Nella moda c'è una data precisa: il 1977, a Londra, quando il punk portò fuori dai locali i capelli colorati con le tinte dirette, e le fotografie dei giornali inglesi di quell'anno mostrano i primi rosa acceso sulle strade di King's Road. Prima c'erano state le parrucche incipriate del Settecento, che la storica del costume Aileen Ribeiro descrive anche in rosa e in lilla nel suo libro sull'abbigliamento del Settecento europeo del 1984. Il rosa sui capelli è quindi vecchio di tre secoli e giovane di cinquant'anni.

Quest'anno il rosa è il colore del rientro, e con lui girano tre frasi. La prima dice che il rosa non rovina i capelli perché non è una tinta vera. La seconda dice che basta una maschera colorata per averlo. La terza dice che va via in tre lavaggi e non lascia traccia. Questo articolo le mette sul tavolo. Prima spiega che cosa serve davvero per avere il rosa. Poi dice come si porta senza rovinare i capelli, e quanto dura.

Che cosa vuol dire davvero avere i capelli rosa

Capelli rosa vuol dire due cose in una. Il rosa è un colore chiaro e pulito, e per vederlo il capello sotto deve essere chiaro: biondo, o schiarito. Su un castano il rosa non si vede, o si vede come un riflesso violaceo alla luce del sole. Quindi avere il rosa vuol dire, per la maggior parte delle donne, schiarire e poi colorare. La schiaritura è la parte che rovina, non il rosa.

Il rosa si mette con una tinta diretta, cioè un colore che si appoggia sulla superficie del capello e nella parte più esterna, senza entrare fino in fondo come una tinta permanente. Non ha ammoniaca e non ha acqua ossigenata. Per questo si dice che non rovina, ed è vero per la tinta. Non è vero per la decolorazione che serve prima.

Il primo modo sbagliato di capirlo è pensare che il rosa si faccia su qualunque capello. Su un castano scuro serve arrivare a un biondo molto chiaro, e per arrivarci servono una o due decolorazioni. Il secondo è pensare che il rosa pastello sia più delicato del rosa acceso. È il contrario: il pastello si vede solo su un biondo quasi bianco, quindi chiede più schiaritura. Il terzo è pensare che vada via pulito. Capelli rosa sbiadiscono in un rosa pesca, poi in un giallo, e il giallo resta finché non si toglie.

Che cosa succede quando si sbaglia. La decolorazione fatta in casa su capelli tinti scuri dà un arancio, e il rosa sopra fa un salmone spento. La decolorazione ripetuta due volte in un giorno lascia i capelli che si spezzano come paglia bagnata. Il rosa messo su capelli ancora umidi di decolorazione viene a chiazze. E il rosa lavato con acqua calda tutti i giorni è pesca in una settimana.

Le applicazioni che promettono di provare il rosa

Provare il rosa sul telefono è la cosa più facile che ci sia. Le applicazioni prendono la foto e ci mettono un rosa acceso, un pastello, un rosa oro, e lo fanno in un secondo. Altre dicono, dalla foto, se il rosa sta bene con la pelle. Altre ancora consigliano la tinta diretta da comprare.

Quelle che mettono il rosa sulla foto fanno una cosa che vale: fanno capire se il rosa piace davvero sul proprio viso, e a che intensità. Una donna che sogna il pastello vede che sul suo viso funziona meglio il rosa più deciso, o il contrario. Sbagliano nel non far vedere la strada. Capelli rosa sulla foto compaiono su una testa castana senza passare dal biondo, e il biondo è la parte che costa, in tempo e in capelli.

Quelle che dicono se il rosa sta bene sbagliano per la luce, come tutte. Quelle che consigliano la tinta diretta non sanno che base c'è sotto, e la stessa tinta su un biondo dorato e su un biondo platino dà due rosa diversi. Capelli rosa sono una decisione che ha un prima, la schiaritura, e un dopo, la cura, e l'applicazione mostra solo il mezzo. Può aiutare a scegliere il tono. Non può dire quante decolorazioni servono, né se i capelli le reggono.

