La seta è arrivata in Italia dalla Sicilia. Nel 1147 il re normanno Ruggero II portò a Palermo tessitori di seta dalla Grecia, dopo la spedizione contro Tebe e Corinto, e li mise a lavorare nell'opificio reale, il tiraz, come racconta il cronista Niceta Coniata. Per secoli la seta è stata una stoffa da re e da spose, non da cuscino. Federa di seta, oggi, è un'espressione entrata nelle camere da letto con una promessa precisa: capelli più lisci al mattino, meno crespo, meno nodi. A settembre, con le lunghezze stanche di sole e sale, la promessa suona bene. Intorno a questa federa girano tre luoghi comuni. Il primo: che la seta curi i capelli e li faccia crescere più forti. Il secondo: che una federa di raso lucido sia la stessa cosa. Il terzo: che con la seta sotto la testa si possa andare a letto con i capelli sciolti e ancora umidi. Sono idee con un fondo di verità, e vanno guardate una alla volta.

Che cosa cambia davvero con la Federa di seta

Federa di seta vuol dire un tessuto più liscio del cotone sotto la testa per sette o otto ore. Tutto qui. Non c'è nessuna sostanza che passa dal cuscino al capello. Quello che cambia è l'attrito. Il cotone ha una trama con piccole asperità e assorbe l'acqua. Il capello, girandosi nel sonno, si strofina su quella trama centinaia di volte e la cuticola, cioè lo strato di scaglie che riveste il capello, si solleva. La seta è liscia e assorbe meno, così il capello scivola invece di impigliarsi. È un vantaggio piccolo, ripetuto ogni notte.

Quando si capisce male, si resta delusi o si fa peggio. Primo esempio: chi compra la federa aspettandosi capelli più folti in un mese. La federa non tocca il bulbo, cioè la radice viva del capello sotto la pelle. La caduta di settembre, che ha altre cause, resta uguale. Secondo esempio: chi va a letto con i capelli bagnati, sicura che la seta li protegga. Il capello bagnato è gonfio e fragile, e la seta non cambia questo: al mattino il crespo è lo stesso di prima. Terzo esempio: chi cambia la federa ma la lava con l'ammorbidente e la asciuga in asciugatrice. La seta si rovina, perde la lisciatura, e in due mesi strofina come il cotone. Federa di seta aiuta chi ha capelli lunghi, ricci o rovinati dalle punte, e aiuta solo se il resto della notte è fatto bene.

Le applicazioni che promettono la notte perfetta

Il telefono si occupa anche del sonno. Ci sono applicazioni che ti fanno vedere come starebbero i capelli dopo una notte di seta, con la foto del prima e del dopo. Altre chiedono il tipo di capello e ti consigliano un tessuto, un cuscino, spesso con il collegamento per comprare. Altre ancora, quelle che seguono il sonno, contano quante volte ti giri nel letto. Fanno una cosa utile, l'ultima soprattutto: sapere che ti giri trenta volte a notte spiega perché la mattina i capelli sono un nido.

Dove sbagliano è nel dare una regola sola. Federa di seta, per un'applicazione, è la risposta per tutte. Non sa se hai i capelli corti, che dalla seta non guadagnano quasi niente, o lunghi e ricci, che ne guadagnano molto. Non sa se dormi a pancia in giù o supina. Non sa se la casa è umida. Federa di seta va provata per un mese, con gli stessi gesti serali di prima, e si giudica dalle punte e dal tempo che ci metti a pettinarti la mattina. Il telefono conta i giri. Il risultato si vede nel pettine.

Quello che dicevano le nonne e quello che dice la ricerca

Le nonne non dormivano sulla seta, ma la notte la curavano. In Sicilia e in Calabria si legavano i capelli in una treccia morbida e la avvolgevano in un fazzoletto di cotone leggero, per non trovarli aggrovigliati al mattino. C'è del vero: la treccia riduce i movimenti del capello nel sonno e il fazzoletto lo tiene fermo. In Emilia e nel Veneto, prima di dormire, si passava la spazzola di setole naturali per cento colpi, per portare il grasso della cute sulle lunghezze. Qui il vero è modesto: un po' di grasso sulle punte le protegge, ma cento colpi strofinano più di quanto aiutino. In molte zone si diceva di non andare mai a letto con i capelli bagnati, ed è la regola più giusta di tutte.

La ricerca, sulla seta, dice poco. Non ci sono studi pubblicati che abbiano messo a confronto federe di seta e di cotone sui capelli di persone vere, e questo va detto. Quello che la ricerca conosce bene è l'attrito. Robbins, nel manuale Chemical and Physical Behavior of Human Hair, edizione Springer del 2012, spiega che lo sfregamento ripetuto solleva le scaglie della cuticola e la sfalda, e che il capello bagnato si consuma prima di quello asciutto. Gavazzoni Dias, sull'International Journal of Trichology nel 2015, aggiunge che pettinare e strofinare sono le cause di danno più comuni nella vita di ogni giorno. Federa di seta riduce uno sfregamento fra i tanti. Che questo basti a vedere la differenza è, oggi, un'ipotesi ragionevole, non un fatto misurato. Federa di seta e treccia delle nonne vanno nella stessa direzione: meno attrito, capelli fermi.

Come usare la Federa di seta, un passo alla volta

Federa di seta si usa così, insieme al resto della notte, che conta quanto il tessuto.

Il primo segno arriva in una settimana: meno nodi. Sulle punte servono uno o due mesi. Federa di seta non fa crescere i capelli e non ferma la caduta di settembre. Se la caduta ti preoccupa, è il dermatologo a poterti rispondere, non il cuscino.

Lo stesso metodo vale anche di giorno

Il metodo, meno attrito e capelli fermi, vale anche fuori dal letto. Il cappuccio di lana d'inverno strofina la nuca come il cotone: una sciarpa di seta sotto il cappello, o i capelli raccolti dentro, fanno lo stesso servizio della federa. D'estate l'asciugamano da mare, ruvido e strofinato sulla testa, è il peggior attrito dell'anno: si tampona e basta. Sui capelli ricci un foulard di seta legato la sera, sopra la treccia, dà un risultato maggiore della sola federa, perché tiene ferma la forma. Chi ha i capelli corti può risparmiare. Federa di seta, con dieci centimetri di lunghezza, cambia quasi niente: lo sfregamento è poco. Chi viaggia può portare la propria federa in valigia, perché quella dell'albergo è quasi sempre di cotone ruvido.

Si è partiti da Ruggero II e dai tessitori portati a Palermo nel 1147, dalla seta da re diventata stoffa da cuscino. Si è visto che cosa cambia davvero: l'attrito, non la sostanza. I tre luoghi comuni sono stati messi alla prova. La seta non cura e non fa crescere. Il raso di poliestere non è la stessa cosa. I capelli bagnati restano fragili anche sulla seta. Le applicazioni contano i giri nel letto, ma non vedono le punte. Le nonne della treccia nel fazzoletto avevano ragione, e Robbins e Gavazzoni Dias spiegano perché, mentre sulla federa in sé la ricerca non ha ancora misurato niente. Poi i sette passi, dai capelli asciutti al confronto dopo un mese. Lo stesso metodo vale per il cappello, il mare, i ricci e la valigia. Federa di seta è un gesto piccolo che si somma ogni notte, e i gesti piccoli, sui capelli, sono quasi sempre quelli che restano. Su chi ne ricava qualcosa e chi no abbiamo scritto anche a chi serve davvero la cuffia di seta.