Fra le attività che più spesso si scelgono per ricominciare a muoversi, il Pilates ha un posto speciale. Si pratica sul tappetino o con attrezzi dedicati, non richiede un allenamento di partenza, non sottopone le articolazioni a impatti bruschi e ha la fama di dare risultati in fretta. Quella fama, però, va precisata. Nel primo mese non si trasforma il corpo e non si perdono taglie, ma si percepiscono cambiamenti reali e misurabili nel modo di stare in piedi, di respirare e di muoversi. È proprio questa sensazione di progresso immediato a spiegare perché in tanti ci si avvicinano e decidono di restare.

Un metodo nato per il controllo del corpo

Il metodo prende il nome da Joseph Pilates, che nella prima metà del Novecento mise a punto un sistema di esercizi da lui chiamato Contrology, cioè l'arte del controllo. L'idea di fondo è che ogni movimento debba essere eseguito con attenzione, precisione e fluidità, coordinando il respiro con il gesto. Non conta quante ripetizioni si fanno, ma come si fanno: poche, lente e corrette valgono più di molte eseguite in fretta. Oggi il metodo si pratica in due forme principali: a corpo libero sul tappetino, a volte con piccoli attrezzi come palle, elastici e cerchi, oppure con macchine specifiche come il reformer, un lettino scorrevole dotato di molle che offre resistenza o assistenza al movimento.

Al centro del lavoro c'è quello che nel Pilates si chiama powerhouse, la fascia di muscoli profondi che sostiene il tronco: addominali, in particolare il trasverso, muscoli della schiena, glutei e pavimento pelvico. Rinforzare questa zona, che comunemente si chiama core, significa dare stabilità al bacino e alla colonna, e quindi muovere braccia e gambe con più efficienza e meno tensioni inutili.

Questa impostazione rende il Pilates adatto a molte persone diverse: chi è sedentario e vuole ricominciare con gradualità, chi pratica altri sport e cerca un lavoro complementare, chi vuole migliorare la postura dopo anni di scrivania. Chi ha problemi alla schiena, alle articolazioni o è in gravidanza dovrebbe però confrontarsi prima con il medico e rivolgersi a un istruttore qualificato, che sappia adattare gli esercizi. Non serve essere flessibili o allenati per cominciare: ogni esercizio prevede versioni semplificate e versioni più impegnative.

Che cosa si nota davvero nelle prime settimane

Il primo cambiamento è quasi sempre la consapevolezza. Già dopo alcune lezioni si comincia a notare come si sta seduti, come si appoggiano i piedi, se le spalle salgono verso le orecchie. Gli istruttori insistono molto sull'allineamento del corpo e questa attenzione, ripetuta a ogni seduta, finisce per trasferirsi nella vita quotidiana. Molte persone raccontano di correggersi spontaneamente la postura davanti al computer o in coda alla cassa.

Il secondo è il controllo del core. I primi esercizi possono sembrare semplici, ma richiedono di attivare muscoli che di solito si usano poco. Con la pratica, quello che all'inizio costava fatica diventa più fluido e si riesce a mantenere la stabilità del tronco più a lungo. Gran parte di questi progressi iniziali dipende dal fatto che il sistema nervoso impara a reclutare meglio i muscoli, prima ancora che i muscoli stessi diventino più forti.

Una donna esegue un ponte sul tappetino con le ginocchia piegate e i piedi appoggiati a terra
Il ponte attiva glutei e muscoli posteriori della coscia mantenendo il bacino stabile

Un esempio è il ponte, uno degli esercizi più comuni nelle lezioni per principianti. Da sdraiati sulla schiena, con le ginocchia piegate e i piedi appoggiati a terra alla larghezza del bacino, si solleva lentamente il bacino arrotolando la colonna una vertebra alla volta, fino a formare una linea fra spalle e ginocchia, per poi scendere con la stessa lentezza. Il lavoro coinvolge glutei, muscoli posteriori della coscia e addominali, e insegna a muovere la colonna in modo articolato.

Il terzo beneficio riguarda la mobilità. Il Pilates alterna movimenti di rinforzo e di allungamento, e già dopo qualche settimana la schiena appare più sciolta, le anche si muovono con meno rigidità e piegarsi per allacciarsi le scarpe diventa più facile. Molti praticanti avvertono anche una riduzione della tensione a collo e spalle, legata sia al lavoro posturale sia all'attenzione dedicata alla respirazione. Nel Pilates si impara a respirare in modo ampio, espandendo le costole lateralmente, e a sincronizzare l'espirazione con la fase più impegnativa del movimento: un'abitudine che molte persone trovano rilassante anche fuori dalla lezione.

Una donna sdraiata su un fianco solleva la gamba superiore durante un esercizio sul tappetino
Il sollevamento della gamba su un fianco rinforza i muscoli laterali dell'anca

Lo stesso vale per gli esercizi su un fianco, come il sollevamento della gamba superiore. Mantenendo il corpo allineato e il bacino fermo, si solleva la gamba lentamente, senza slanci, per rinforzare i muscoli laterali dell'anca, importanti per la stabilità quando si cammina e si sale una scala. La difficoltà non sta nel sollevare la gamba, ma nel farlo senza che il resto del corpo si sposti.

Aspettative realistiche e costanza

Accanto a questi miglioramenti, conviene essere chiari su quello che il primo mese non porta. Il Pilates non è un'attività pensata per bruciare molte calorie e da solo difficilmente produce un dimagrimento importante in poche settimane. Anche la tonificazione visibile e l'aumento della forza muscolare richiedono più tempo: in genere servono alcuni mesi di pratica costante perché il corpo cambi in modo evidente. Chi ha come obiettivo la perdita di peso ottiene di più abbinando il Pilates a un'attività aerobica, come camminata veloce, nuoto o bicicletta, e a un'alimentazione equilibrata.

La frequenza fa la differenza. Due o tre sedute alla settimana permettono di imparare le basi e di vedere i primi progressi, mentre una lezione occasionale offre poco più di un momento piacevole. Per chi comincia è preferibile partire con un istruttore, in un corso per principianti o con qualche lezione individuale, perché la qualità dell'esecuzione è il cuore del metodo e i video, da soli, non correggono gli errori. Una volta apprese le basi, si può affiancare alle lezioni qualche breve sessione a casa, anche di venti minuti.

È questo, in fondo, il motivo per cui tanti iniziano con il Pilates e continuano: i risultati delle prime settimane non sono spettacolari, ma sono concreti e si avvertono ogni giorno. Una postura più consapevole, un tronco più stabile e una maggiore facilità nei movimenti sono una base solida su cui costruire, con pazienza, anche i cambiamenti più visibili che arrivano con il tempo.