Ti pieghi in avanti, spazzoli i capelli a testa in giù, ti rialzi e per mezz'ora hai il volume che cerchi da mesi. Poi la radice si corica di nuovo e torna tutto come prima, con l'aggiunta di un nodo in mezzo alla nuca che prima non c'era. Chi ti ha suggerito il gesto ti aveva detto che con il tempo i capelli sarebbero anche cresciuti di più.

La spiegazione che circola è quella della circolazione: la testa in basso porta più sangue ai follicoli, e da lì il volume e la crescita. È un ragionamento che sembra fisico e per questo convince.

Spazzolare a testa in giù funziona davvero, ma per un motivo meccanico e non circolatorio. E funziona per un tempo limitato, su alcuni tipi di capello e non su altri.

Dove stavamo guardando

L'idea del sangue che arriva ai follicoli è ragionevole, perché una cosa vera c'è: capovolgendosi il sangue affluisce alla testa, il viso si arrossa e la sensazione di calore è concreta. Da lì il passaggio alla crescita è immediato.

Il punto in cui non regge è la durata. L'afflusso extra dura quanto la posizione, cioè uno o due minuti, mentre il follicolo produce capello in continuazione per anni. Un aumento transitorio del flusso, ripetuto per pochi minuti al giorno, non modifica un processo che dipende da fattori genetici, ormonali e nutrizionali.

C'è poi un fatto che si osserva subito. Il volume compare istantaneamente, nel momento stesso in cui ti rialzi, e sparisce nel giro di un'ora. Se dipendesse dalla crescita, servirebbero mesi per vederlo e non svanirebbe da solo.

L'osservazione che apre la porta al resto è proprio questa: un effetto che arriva subito e se ne va subito non è un effetto biologico. È un effetto di posizione.

Cosa succede davvero spazzolando a testa in giù

Ogni capello esce dalla cute con un'inclinazione, e il peso della chioma lo fa poi coricare in una direzione abituale, la stessa da anni. Il volume alla radice è la distanza fra il capello e il cuoio capelluto nei primi centimetri: quando la radice è coricata, quella distanza è quasi nulla e la testa appare piatta.

Capovolgendosi si cambia la direzione in cui il peso agisce. I capelli cadono dalla parte opposta, e la radice viene sollevata rispetto alla piega che aveva preso. La spazzolata in quella posizione accompagna il movimento e separa le ciocche.

Quando ti rialzi, la radice resta per un po' nella nuova posizione, poi il peso ricomincia a lavorare nel senso di prima. Quanto dura dipende da quanto la radice è stata fissata: da asciutto e senza altro, l'effetto scende in fretta; durante l'asciugatura, mentre i legami interni della fibra si riformano, dura fino al lavaggio successivo.

C'è un costo, e riguarda le lunghezze. A testa in giù le ciocche si rovesciano tutte verso il basso e si incrociano fra loro, quindi la spazzola le attraversa in una direzione che non è la loro: i nodi si formano al centro della nuca, dove i capelli dei due lati si sovrappongono. Sul riccio il costo è più alto e immediato, perché la spazzola separa i filamenti che compongono il ricciolo e la definizione si perde fino al lavaggio successivo.

Quanto pesa rispetto ad altro

Sul volume, il gesto conta. Su capelli lisci o mossi, fatto durante l'asciugatura, è uno dei pochi modi gratuiti di guadagnare volume alla radice, e rende più di qualunque prodotto applicato sulle lunghezze.

Sulla crescita, il gesto non conta nulla. Non è un fattore piccolo, è un fattore che non esiste, e va detto perché chi ci conta smette di guardare dove il problema potrebbe essere davvero.

Sul danno, incide poco se fatto una volta ogni tanto e se le lunghezze sono già districate. Diventa un fattore reale se diventa un'abitudine quotidiana su capelli lunghi: i nodi al centro nuca si ripetono nello stesso punto e la rottura si concentra lì. In una settimana non si vede, in sei mesi si vede come capelli più corti e sfilacciati proprio dietro.

Se la radice resta piatta anche subito dopo l'asciugatura a testa in giù, il fattore principale sta altrove: quasi sempre nel peso di prodotti applicati troppo vicino alla cute o nel sebo che si accumula fra un lavaggio e l'altro.

La prova da fare stasera

Dopo lo shampoo, dividi i capelli con una riga centrale. Asciuga un lato come fai di solito, con la testa dritta. Asciuga l'altro lato tenendo la testa piegata in avanti, lavorando solo i primi centimetri dalla radice e senza spazzolare le lunghezze. Non cambiare altro: stesso apparecchio, stessa temperatura, stesso prodotto.

Quando è tutto asciutto, rialzati e guardati allo specchio di profilo, prima da un lato e poi dall'altro, alla stessa distanza.

Se l'ipotesi è giusta, il lato asciugato a testa in giù ha la radice sollevata e la riga meno visibile, e la differenza si nota subito. Poi controlla di nuovo dopo sei o sette ore: se il volume del lato trattato regge ancora, l'effetto è stato fissato dall'asciugatura; se è già sceso, hai spazzolato da asciutto e il gesto era solo temporaneo.

Prima di giudicare l'aspetto dei nodi, aspetta la sera e districa i due lati separatamente, contando dove si ferma il pettine.

Cosa cambiare, in ordine di resa

Il volume che compariva e spariva in un'ora non stava crescendo. Stava solo cambiando direzione, e tornava indietro appena il peso della chioma ricominciava a lavorare nel senso di sempre. Il nodo sulla nuca, quello, era l'unica cosa che restava.