Nell'Ottocento i medici europei descrivevano una malattia delle ragazze che chiamavano clorosi, cioè malattia verde, per il colorito che avevano. Nel 1832 il medico francese Pierre Blaud, a Beaucaire, mise a punto delle pillole a base di sale di ferro che facevano tornare il colore in poche settimane. Erano le prime cure efficaci per quella che oggi chiamiamo anemia da carenza. Ferro è quindi una delle poche sostanze di cui si conosce l'effetto sul corpo da quasi due secoli.
Sui capelli, però, girano tre idee che meritano un controllo. La prima dice che basta mangiare spinaci e lenticchie per stare a posto. La seconda dice che se l'emocromo è normale non c'è niente da cercare. La terza dice che una carenza si nota subito, perché ci si sente stanche. Sono tre cose che si sentono ripetere fra amiche e anche in farmacia. Questo articolo le mette sul tavolo e le guarda una per una, con quello che la ricerca ha trovato.
Perché il Ferro manca ai capelli prima che al resto del corpo
Il corpo ha una scala di priorità e la rispetta. Quando le riserve calano, l'organismo manda quello che resta dove serve alla sopravvivenza: il sangue, i muscoli, il cervello. I capelli non sono essenziali, e sono i primi a essere tagliati fuori.
Ferro serve a trasportare l'ossigeno nel sangue, e il bulbo è una delle strutture più affamate di ossigeno che abbiamo. Lavora senza fermarsi per anni di fila e produce cheratina, cioè la proteina di cui il capello è fatto. Se l'ossigeno scarseggia, rallenta.
Qui entra una parola che vale la pena conoscere: ferritina. È la proteina che immagazzina le riserve, ed è come la dispensa di casa. L'emoglobina è invece quello che c'è in tavola oggi. Si può avere la tavola apparecchiata e la dispensa vuota, e le analisi di routine misurano quasi sempre solo la tavola.
Ecco come la cosa viene capita male. Primo caso: le analisi dicono che l'emocromo è normale, e si smette di cercare. Ma la riserva può essere già bassa da mesi, e i capelli lo stanno segnalando.
Secondo caso: si mangiano molte verdure a foglia pensando di essere coperte. Ferro dei vegetali si assorbe molto meno di quello della carne e del pesce, e senza vitamina C nello stesso pasto ne resta pochissimo. Il piatto è pieno, l'assorbimento no.
Terzo caso: si aspetta di sentirsi stanche. La stanchezza arriva quando la riserva è ormai esaurita da un pezzo. Nel frattempo la spazzola si riempie, la riga si allarga e i capelli escono più sottili di prima.
Le applicazioni che contano quello che mangi
Ci sono programmi per il telefono in cui si fotografa il piatto e il programma calcola quanto di ogni sostanza si è assunto. Altri fanno un questionario e restituiscono un punteggio. Altri ancora incrociano il ciclo mestruale con l'alimentazione e dicono se sei a rischio.
Una cosa la fanno bene, ed è la stessa di sempre: obbligano a guardare in faccia una settimana di pasti. Molte donne scoprono così che la carne o il pesce compaiono due volte in sette giorni, e che i legumi non ci sono quasi mai. È un'informazione utile e gratuita.
Dove sbagliano è nel conto. Ferro presente in un alimento e ferro che entra davvero nel corpo sono due quantità diverse, e la seconda dipende da cosa c'è nello stesso piatto, dal tè o dal caffè bevuti subito dopo, dall'acidità dello stomaco. Nessun programma può saperlo dalla fotografia di un piatto.
E soprattutto nessuna applicazione conosce le perdite. Un ciclo abbondante sposta il bilancio molto più di qualunque dieta, e quello il telefono non lo vede.
Ferro si misura con un prelievo e non si stima da una fotografia. Usa questi strumenti per il diario, non per la diagnosi. Se la caduta dura da mesi o è forte, la strada è un'altra, e su a chi rivolgersi per la caduta conviene farsi un'idea prima di comprare qualunque cosa.
Il chiodo nella mela e quello che dice la ricerca
In diverse zone d'Italia si usava piantare un chiodo in una mela la sera e mangiare la mela il giorno dopo, per le ragazze pallide. In Toscana e in Emilia l'abitudine è documentata fino al Novecento. Qualcosa di vero c'è: l'acido della mela intacca il metallo e una piccola quota passa nella polpa, dove l'acidità ne facilita l'assorbimento. Le quantità però sono minime, e come rimedio non regge.
