Correre in una mattina fredda di novembre lascia le guance rosse e la sensazione di una pelle tirata. Molti pensano che il freddo, almeno, risparmi la pelle dal sole. Non è così: secondo il Cancer Council australiano, la neve fresca e pulita può riflettere fino all'80% della radiazione ultravioletta, e i raggi aumentano di circa il 10-12% ogni mille metri di altitudine. Chi si allena all'aperto d'inverno, soprattutto in montagna, riceve i raggi due volte: dall'alto e dal suolo.
La risposta alla domanda del titolo, quindi, è doppia. Il movimento fa bene, ma al freddo la pelle ha bisogno di più protezione, non di meno.
Perché il freddo secca la pelle
La pelle si difende dalla perdita d'acqua grazie al suo strato più esterno, che funziona come una barriera. L'aria fredda d'inverno contiene poca umidità, e il vento porta via quella che la pelle rilascia. Durante l'allenamento si aggiunge il sudore, che evaporando in fretta nell'aria fredda raffredda e asciuga ancora di più la superficie del viso e delle mani.
Il risultato è quella sensazione di pelle che tira, a volte con piccole screpolature sulle labbra e sulle guance. Il rientro in casa, dove l'aria dei termosifoni è secca, prolunga l'effetto.
C'è poi un aspetto che si sottovaluta: il passaggio continuo fra il freddo esterno e il caldo degli ambienti chiusi. Chi corre all'aperto e poi entra in uno spogliatoio riscaldato sottopone la pelle a sbalzi rapidi di temperatura e di umidità. Le guance si arrossano, le labbra si seccano, e le zone già sensibili, come i lati del naso e il mento, possono irritarsi. Non è un danno grave, ma è il motivo per cui d'inverno la pelle di chi si allena all'aperto chiede più cura di quella di chi si allena in palestra.
I raggi ultravioletti non vanno in vacanza
Il dato del Cancer Council spiega un errore frequente: dimenticare la crema solare quando fa freddo. In pianura, a novembre, il sole è più basso e i raggi meno intensi che in estate; ma in montagna, con la neve, l'esposizione può diventare forte anche con temperature sotto lo zero. Lo stesso ente consiglia di applicare una crema ad ampio spettro, con fattore di protezione 30 o superiore, venti minuti prima di uscire, ricordando le zone che si dimenticano, come il mento, sotto il naso e dietro le orecchie, e di ripeterla ogni due ore. Anche le labbra hanno bisogno di protezione: il Cancer Council indica un balsamo labbra con fattore 30 o superiore, perché sono una delle zone che si scottano e si screpolano più facilmente, e in inverno spesso si dimenticano.
L'Accademia americana di dermatologia, nei suoi consigli per chi si allena all'aperto, raccomanda una crema solare ad ampio spettro con fattore 30 o superiore, resistente all'acqua e con la dicitura «non comedogena», cioè formulata per non chiudere i pori.
Cosa fare prima e dopo l'allenamento
Prima di uscire, conviene proteggere viso e labbra con una crema nutriente e uno strato di protezione solare. Un cappello o una fascia che copra le orecchie e uno scaldacollo riducono la superficie esposta al vento. Il Cancer Council, per la montagna, suggerisce anche occhiali avvolgenti per proteggere gli occhi dai raggi riflessi dalla neve.
Dopo l'allenamento, il gesto più utile è non restare a lungo con i vestiti bagnati di sudore. L'Accademia americana di dermatologia consiglia di fare la doccia subito dopo, con acqua tiepida e un detergente delicato, e di cambiarsi con indumenti asciutti. L'acqua troppo calda, così piacevole dopo il freddo, toglie alla pelle i grassi naturali che la proteggono. Subito dopo la doccia, una crema idratante aiuta a trattenere l'acqua nella pelle.
Quando la pelle ne guadagna
Allenarsi al freddo non è un nemico della pelle, se la si protegge. Il movimento riattiva la circolazione, e il rossore delle guance dopo una corsa è il segno del sangue che affluisce in superficie. Il problema nasce solo quando il freddo, il vento e il sole riflesso agiscono su una pelle lasciata senza protezione.
Chi ha la pelle molto sensibile o soffre di arrossamenti persistenti, screpolature che non guariscono o macchie che compaiono dopo l'esposizione dovrebbe parlarne con un dermatologo: sono segnali che la pelle ha bisogno di più attenzione di quella che si può dare da soli.
Quella pelle tirata dopo la corsa del mattino, dunque, non è il prezzo inevitabile del freddo. Con una crema nutriente, la protezione solare e una doccia tiepida, l'allenamento invernale lascia solo il rossore buono delle guance.
