Ti togli il maglione e i capelli si alzano da soli, dritti, come se qualcuno li tirasse verso l'alto. Passi la spazzola e peggiora. Li appiattisci con la mano e dopo pochi passi sono di nuovo lì. È successo di colpo, in una settimana, e prima non capitava. La spiegazione che ti dai è che i capelli siano diventati secchi e che serva una maschera. I capelli elettrici non sono capelli secchi, anche se spesso convivono. Sono capelli che hanno preso una carica elettrica e non riescono a liberarsene, e il motivo per cui succede adesso è nell'aria della stanza, non nella tua chioma.

Dove stavamo guardando

Confondere elettrico con secco è ragionevole perché i due fenomeni compaiono nello stesso periodo e sulle stesse teste. Una fibra con poca acqua è anche una fibra che trattiene meglio le cariche, quindi la coincidenza è reale. Il passaggio sbagliato è concludere che la soluzione sia idratare, perché il problema non è la quantità d'acqua nel capello ma la sua capacità di scaricare a terra.

Il fatto che non torna è che il fenomeno è stagionale in modo troppo netto per essere una condizione della chioma. Gli stessi capelli, con la stessa routine e la stessa maschera, ad agosto non si sollevano e a novembre sì. Se la causa fosse la fibra, non ci sarebbe motivo di questa puntualità. E c'è un secondo indizio: succede appena si tolgono certi capi e non altri, e succede in certe stanze e non in altre della stessa casa.

Perché i capelli elettrici tornano con i riscaldamenti

Quando due materiali diversi sfregano l'uno contro l'altro, una piccola quantità di cariche elettriche passa da uno all'altro. È un fenomeno che ha un nome, triboelettricità, e si verifica ogni volta che il capello sfrega contro un maglione, contro una sciarpa, contro il rivestimento di una spazzola o contro un altro capello. Alla fine dello sfregamento i capelli hanno tutti la stessa carica, e cariche uguali si respingono. Il risultato è che ogni capello si allontana dai vicini e si solleva.

Fin qui il fenomeno avviene tutto l'anno. Quello che cambia con la stagione è la velocità con cui le cariche se ne vanno. In un'aria che contiene vapore acqueo, la superficie del capello trattiene un sottilissimo strato d'acqua, e quello strato conduce: le cariche si disperdono man mano che si formano e non fanno in tempo ad accumularsi. In un'aria molto secca quel velo non c'è, la carica resta dov'è ed è l'accumulo a rendere il fenomeno visibile.

I riscaldamenti fanno esattamente questo. Scaldare l'aria senza aggiungere acqua abbassa l'umidità relativa della stanza, perché aria più calda potrebbe contenere più vapore ma quel vapore non c'è. In una casa riscaldata l'aria è più secca che all'aperto per tutte le ore in cui l'impianto lavora, e i capelli ci passano dentro dodici o quattordici ore al giorno, sonno compreso.

I materiali cambiano l'intensità. Le fibre sintetiche di cappelli, sciarpe e felpe caricano più della lana e molto più del cotone. Anche il rivestimento delle spazzole conta: un manico e un corpo in plastica caricano, il legno e le setole naturali molto meno.

La distinzione con il crespo è utile perché le cause sono opposte. Il crespo da umidità nasce dall'acqua che entra nella fibra e la fa gonfiare in modo disomogeneo, e compare nelle giornate umide. L'elettrostaticità nasce dall'assenza di acqua nell'aria e compare nelle giornate secche. Trattarli allo stesso modo significa sbagliarne uno dei due.

Quanto pesa rispetto ad altro

L'umidità dell'ambiente è il fattore principale e non ha rivali. Nessun prodotto applicato sui capelli compensa un'aria molto secca per più di qualche ora, perché il fenomeno si riforma a ogni sfregamento.

I materiali che indossi vengono subito dopo, e in inverno pesano più di quanto si creda: una sciarpa sintetica portata tutti i giorni contro le lunghezze è una fonte di carica continua per tutte le ore in cui sei fuori.

La condizione della fibra viene per terza. Un capello con la cuticola integra scarica meglio di uno poroso, quindi capelli decolorati o molto danneggiati si elettrizzano di più. È un fattore reale ma modesto rispetto ai primi due, e agisce lentamente: si modifica solo tagliando o smettendo di aggredire la fibra.

Il beneficio di un cambiamento sull'ambiente si sente lo stesso giorno. Quello di un cambiamento sulla fibra si sente in mesi.

La prova da fare stasera

Vai in una stanza riscaldata, togliti un capo sintetico e osserva quanto i capelli si sollevano. Poi entra in bagno dopo che qualcuno ha fatto la doccia, con l'aria ancora carica di vapore, e ripeti lo stesso gesto con lo stesso capo.

Se nella stanza umida i capelli restano giù, la tua causa è l'aria e non la fibra. Se si sollevano anche lì, il problema è nella superficie del capello, quasi sempre porosità da decolorazione o da calore, e va affrontato in altro modo.

Come seconda parte della prova, prendi due spazzole diverse, una con corpo in plastica e una in legno o con setole naturali, e passale sulla stessa zona. Se la differenza è evidente, hai trovato un secondo punto su cui intervenire senza spendere altro.

La lettura è immediata in entrambi i casi, e vale la pena rifarla in una giornata diversa per conferma.

Cosa cambiare, in ordine di resa

I capelli non sono cambiati nella settimana in cui hai acceso i riscaldamenti. È cambiata l'aria intorno, che ha smesso di portare via le cariche man mano che si formavano. Il fenomeno che vedi allo specchio non è nella tua testa: è nella stanza.