Ci accorgiamo del problema quasi sempre allo specchio. Ai lati del naso compare una piccola pellicina bianca, il fondotinta non aderisce più bene oppure la zona diventa improvvisamente rossa e ruvida. A volte pizzica, altre volte sembra contemporaneamente secca e unta. E la prima reazione è spesso quella di mettere più crema.

Perché la pelle del viso si screpola intorno al naso? La risposta non è sempre «perché è secca». Proprio questa piccola zona del viso può essere interessata da fenomeni molto diversi: perdita di acqua dalla superficie cutanea, detergenti troppo aggressivi, cosmetici poco tollerati, dermatite seborroica e, in alcuni casi, altre condizioni dermatologiche. Capire come appare la screpolatura e quali altri segnali l’accompagnano può quindi essere più utile che coprirla semplicemente con uno strato di crema.

Intorno al naso: i segnali che possono comparire

La screpolatura non si presenta sempre nello stesso modo. Osservare bene la zona può fornire informazioni importanti, anche se non permette da solo di formulare una diagnosi. Tra i segnali più frequenti possiamo trovare:

Un particolare merita attenzione: una zona può essere grassa e allo stesso tempo desquamarsi. La presenza di sebo non esclude infatti irritazione o alterazioni della barriera cutanea. La dermatite seborroica, per esempio, interessa tipicamente aree ricche di ghiandole sebacee, comprese proprio le pieghe ai lati del naso.

Perché la pelle del viso si screpola intorno al naso? Già questi segnali fanno capire che una semplice pellicina può avere significati diversi. Per questo è importante guardare non soltanto alla secchezza, ma anche a rossore, untuosità, prurito, bruciore e zone del viso coinvolte.

Pelle screpolata intorno al naso: le fake news più diffuse

La zona è piccola, ma intorno alla sua cura circolano moltissime convinzioni sbagliate. Alcune sembrano innocue, altre possono perfino peggiorare una pelle già irritata.

Fake news Cosa sappiamo davvero
“Se si formano pellicine è soltanto pelle secca” Non necessariamente. Secchezza e freddo sono possibilità, ma desquamazione e rossore intorno al naso possono comparire anche nella dermatite seborroica, nella dermatite da contatto e in altre condizioni.
“Se la zona è grassa non può essere secca” Falso. Una zona ricca di sebo può comunque desquamarsi o avere una barriera alterata. La combinazione di untuosità e squame può comparire anche nella dermatite seborroica.
“Uno scrub toglie le pellicine e risolve il problema” Eliminare meccanicamente le squame può far sembrare la pelle più liscia per poche ore, ma uno scrub aggressivo su una zona irritata può aumentare rossore e sensibilità.
“È sicuramente un fungo” È una semplificazione. Il lievito Malassezia è coinvolto nella dermatite seborroica, ma le ricerche descrivono un fenomeno più complesso che comprende microbioma, barriera cutanea e risposta immunitaria.
“Basta mettere più crema” Non sempre. Se un detergente, un cosmetico o un altro fattore continua a irritare la zona, aumentare semplicemente la quantità di crema può non eliminare la causa.
“Gli oli naturali sono sempre più delicati” Naturale non significa automaticamente ben tollerato. Oli essenziali, fragranze ed estratti vegetali possono provocare irritazioni o sensibilizzazioni.
“Se una crema brucia vuol dire che sta agendo” Il bruciore non misura l’efficacia di un cosmetico. Se è intenso, persiste o si accompagna a rossore crescente, il prodotto può non essere adatto a quella pelle.
“Un po’ di cortisone sul viso non può fare male” I corticosteroidi hanno indicazioni precise e sul viso vanno utilizzati secondo indicazione medica. L’uso di steroidi è inoltre associato alla dermatite periorifiziale.
“Se torna sempre nello stesso punto bisogna solo idratare di più” Una screpolatura ricorrente può meritare una valutazione diversa, soprattutto quando coinvolge anche sopracciglia, cuoio capelluto, bocca o altre aree del viso.