Un'altra tradizione è la cottura nelle pentole di ghisa, diffusa in tutta la penisola prima dell'acciaio. Qui l'effetto è più consistente, soprattutto con i sughi di pomodoro, che sono acidi e restano sul fuoco a lungo. Non basta a coprire una carenza, ma non è una superstizione.
C'è poi il fegato, dato ai bambini e alle puerpere in mezza Italia. Quella è la tradizione più fondata delle tre, perché il fegato è l'alimento più ricco in assoluto e nella forma che il corpo assorbe meglio.
La ricerca ha guardato il legame con i capelli in modo diretto. Nel 2002 Hugh Rushton ha pubblicato su Clinical and Experimental Dermatology un lavoro sui fattori nutrizionali e la perdita di capelli, in cui ha collegato livelli bassi di riserva alla caduta diffusa nelle donne. Ferro basso compariva anche dove l'anemia non c'era. È il lavoro che ha messo la ferritina al centro del discorso.
Nel 2006 Leonid Trost, Wilma Bergfeld ed Ellen Calogeras hanno pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology una revisione degli studi disponibili. Ferro e caduta risultano associati, hanno scritto, ma le prove raccolte fino a quel momento non bastavano a fissare una soglia valida per tutte. Da allora il dibattito è aperto, e i valori di riferimento cambiano da laboratorio a laboratorio.
Che cosa fare con il Ferro, un passo alla volta
La prima regola è che questo non si fa da sole. Ecco l'ordine dei passi.
- Parla col medico e chiedi che negli esami sia inclusa la ferritina, non solo l'emocromo. È la riserva a dire come stai messa.
- Non assumere integratori a base di questo minerale senza una prescrizione. In eccesso si accumula e fa danni, e non è una sostanza che il corpo elimina facilmente.
- A tavola, metti carne, pesce o uova in almeno tre pasti a settimana, se la tua alimentazione lo prevede.
- Con i legumi e le verdure a foglia usa sempre qualcosa di acido nello stesso pasto: limone spremuto sopra, pomodoro, un contorno di agrumi o di peperoni. Ferro dei vegetali si assorbe molto meglio così.
- Sposta il tè e il caffè lontano dai pasti principali, almeno un'ora. Le sostanze che contengono legano il minerale e ne bloccano una parte.
- Se il ciclo è abbondante, dillo al medico. È la perdita più comune e la più trascurata.
- Fotografa la riga dei capelli il giorno degli esami, poi una volta al mese.
Il risultato, se la causa era questa, non è immediato. Ferro non agisce in fretta. Le riserve si ricostruiscono in mesi, e i capelli nuovi devono poi crescere: prima di tre mesi non c'è niente da vedere, e sei mesi sono la misura giusta per giudicare.
Lo stesso ragionamento vale per gli altri esami
Quello che si è detto qui funziona anche per la tiroide, per la vitamina D e per lo zinco. Sono tutte cose che il corpo taglia prima sui capelli, e che un esame del sangue vede mentre lo specchio no.
Vale anche per i momenti della vita. Dopo una gravidanza, dopo una dieta molto ristretta, dopo un periodo di ciclo abbondante, i capelli reagiscono con qualche mese di ritardo. Il collegamento sfugge proprio per quel ritardo.
E vale per le stagioni. A settembre la caduta aumenta in molte donne per ragioni sue, e chi ha anche le riserve basse si trova le due cose insieme. Ferro non spiega tutto, ma è la prima cosa da escludere.
Si è partiti dal 1832 e dalle pillole di Pierre Blaud contro la clorosi delle ragazze. Poi sono stati messi sul tavolo tre luoghi comuni. Il primo, che bastino gli spinaci, non regge: quello dei vegetali si assorbe poco e serve l'acidità nello stesso pasto. Il secondo, che un emocromo normale chiuda il discorso, va corretto: la riserva si misura con la ferritina, ed è quella che parla ai capelli. Il terzo, che la stanchezza arrivi per prima, è sbagliato nell'ordine: i capelli segnalano prima.
Le applicazioni che contano i pasti servono come diario e non come diagnosi, perché non vedono né l'assorbimento né le perdite. Il chiodo nella mela e la ghisa avevano un fondo di verità e quantità troppo piccole; il fegato delle nonne era la scelta giusta. Gli studi di Rushton del 2002 e la revisione del 2006 dicono che il legame esiste e che una soglia unica non c'è. I passi partono dagli esami, non dallo scaffale. Ferro è la prima cosa da guardare quando i capelli cambiano senza un motivo apparente.
