosa gira quest'anno abbiamo scritto in tagli autunno 2026. Taglio di settembre va scelto fra quelli, ma con i propri capelli in mano.
Taglio di settembre: come sceglierlo, un passo alla volta
La scelta si fa in una settimana, non in un pomeriggio. Ecco l'ordine.
- Aspetta una settimana dal rientro prima di prenotare. La voglia del primo giorno è vera, ma va provata: se dopo sette giorni c'è ancora, è una decisione.
- Guarda le punte contro la luce. Se sono aperte fino a metà, il taglio è deciso dal danno e non dalla moda, e la lunghezza la sceglie la forbice.
- Lava i capelli e lasciali asciugare da soli, senza phon. Il taglio nuovo si porta così nei giorni di fretta: se da soli fanno una cosa che non ti piace, il taglio deve tenerne conto.
- Conta i minuti che hai la mattina. Un caschetto liscio chiede il phon ogni giorno, uno scalato no. Taglio di settembre che chiede più tempo di quello che c'è dura un mese.
- Porta una foto, ma di capelli come i tuoi. Ricci con ricci, fini con fini.
- Chiedi un taglio che si possa allungare. Se a novembre vuoi tornare indietro, un taglio pari cresce meglio di uno scalato corto.
- Fissa già il ritocco a sei settimane. Taglio di settembre senza ritocco a fine ottobre perde la forma con cui è nato.
Il risultato si vede il giorno stesso. Se il taglio è giusto, dopo due settimane la mattina ci vuole meno tempo di prima, non di più. Se ce ne vuole di più, la forma va corretta al primo ritocco.
Lo stesso metodo vale anche per altri capelli e altri mesi
Il metodo della settimana di attesa e delle punte contro la luce vale in ogni stagione. A gennaio la voglia di cambiare torna, per la stessa ragione di settembre, e i passi sono gli stessi. A maggio il taglio si sceglie per il caldo e per l'acqua, e conta di più quanto i capelli si asciugano da soli.
Vale per tutti i capelli, con un'attenzione in più. Sui ricci il taglio si fa a secco, così si vede dove cade il riccio, e la foto di riferimento deve mostrare ricci come i propri. Sui capelli fini la lunghezza sopra le spalle dà volume, e sotto lo toglie. Sui capelli bianchi il taglio corto mostra il bianco di più e va deciso insieme al colore. Taglio di settembre è il più cercato, ma la regola è la stessa in ogni mese: una settimana di attesa, i capelli asciutti da soli, e una foto di capelli come i tuoi.
Il taglio di stagione ha un secolo di riviste dietro e secoli di campagne. Le tre frasi dell'inizio hanno avuto tre risposte. Il taglio non fa ricrescere i capelli più forti, perché il bulbo non sa del taglio. Il corto non ferma la caduta d'autunno, la rende solo meno visibile sulla spazzola. La voglia di cambiare non è un capriccio: è quello che il rientro fa alle decisioni, e uno studio del 2014 lo ha misurato. Le applicazioni fanno vedere la lunghezza sul viso ma con capelli finti. Le nonne tagliavano dopo il raccolto, per la stessa ragione di oggi, e sbagliavano sulla luna. I passi sono sette, e il primo è aspettare una settimana. Taglio di settembre è una buona idea quando è ancora buona dopo sette giorni.