Cosa sta scoprendo la scienza sulla pelle intorno al naso

Perché la pelle del viso si screpola intorno al naso? Una delle risposte più interessanti arriva dagli studi sulla dermatite seborroica. Questa condizione predilige le aree ricche di ghiandole sebacee e sul viso compare frequentemente proprio nelle pieghe nasolabiali, ai lati del naso, fra le sopracciglia e vicino all’attaccatura dei capelli. Le conoscenze più recenti stanno però superando la vecchia spiegazione secondo la quale il problema dipenderebbe semplicemente dalla proliferazione del lievito Malassezia.

Una review pubblicata nel 2025 sulla dermatite seborroica descrive il problema come il risultato di un’interazione fra alterazioni del microbioma, nelle quali Malassezia può avere un ruolo, risposta infiammatoria e disfunzione della barriera cutanea. Un’altra revisione scientifica dedicata al ruolo di Malassezia invita a evitare l’idea di un unico responsabile e a considerare maggiormente barriera epidermica e risposta immunitaria. Una review pubblicata nel 2026 continua comunque a riconoscere un ruolo importante a Malassezia nella dermatite seborroica e nella forfora. La conclusione più prudente, quindi, non è che il lievito non abbia importanza, ma che il fenomeno sia più complesso di una semplice infezione.

C’è poi un secondo filone scientifico molto importante: quello sui cosmetici. Una revisione del 2025 sulle allergie da contatto ai cosmetici indica ancora le fragranze fra gli allergeni più frequenti e segnala anche conservanti e altri ingredienti emergenti. Il viso è particolarmente esposto perché detergenti, creme, make-up, solari e trattamenti vengono applicati quotidianamente sulla stessa superficie. Una zona che comincia improvvisamente a screpolarsi dopo l’introduzione di un nuovo prodotto non dovrebbe quindi essere automaticamente interpretata come semplice secchezza.

Esiste infine un’altra possibilità meno conosciuta: la dermatite periorifiziale, che può svilupparsi anche intorno alle narici. Può presentarsi con piccoli rilievi rossi, pelle secca e squamosa, bruciore o sensazione di tensione. DermNet descrive fra le associazioni più importanti l’utilizzo di corticosteroidi e segnala fra i possibili fattori anche cosmetici e alterazioni della barriera epidermica.

La ricerca porta quindi a una conclusione semplice ma importante: guardare soltanto la pellicina significa osservare l’ultimo anello della catena. Dietro possono esserci ambiente, barriera cutanea, microbioma, infiammazione e prodotti utilizzati quotidianamente.

Cosa fare quando la pelle si screpola intorno al naso

La prima mossa può essere sorprendentemente semplice: non aggredire ulteriormente la zona. Strofinare le pellicine, utilizzare scrub per eliminarle o lavare ripetutamente il viso può peggiorare una pelle già irritata.

Vale invece la pena ripercorrere mentalmente gli ultimi giorni. Abbiamo cambiato detergente? Introdotto retinolo, acidi o un nuovo siero? Stiamo usando più spesso un prodotto esfoliante? Il problema è comparso con il freddo? Abbiamo iniziato un nuovo make-up, profumo, solare o trattamento?

Quando prevalgono semplice secchezza e tensione può essere utile una routine delicata, con acqua non molto calda, detergenti non aggressivi e un idratante ben tollerato. L’American Academy of Dermatology raccomanda per la pelle secca acqua tiepida anziché molto calda e prodotti delicati e privi di profumo; ricorda inoltre che freddo, bassa umidità e riscaldamento interno possono favorire secchezza e irritazione.

È invece meglio evitare di improvvisare trattamenti farmacologici. Un antifungino, un cortisonico o altri medicinali possono essere corretti per una determinata diagnosi ma sbagliati per un’altra. La zona intorno al naso è proprio uno di quei punti del viso nei quali condizioni differenti possono assomigliarsi.

Non è sempre semplice pelle secca

Una pellicina bianca occasionale dopo giornate fredde e ventose è una cosa. Una zona che diventa continuamente rossa, desquamata o infiammata è un’altra.