Quello che dicevano le nonne e quello che dice la ricerca

Le nonne il rosa non lo facevano, ma schiarivano, e la tradizione della schiaritura è lunga. Nel Veneto del Cinquecento le donne si bagnavano i capelli con una miscela di succo di limone e altre sostanze e stavano ore al sole sulle altane, i terrazzi sui tetti, come descrivono i trattati di bellezza dell'epoca, fra cui quello di Giovanni Marinello del 1562. In Sicilia e in Sardegna la camomilla e il limone erano la schiaritura delle ragazze. In molte case del Novecento l'acqua ossigenata da farmacia è stata la prima decolorazione domestica.

Che cosa c'è di vero. Il limone e il sole schiariscono, ma di un tono, e seccano. La camomilla scalda il biondo e non lo schiarisce. L'acqua ossigenata schiarisce davvero, e rovina come una decolorazione, perché lo è.

La ricerca ha misurato il danno della schiaritura. Maria Fernanda Gavazzoni Dias, nel 2015 sull'International Journal of Trichology, ha spiegato che la decolorazione rompe i legami di zolfo della cheratina, cioè della proteina del capello, e che il capello decolorato assorbe più acqua, si gonfia di più e si spezza con meno forza. Sulle tinte dirette, uno studio del 2018 di ricercatori dell'Università di Manchester pubblicato sull'International Journal of Cosmetic Science ha mostrato che i pigmenti diretti si legano di più a un capello poroso: il rosa prende meglio sui capelli rovinati, e se ne va anche prima. Capelli rosa stanno quindi su un capello già indebolito, e la cura serve al capello, non al colore. Del colore che se ne va abbiamo scritto in perché il colore sbiadisce. Capelli rosa fatti bene sono prima di tutto capelli decolorati bene.

Capelli rosa senza rovinarli: che cosa fare, un passo alla volta

Il metodo comincia prima della decolorazione e finisce con il lavaggio. Ecco i passi.

Il rosa si vede subito. Resta pieno per due o tre settimane con la maschera pigmentata, per una senza. Quando diventa pesca si rifà la tinta diretta, senza schiarire di nuovo, e il capello ringrazia.

Lo stesso metodo vale anche per altri colori e altre stagioni

Quello che vale per il rosa vale per ogni colore che ha bisogno del biondo sotto: il lilla, il pesca, il verde menta, il blu chiaro. La schiaritura è la stessa, i tre giorni di attesa gli stessi, la maschera pigmentata cambia colore. Il lilla e il blu sbiadiscono in verde, e vanno rifatti prima del rosa.

Le stagioni cambiano la cura. D'estate il sole spegne il rosa in una settimana e il cappello è d'obbligo. D'inverno l'acqua calda della doccia è il nemico, e il tiepido costa uno sforzo. In primavera il rosa è il colore che si fa e si toglie in un mese, e conviene farlo su una decolorazione già fatta d'inverno. Capelli rosa sono un colore da tre settimane, e chi lo sa lo porta senza delusioni.

Il rosa sui capelli ha tre secoli di parrucche e cinquant'anni di strada. Le tre frasi dell'inizio hanno avuto risposte diverse. Il rosa non rovina, ma la schiaritura che serve sì. Una maschera colorata non basta: serve il biondo sotto. Non va via pulito: sbiadisce in pesca e in giallo, e la ricerca ha misurato perché il capello poroso lo prende e lo perde in fretta. Le applicazioni mostrano il tono e nascondono la strada. Le nonne schiarivano con il limone e il sole, e la chimica di oggi lo fa meglio e con più danno. I passi sono sette, dalla schiaritura alla maschera. Capelli rosa durano tre settimane, e i capelli sotto durano quanto la cura che ricevono.