Per molto tempo la cipria è stata considerata un prodotto d'altri tempi, legata all'immagine dei piumini di cigno sulle toelette e di visi resi opachi e polverosi. Poi è tornata, più leggera e quasi invisibile, nella forma della cipria trasparente: una polvere finissima, senza colore, che non copre ma fissa il trucco e attenua la lucidità. Negli ultimi anni a questa formula si è aggiunto un ingrediente che sembrava appartenere soltanto alle creme, l'acido ialuronico, con la promessa di una pelle opaca ma non secca.

Per ottenere davvero un incarnato uniforme, però, conta soprattutto il modo in cui la si usa.

Che cos'è la cipria trasparente e che cosa fa

La cipria trasparente è composta da polveri molto sottili, come la silice, il talco, la mica o l'amido di mais, che una volta stese non lasciano colore sulla pelle. Il suo compito è triplice. Assorbe il sebo in eccesso, che è la causa principale della lucidità sulla fronte, sul naso e sul mento. Fissa il fondotinta e il correttore, aiutandoli a restare al loro posto più a lungo. Infine diffonde la luce: le particelle riflettono i raggi in molte direzioni e rendono meno evidenti le piccole irregolarità della superficie, fra cui i pori dilatati.

Essendo priva di colore, si adatta a quasi tutte le carnagioni. Proprio per questo, però, va usata con misura: in quantità eccessiva può lasciare un velo chiaro, soprattutto sulle pelli scure.

Esiste nella versione libera, sciolta in un barattolo con setaccio, e in quella compatta, pressata in una cialda. La prima è più leggera e si presta a fissare il trucco al mattino, quando si ha tempo e un piano d'appoggio; la seconda è più pratica da portare in borsa per i ritocchi durante il giorno. Le ciprie libere tendono a dare un risultato più impalpabile, quelle compatte una copertura leggermente maggiore, utile sulle zone che si lucidano presto.

Come applicarla per attenuare pori e imperfezioni

Il primo segreto è aspettare. Dopo aver steso il fondotinta e il correttore conviene lasciare qualche minuto perché i prodotti si assestino. Poi si prende pochissima polvere, si scuote l'eccesso e si lavora per zone. Sulle aree che tendono a lucidarsi e dove i pori sono più visibili, cioè la zona centrale del viso, è preferibile usare un piumino o una spugnetta, da premere delicatamente sulla pelle e non da strofinare: la pressione fa aderire la polvere senza spostare il fondotinta sottostante.

Sul resto del viso basta un pennello ampio e morbido, passato con movimenti leggeri. Sotto gli occhi, dove il correttore tende a raccogliersi nelle pieghe, serve una quantità minima, presa con un pennellino piccolo. Durante la giornata, invece di aggiungere altra cipria sulla pelle lucida, conviene prima tamponare con una cartina assorbente e solo dopo ripassare un velo di polvere: in questo modo si evita l'effetto pastoso.

L'acido ialuronico in polvere: che cosa può fare davvero

L'acido ialuronico è una sostanza presente in modo naturale nel nostro corpo, in particolare nella pelle, dove contribuisce a trattenere l'acqua. Nei cosmetici compare spesso nella forma del suo sale, lo ialuronato di sodio, apprezzato per la capacità di legare molecole d'acqua. Inserito in una cipria, ha un compito preciso: bilanciare l'effetto asciugante delle polveri, che assorbono il sebo ma rischiano di sottrarre anche umidità alla superficie della pelle.

Il risultato è una finitura più morbida e più naturale, meno incline a segnare le piccole rughe e a far apparire la pelle disidratata. Per questo le ciprie con acido ialuronico sono particolarmente indicate per le pelli miste e mature, che hanno bisogno di opacità in alcune zone ma soffrono la secchezza in altre. Bisogna però mantenere aspettative corrette: in una polvere l'acido ialuronico agisce in superficie e non sostituisce una buona crema idratante stesa prima del trucco.

Vale anche il contrario: proprio perché aiuta a trattenere l'acqua, l'acido ialuronico rende al meglio su una pelle già ben idratata. In un ambiente molto secco, come un ufficio riscaldato d'inverno, una pelle disidratata sotto la cipria resta tale. Prima del fondotinta conviene quindi stendere una crema adatta al proprio tipo di pelle, lasciarla assorbire e solo allora procedere con il trucco. È la sequenza a fare la differenza, più del singolo prodotto.

I pori non si chiudono: la credenza da sfatare

Si sente spesso dire che i pori si aprono con il caldo e si chiudono con l'acqua fredda, o che un prodotto possa restringerli. In realtà i pori non hanno muscoli e non possono aprirsi e chiudersi a comando. La loro dimensione dipende in gran parte dalla genetica, dalla quantità di sebo prodotta e dall'età, perché con il passare degli anni la pelle perde elasticità e i pori appaiono più evidenti.

Quello che un buon prodotto può fare è renderli meno visibili. La cipria trasparente ci riesce per via ottica, diffondendo la luce e riducendo la lucentezza che li mette in risalto. Una curiosità da conoscere riguarda le fotografie: le ciprie a base di silice, sotto la luce diretta del lampo della macchina fotografica, possono riflettere la luce e lasciare sul viso aloni chiari, soprattutto se applicate in abbondanza. Un motivo in più per usarne poca e sfumarla bene.

Lo stesso vale per la pulizia del viso a fine giornata. Polveri, sebo e residui di trucco lasciati sulla pelle per tutta la notte si accumulano nei pori e li rendono più evidenti nel tempo. Struccarsi con cura, ogni sera, è il gesto che più di ogni cipria aiuta a mantenere la grana della pelle fine e regolare.

La cipria trasparente, dunque, non è un trucco che nasconde, ma un gesto che rifinisce. Usata in piccole dosi, premuta e non strofinata, solo dove serve, fissa il trucco e attenua la lucidità senza appesantire il viso. L'aggiunta dell'acido ialuronico la rende più gentile con le pelli che tendono a seccarsi. Il resto lo fa la preparazione: una pelle pulita, idratata e protetta resta sempre la base migliore per qualunque polvere.