Se la screpolatura interessa anche sopracciglia, cuoio capelluto, barba o orecchie, soprattutto con squame tendenti al bianco-giallastro, il quadro può ricordare la distribuzione tipica della dermatite seborroica. Se invece compaiono piccoli rilievi rossi intorno alle narici o alla bocca accompagnati da bruciore e tensione, il dermatologo può dover considerare anche una dermatite periorifiziale.

Una reazione comparsa dopo un nuovo cosmetico può invece suggerire irritazione o dermatite da contatto. Profumi, conservanti e altri ingredienti dei prodotti per la cura personale possono provocare reazioni cutanee e, nei casi sospetti, la diagnosi può richiedere test specifici.

È opportuno rivolgersi al medico o al dermatologo quando il problema persiste, peggiora, provoca dolore o forte prurito, compaiono croste, secrezioni, gonfiore, pustole oppure le modifiche della routine non producono miglioramenti.

Pelle screpolata intorno al naso: cosa osservare

Questa tabella non serve a formulare una diagnosi da soli, ma può aiutare a riconoscere alcuni segnali e a capire quali informazioni riferire eventualmente al dermatologo.

Come appare Cosa può esserci dietro Altri segnali Cosa fare inizialmente
Pellicine fini e bianche, pelle che tira Secchezza o barriera cutanea sotto stress. Peggioramento con freddo, vento, acqua calda o detergenti. Ridurre gli irritanti, detergere delicatamente e idratare.
Rossore con squame nelle pieghe ai lati del naso Fra le possibilità c’è la dermatite seborroica. Forfora, sopracciglia o attaccatura dei capelli interessate, andamento ricorrente. Non strofinare; se persiste, chiedere una valutazione dermatologica.
Squame con zona lucida o untuosa La presenza di sebo non esclude infiammazione o dermatite seborroica. Rossore nella zona centrale del viso o cuoio capelluto interessato. Evitare di trattarla automaticamente come semplice pelle secca.
Bruciore dopo un nuovo cosmetico Irritazione o possibile dermatite da contatto. Problema comparso dopo detergente, crema, make-up o trattamento nuovo. Sospendere il prodotto sospetto e osservare l’evoluzione.
Piccole papule rosse intorno alle narici Fra le condizioni da escludere c’è la dermatite periorifiziale. Bruciore, tensione, possibile coinvolgimento della zona della bocca o degli occhi. Evitare automedicazioni, soprattutto con cortisonici, e rivolgersi al medico se persiste.
Chiazze nette e squamose che non passano Possono esistere altre dermatosi, compresa la psoriasi. Possibile interessamento di cuoio capelluto, orecchie, gomiti, ginocchia o unghie. Valutazione dermatologica.
Croste, secrezione, gonfiore o dolore Non è il tipico quadro della semplice secchezza. Peggioramento rapido o sensibilità importante. Richiedere una valutazione medica.

La zona intorno al naso può raccontare più di una semplice pellicina

Perché la pelle del viso si screpola intorno al naso? La risposta più utile non è cercare immediatamente il prodotto capace di far sparire le squame. Prima conviene osservare come sono fatte, quando compaiono, se la pelle è anche rossa o unta, se il cuoio capelluto presenta forfora e soprattutto se qualcosa nella routine è cambiato.

La posizione stessa offre un indizio interessante: le pieghe ai lati del naso sono una zona ricca di ghiandole sebacee e contemporaneamente molto esposta a detergenti, creme, make-up, vento e sbalzi climatici. È quindi comprensibile che fenomeni differenti finiscano per manifestarsi proprio nello stesso piccolo spazio.

Una pellicina occasionale può essere soltanto una pellicina. Quando però continua a tornare, capire perché la pelle del viso si screpola intorno al naso significa soprattutto osservare il fatto che quella pelle continui a produrre lo stesso segnale. È spesso questa ricorrenza, più della singola squama che vediamo allo specchio, a meritare attenzione.

Fonti scientifiche consultate