C’è una città, sulla costa ligure di Ponente, dove le signore che passeggiano al tramonto sembrano avere una luce tutta loro. È Sanremo, cuore della Riviera dei Fiori, con il suo inverno mite, le palme lungo i viali e quell’aria di villeggiatura elegante che resiste da oltre un secolo. Qui la bellezza dopo i cinquant’anni non ha nulla di affannato: si vede nei capelli ordinati ma morbidi, nella pelle curata, in un trucco che accompagna il viso invece di coprirlo.
Non è un caso. La luce limpida del mare e il clima dolce invitano a stare all’aperto tutto l’anno, e la luce naturale è il giudice più severo di qualsiasi make-up. Sulla Riviera si impara presto che pochi gesti ben scelti valgono più di molti prodotti. Da quella lezione nascono cinque dettagli, tra trucco e capelli, che illuminano il viso e si possono applicare in qualunque città.
Una base leggera che lascia respirare la pelle
Sul lungomare di Sanremo, con il sole basso del mattino o del pomeriggio, un fondotinta coprente si nota subito: segna le piccole rughe, si deposita ai lati del naso, spegne l’incarnato. Dopo i cinquant’anni la pelle tende a essere più secca e meno elastica, e ciò che la valorizza davvero è una base sottile, che uniformi senza creare una maschera.
Il primo passo è la preparazione. Una crema idratante ricca, lasciata assorbire per qualche minuto, rende la superficie più liscia e permette al colore di fondersi. Di giorno è il momento giusto per il filtro solare, da usare tutto l’anno e non solo d’estate: anche in inverno la luce riflessa dal mare è intensa, e la protezione resta il gesto più efficace contro macchie e perdita di tono. Poi una crema colorata o un fondotinta fluido dalla formula idratante, steso con le dita o con una spugnetta umida.
Il correttore va usato dove serve davvero, cioè sulle ombre interne dell’occhio e su qualche discromia, picchiettato in piccole quantità. La cipria, se serve, solo sulla zona T. Il risultato deve sembrare pelle, non trucco: è proprio questa naturalezza a far apparire il viso più fresco e riposato.
Un tocco di colore sulle guance, come dopo una passeggiata
Chi ha camminato lungo la pista ciclopedonale che costeggia il mare a Ponente conosce quel colorito che arriva dopo mezz’ora di aria salmastra e vento leggero. È l’effetto che un blush ben scelto può riprodurre ogni giorno, ed è forse il gesto che più di ogni altro ringiovanisce l’aspetto.
Con il passare degli anni conviene preferire le texture in crema o in stick, che si fondono con la pelle e non evidenziano la grana come certe polveri opache. Le tonalità più indicate sono il rosa antico, il pesca e il corallo tenue, a seconda del sottotono: più freddi per le carnagioni rosate, più caldi per quelle olivastre o dorate, così comuni sulle coste mediterranee.
La posizione fa la differenza. Il colore va applicato sulla parte alta degli zigomi, sorridendo leggermente, sfumato verso le tempie e mai troppo in basso, dove appesantisce i lineamenti. Un velo dello stesso prodotto sulle palpebre o sulle labbra crea un insieme armonioso e veloce.
Uno sguardo definito con delicatezza
L’eleganza di Sanremo è sempre stata discreta: nei palazzi della Belle Époque lungo Corso Imperatrice, nelle ville immerse nei giardini, nulla grida, tutto è misurato. Lo stesso principio vale per gli occhi dopo i cinquanta, quando la palpebra può farsi più sottile e cadente e i trucchi troppo carichi rischiano di indurire lo sguardo.
Meglio puntare sulle sopracciglia, che con gli anni tendono a schiarirsi e diradarsi. Riempirle con una matita o una polvere di un tono vicino al colore naturale, con piccoli tratti che imitano i peli, apre immediatamente il viso. Per le palpebre funzionano gli ombretti satinati nei toni del taupe, del beige rosato e del bronzo chiaro, evitando i glitter che si fermano nelle pieghe.
Una matita marrone o grigio antracite sfumata alla radice delle ciglia superiori, invece di una riga netta di eyeliner nero, definisce lo sguardo senza appesantirlo. Il mascara va soprattutto sulle ciglia superiori. Sotto l’occhio, poco o niente.
Capelli morbidi e luminosi, mossi dalla brezza
In una città di mare l’aria è spesso umida e il vento non manca mai, e i capelli lo sanno bene. Le pieghe troppo rigide, cotonate o fissate con molta lacca, durano poco e invecchiano il viso. Molto meglio un movimento naturale, una chioma che riflette la luce.
Dopo i cinquant’anni il capello cambia: spesso diventa più sottile, più secco e a volte più crespo, soprattutto se bianco o colorato. La cura parte dal lavaggio, con uno shampoo delicato e un balsamo sulle lunghezze ogni volta, e da una maschera nutriente una volta alla settimana. Un siero o un olio leggero sulle punte asciutte dona brillantezza e protegge dall’effetto della salsedine e del vento.
Anche il taglio aiuta. Le scalature leggere intorno al viso, un caschetto morbido o un medio lungo con qualche onda alleggeriscono i lineamenti e danno volume alla radice. In asciugatura meglio una spazzola tonda e aria non troppo calda: il calore eccessivo spegne la luminosità.
Un colore che rispetta i riflessi naturali
Sanremo è da più di un secolo la città dei fiori, coltivati nelle serre sulle colline alle sue spalle, e chiunque l’abbia vista in primavera sa quanto i colori naturali, con le loro sfumature, siano più belli di qualsiasi tinta piatta. Vale anche per i capelli: dopo i cinquant’anni un colore uniforme e troppo scuro indurisce i tratti e mette in risalto ogni segno del viso.
La strada più luminosa è schiarire leggermente rispetto al colore di un tempo e lavorare sulle sfumature. Qualche colpo di luce sottile intorno al viso, nei toni del miele o del caramello per le castane, ammorbidisce la ricrescita e riflette la luce sulla pelle. Chi sceglie di lasciare i capelli grigi o bianchi può valorizzarli con un trattamento antigiallo periodico, che li mantiene brillanti e argentei.
Tra una seduta e l’altra dal parrucchiere aiutano gli shampoo per capelli colorati, la protezione dal sole durante l’estate, con un cappello o uno spray specifico, e un lucidante alla fine del lavaggio. Il colore giusto è in armonia con carnagione e sopracciglia.
Non serve vivere a Sanremo per portarsi a casa la sua lezione. Basta provare un gesto alla volta, davanti a una finestra, e osservare come risponde il viso: dieci minuti al mattino, fatti con calma, valgono più di qualunque trucco elaborato.
