In queste settimane cominciano a circolare consigli per prevenire la caduta autunnale. Vale la pena chiarire subito un punto, perché evita aspettative sbagliate.

I capelli che cadranno a settembre e ottobre sono entrati in fase di riposo a giugno e luglio: il ciclo è già chiuso e nessuna routine può riaprirlo. Quella caduta arriverà comunque.

Quello su cui si può intervenire, e che fa una differenza concreta, è tutto il resto: quanti capelli si perderanno per rottura invece che per caduta, in che condizioni sarà il cuoio capelluto quando ricomincerà a produrre, e quanto sarà robusto ciò che ricrescerà.

Perché questo è il momento giusto

Ci sono due ragioni per cui fine agosto è il periodo in cui agire.

La prima riguarda i residui. Dopo settimane di mare, piscina e prodotti solari, sul cuoio capelluto e sulla fibra si è accumulato di tutto: sale, cloro, minerali, creme. Un cuoio capelluto occluso lavora peggio, e i trattamenti applicati sopra quello strato non arrivano.

La seconda riguarda i tempi biologici. Un capello che entra in crescita adesso sarà visibile tra qualche mese. Quello che si fa in questo periodo non produce effetti immediati: produce la qualità di ciò che si vedrà in inverno.

Cosa NON fare

Non iniziare tre cose insieme. Integratore, lozione, cambio di shampoo, tutto nella stessa settimana: se qualcosa funziona non si saprà cosa, e se qualcosa dà fastidio nemmeno.

Non assumere integratori senza sapere se serve. Ferro, zinco e altri elementi hanno senso se c'è una carenza documentata. Presi alla cieca sono inutili nel migliore dei casi, e possono alterare i risultati degli esami rendendo più difficile capire cosa succede.

Non diradare i lavaggi per "perdere meno capelli". Quelli in fase di riposo si staccheranno comunque: rimandare significa solo trovarne di più tutti insieme.

Non aspettarsi risultati in due settimane. Nulla di ciò che si fa adesso si vede prima di qualche mese, ed è normale.

Non trattare cute e lunghezze allo stesso modo. Sono due problemi distinti con esigenze opposte: la prima va pulita, le seconde ricondizionate.

La routine, passo per passo

Primo: un lavaggio profondo, una volta sola. Serve a rimuovere gli accumuli minerali e i residui di prodotti che uno shampoo delicato lascia sulla fibra. È il gesto che rimette tutto in condizione di funzionare. Una volta, poi si torna ai detergenti abituali.

Secondo: pulire il cuoio capelluto. Uno scrub delicato o un massaggio prolungato durante il lavaggio, una volta a settimana. Serve a liberare la cute da residui di creme solari e sebo ossidato accumulati durante l'estate.

Terzo: il massaggio quotidiano. Due o tre minuti con i polpastrelli, senza unghie, muovendo la cute e non i capelli. È un gesto semplice che molte persone trovano piacevole e rilassante, e non costa nulla.

Quarto: ridurre lo stress meccanico. È il punto che incide di più sui numeri. Acconciature morbide invece che tirate, e soprattutto cambiare ogni giorno il punto del raccolto: la trazione ripetuta sempre nello stesso posto produce assottigliamento reale.

Quinto: attenzione ai capelli bagnati. È la condizione in cui la fibra è più fragile e in cui avviene la maggior parte delle rotture. Tamponare invece di strofinare, districare dalle punte verso l'alto, non legare finché non sono asciutti.

Sesto: eliminare le punte aperte. Una spaccatura risale lungo il fusto e indebolisce anche la parte sana. Toglierla è l'unico modo di fermarla.

Settimo: alimentazione varia, senza scorciatoie. Il capello è fatto di proteine, e un'alimentazione equilibrata è il presupposto perché il follicolo abbia materiale da lavorare. Non serve altro se non c'è una carenza accertata.

Che cosa incide su cosa

AzioneSu cosa agisceQuando si vede
Lavaggio profondoResidui su cute e fibraSubito
Pulizia del cuoio capellutoCondizione della cute2-3 settimane
Meno trazioneRottura e assottigliamento1-2 mesi
Cura del capello bagnatoRottura lungo il fusto1-2 mesi
SpuntaturaPunte aperteSubito
Alimentazione equilibrataQualità della ricrescita3-4 mesi

Domande frequenti

Si può prevenire la caduta autunnale?

La caduta fisiologica no: è un ciclo già avviato mesi prima. Si può ridurre la perdita per rottura, che è cosa diversa e che spesso viene confusa con la caduta.

Servono gli integratori per capelli?

Hanno senso quando c'è una carenza accertata, e in quel caso è il medico a indicarli. Presi senza verifica non aggiungono nulla a un'alimentazione equilibrata.

Da quando si vedono i risultati?

Sulla rottura, un paio di mesi. Sulla qualità della ricrescita, tre o quattro. È un lavoro che si fa adesso per l'inverno, non per settembre.

In sintesi

La caduta di questi mesi arriverà comunque, ed è normale che sia così. Quello che si può fare è togliere i residui dell'estate, rimettere in condizione il cuoio capelluto e ridurre drasticamente ciò che spezza i capelli: trazione, attrito, gesti sul bagnato.

E se la perdita intensa prosegue oltre le quattro-sei settimane, o se compaiono chiazze e sintomi al cuoio capelluto, il passo successivo non è un prodotto ma una visita dermatologica.