Nel 1903, a Berlino, il farmacista Hans Schwarzkopf mise in vendita il primo shampoo in polvere per capelli. Fino ad allora le donne si lavavano la testa ogni due settimane, a volte una volta al mese, con sapone e acqua piovana. Il lavaggio frequente è quindi un'abitudine giovane, nata con i prodotti che l'hanno resa possibile. Routine minimal, in questo senso, è un ritorno a una misura che c'è sempre stata.

Da un paio d'anni se ne parla dappertutto, e intorno a questa idea girano tre convinzioni che vale la pena verificare. La prima dice che meno prodotti si usano, meglio stanno i capelli. La seconda dice che lavarsi poco basta e che il resto viene da sé. La terza dice che chi ha i capelli grassi non può permettersela. Sono tre cose che si sentono ripetere fra amiche. Questo articolo le mette sul tavolo e le guarda una per una.

Che cosa vuol dire davvero Routine minimal

Non vuol dire fare meno. Vuol dire fare poche cose e farle bene, sempre le stesse, nei giorni giusti. La differenza è tutta qui, e si perde quasi sempre.

Tre gesti a settimana in autunno bastano alla maggior parte delle donne. Un lavaggio fatto come si deve, un balsamo messo dove serve, e un'asciugatura che non rovina. Il resto è facoltativo e in molti casi è di troppo.

Routine minimal funziona perché toglie le cose che si annullano fra loro. Uno shampoo aggressivo seguito da una maschera pesante lascia i capelli nello stesso punto di partenza, con due passaggi invece di zero.

Vediamo come viene capita male. Primo caso: si riducono i prodotti ma si tengono le abitudini sbagliate, cioè l'acqua bollente e il phon appoggiato alla testa. I capelli peggiorano, e si conclude che senza i prodotti non si può stare.

Secondo caso: si diradano i lavaggi per principio, anche quando la testa lo chiede. Il sebo si accumula, la pelle prude, e dopo due settimane si torna a lavare tutti i giorni con il doppio del prodotto.

Terzo caso: si tiene il minimo dei prodotti ma si cambia marca ogni mese, cercando quello giusto. Così non si capisce niente, perché nessun prodotto dà un risultato leggibile in quattro settimane. Routine minimal chiede di tenere ferme le scelte, non di ridurne il numero e cambiarle di continuo.

Le applicazioni che costruiscono la routine al posto tuo

Ci sono programmi per il telefono che fanno un questionario e restituiscono un calendario settimanale, con i giorni del lavaggio e i prodotti da usare. Altri mandano un promemoria. Altri ancora chiedono una fotografia e ricalcolano il piano ogni mese.

Una cosa la fanno molto bene: il promemoria. Routine minimal vive sulla regolarità, e il telefono che ricorda il giorno del lavaggio è più utile di qualunque consiglio. La costanza è la parte difficile, non la scelta.

Dove sbagliano è nel piano. Un calendario costruito su venti domande non conosce la durezza dell'acqua di casa tua, il lavoro che fai, quanto sudi, se porti il casco, se hai i capelli tinti da due settimane o da due mesi.

E c'è il solito nodo commerciale. Molte di queste applicazioni propongono un piano che prevede quattro o cinque prodotti da comprare, cioè l'opposto di quello che promettono.

Routine minimal si costruisce togliendo, e un programma che vende non toglie mai niente. Su questo il conflitto è evidente e vale la pena tenerlo presente.

Usa il promemoria e lascia stare il piano. Se vuoi una base da cui partire, la routine del cambio di stagione è pensata proprio per queste settimane e non chiede quasi niente.

Il lavaggio del sabato e quello che dice la ricerca

Fino agli anni Sessanta, in gran parte d'Italia, i capelli si lavavano una volta a settimana e quasi sempre di sabato. Non era una scelta di cura, era una questione pratica: l'acqua calda costava fatica e il phon non c'era. Un fondo di verità però c'è, perché una testa sana regge benissimo quel ritmo.

Un'altra abitudine era l'olio passato sulle lunghezze la sera prima del lavaggio, diffusa nel sud e nelle isole. Regge anche oggi, ed è uno dei pochi gesti che vale la pena tenere in una routine ridotta. L'olio riduce la quantità d'acqua che il capello assorbe durante lo shampoo, e un capello meno gonfio si rovina meno.

C'era poi la treccia per la notte, comune ovunque. Riduce l'attrito contro il cuscino e i nodi al mattino, e costa niente. Routine minimal si costruisce bene proprio su gesti di questo tipo, che non richiedono prodotti.

La ricerca ha provato a stabilire quante volte lavare. Nel 2021 Supriya Punyani, Antonella Tosti e altri ricercatori hanno pubblicato su Skin Appendage Disorders uno studio sulla frequenza dei lavaggi e sulle condizioni della testa. Hanno osservato che non esiste un numero valido per tutti, e che lavaggi più frequenti non danneggiano di per sé il capello.

Il risultato smonta insieme due convinzioni opposte. Routine minimal non vuol dire lavare il meno possibile, perché la frequenza giusta è quella che tiene la pelle pulita senza irritarla. Chi ha i capelli grassi può lavarli spesso e avere comunque una routine ridotta, perché il numero dei gesti non è il numero dei lavaggi.

I tre gesti della Routine minimal, un passo alla volta

Routine minimal si costruisce in una settimana e si giudica in un mese. Ecco i passi.

Le prime due settimane servono ad abituare la pelle al nuovo ritmo, e in quel periodo può capitare che i capelli si sporchino un po' prima. Dalla terza settimana la situazione si assesta, e un mese è il tempo giusto per giudicare.

Lo stesso metodo vale anche in altre stagioni

Quello che si è detto qui funziona d'inverno, con l'unica differenza dell'aria secca dei termosifoni, che chiede di asciugare a temperatura più bassa.

Vale anche d'estate, quando il sudore e il mare spingono a lavare più spesso. I gesti restano tre, cambia solo quante volte si ripete il primo.

Vale poi per chi ha poco tempo la mattina. Tre gesti fissi costano meno minuti di cinque prodotti da scegliere ogni volta, e questo è un vantaggio che si sente subito.

Vale per i capelli ricci, che chiedono più balsamo sulle lunghezze e meno spazzola. Vale per quelli tinti, che chiedono uno shampoo più delicato nei giorni dopo il colore. E vale per quelli molto fini, che chiedono di alleggerire il balsamo invece di toglierlo.

In tutti e tre i casi cambiano i prodotti e non cambia la struttura della settimana. Routine minimal non è una ricetta unica, è un modo di togliere quello che non serve.

Si è partiti dal 1903 e da Hans Schwarzkopf, che a Berlino mise in vendita il primo shampoo in polvere e cambiò le abitudini di tutte. Poi sono stati messi sul tavolo tre luoghi comuni. Il primo, che meno prodotti sia sempre meglio, va corretto: conta quali togli, non quanti. Il secondo, che basti lavarsi poco, non regge: senza i gesti giusti la riduzione peggiora le cose. Il terzo, che chi ha i capelli grassi non possa farla, è smentito dallo studio del 2021, che non ha trovato una frequenza valida per tutte.

Le applicazioni servono per il promemoria e non per il piano, e spesso propongono più prodotti di quelli che avevi. Il lavaggio del sabato, l'olio della sera prima e la treccia per la notte sono tradizioni che reggono ancora. I tre gesti chiedono un mese di costanza e nessuna spesa in più. Routine minimal funziona quando si smette di aggiungere, non quando si smette di curarsi.