Il colore dei capelli non sbiadisce per una sola ragione. Uno studio pubblicato nel 2005 sul Journal of Cosmetic Science dal chimico cosmetico Jachowicz ha misurato che una tinta permanente perde intensità soprattutto quando la luce del sole e i lavaggi si sommano: con la sola esposizione alla luce, o con i soli lavaggi, lo sbiadimento era molto più contenuto. È un dato che cambia la domanda di questo periodo, quando molte si chiedono se fare il colore adesso o aspettare le settimane delle feste.

A novembre il sole è più basso e la luce più debole che in estate, e quindi uno dei due nemici del colore pesa meno. Ma resta l'altro, il lavaggio, e soprattutto restano le prime settimane dopo la tinta, che sono quelle decisive.

Perché la tinta sbiadisce: la luce e lo shampoo

Una tinta permanente deposita i pigmenti dentro il capello, nella parte interna chiamata corteccia. La luce del sole, compresi i raggi ultravioletti, danneggia sia la cuticola, lo strato esterno di piccole scaglie, sia la corteccia stessa. Un secondo studio uscito sulla stessa rivista nel 2008, firmato da Eric Abrutyn, spiega che questo danno rende più facile la fuoriuscita del colore, artificiale e naturale. Lo shampoo, a quel punto, porta via il pigmento che la luce ha già indebolito.

Lo stesso lavoro mostra anche che l'umidità accelera il processo. È una delle ragioni per cui, d'estate, al mare, il colore cambia tono così in fretta. In autunno la luce più debole riduce il danno, e la tinta tende a durare di più a parità di lavaggi. Non significa che a novembre il sole non conti affatto: nelle giornate limpide, in montagna o durante una passeggiata lunga, un cappello resta il modo più semplice per proteggere il colore.

Il primo shampoo dopo la tinta porta via il colore in eccesso

C'è un dettaglio che spiega perché il colore sembra spegnersi subito dopo il parrucchiere. Nello studio del 2008, già il primo shampoo dopo la colorazione toglieva una parte del colore: secondo l'autore si tratta del pigmento rimasto in superficie, che non è mai entrato davvero nella corteccia. Nei quindici lavaggi successivi le misure con lo strumento che rileva il colore hanno registrato una perdita significativa.

Questo vuol dire che il colore più brillante non è quello del giorno stesso, ma quello che si stabilizza dopo i primi lavaggi. Chi fa la tinta la vigilia di una festa vede il colore più carico, ma anche quello che cambierà più in fretta nei giorni successivi.

Capelli schiariti: perdono il colore più in fretta

Lo studio del 2008 aggiunge un'informazione utile per chi ha fatto colpi di sole, mèches o schiariture. I capelli decolorati prima della tinta erano quelli che perdevano più colore dopo lavaggi ed esposizione alla luce. La spiegazione è la porosità: il capello schiarito ha la superficie più aperta, assorbe il colore in fretta e lo rilascia altrettanto in fretta.

Jachowicz, nel suo lavoro, ha osservato che anche la melanina naturale del capello protegge in parte il colore artificiale: i capelli più scuri, che ne contengono di più, trattengono meglio la tinta. Per chi ha capelli chiari o schiariti, la durata del colore dipende quindi ancora di più dalla cura dei primi lavaggi.

Adesso o sotto le feste: come scegliere il momento

Se l'obiettivo è arrivare alle feste con un colore pieno ma già assestato, ha senso non farlo all'ultimo momento, ma qualche giorno prima, in modo che i primi lavaggi portino via il pigmento in eccesso e il tono si stabilizzi. Allo stesso tempo, farla troppo presto, per esempio all'inizio di novembre, significa arrivare a fine dicembre con la ricrescita alla radice.

Una soluzione è dividere il lavoro: un colore completo adesso, approfittando della luce debole che lo fa durare, e un ritocco della sola ricrescita sotto le feste, che rinfresca la radice senza stressare di nuovo le lunghezze. In ogni caso, nelle settimane dopo la tinta conviene lavare i capelli con acqua tiepida e non più spesso del necessario, e usare il balsamo sulle lunghezze.

Gli studi sui filtri, invece, invitano alla prudenza: nel lavoro di Jachowicz le sostanze che assorbono i raggi ultravioletti aggiunte ai prodotti proteggevano il colore solo in parte, e quelle che filtrano soltanto una parte dei raggi davano risultati modesti. Sono esperimenti di laboratorio su ciocche, che non sostituiscono la cura dei lavaggi.

A novembre, dunque, la tinta dura di più perché la luce le dà tregua. Il vero rischio per le feste non è farla adesso, ma lavarla male nei primi giorni o farla all'ultimo minuto.