Ogni anno la domanda si ripresenta, puntuale come le prime luci nelle vetrine: quando è il momento giusto per fare l'albero di Natale? C'è chi non resiste e lo monta già a novembre, chi aspetta religiosamente la data tradizionale e chi lo prepara all'ultimo momento. La verità è che non esiste una regola valida per tutti, ma esistono date legate alla tradizione, alle feste religiose e alle usanze locali, alcune molto note, altre sorprendentemente poco conosciute.

L'8 dicembre e le date delle città

La data più diffusa in Italia è l'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione. È un giorno festivo, che spesso cade vicino a un ponte, e per molte famiglie rappresenta l'inizio ufficiale del periodo natalizio: si tirano fuori gli scatoloni, si monta l'albero e, in molte case, si allestisce anche il presepe. Proprio la coincidenza con un giorno di festa, che permette a tutta la famiglia di dedicarsi insieme agli addobbi, ha contribuito a farne la data di riferimento.

Non ovunque, però, si segue questo calendario. A Milano molte famiglie anticipano al 7 dicembre, giorno di Sant'Ambrogio, patrono della città, che apre di fatto le feste ambrosiane. A Bari, invece, il riferimento è il 6 dicembre, festa di San Nicola, il santo patrono legato anche alla figura di Babbo Natale, che proprio dal vescovo di Myra trae le sue origini.

La data che pochi conoscono

Esiste poi una data molto più precoce, che fuori dalla Puglia conoscono in pochi. A Taranto il periodo natalizio comincia tradizionalmente il 22 novembre, giorno di Santa Cecilia. In quella occasione si preparano le pettole, piccole frittelle di pasta lievitata, e per molti tarantini è anche il momento di cominciare ad allestire la casa per le feste. È una tradizione che dimostra come, in fondo, anticipare l'albero non sia affatto un'invenzione moderna.

C'è anche chi sceglie di seguire il calendario liturgico e di fare l'albero con l'inizio dell'Avvento, il periodo di preparazione al Natale che comprende le quattro domeniche precedenti la festa. Nel 2026 la prima domenica di Avvento cade il 29 novembre: una data perfetta per chi vuole anticipare un po' i tempi senza rinunciare a un significato preciso.

All'estero le abitudini sono ancora diverse. Negli Stati Uniti, per esempio, molte famiglie aspettano il fine settimana del Ringraziamento, che quest'anno cade il 26 novembre, per decorare la casa. In Germania, invece, la tradizione più antica voleva che l'albero venisse addobbato soltanto alla vigilia di Natale.

Negli ultimi anni, poi, si è diffusa l'abitudine di anticipare sempre di più. Non è raro vedere alberi illuminati già a metà novembre, quando nei negozi le decorazioni natalizie sono in vendita da settimane. Qualcuno storce il naso, ma molti psicologi ricordano che preparare la casa per le feste è un rituale capace di evocare ricordi d'infanzia e di creare un clima di serenità, soprattutto nelle settimane più buie dell'anno. Se l'albero acceso mette di buon umore, non c'è motivo di sentirsi in colpa per averlo fatto qualche giorno prima del solito.

C'è anche un aspetto pratico da considerare. Montare l'albero con largo anticipo permette di godersi più a lungo l'atmosfera e di affrontare con calma gli acquisti dei regali, senza concentrare tutto nelle ultime, frenetiche settimane. Chi invece ha poco spazio, o vive in una casa molto riscaldata con un abete vero, può preferire una data più vicina al Natale, così da non doverlo tenere in casa troppo a lungo.

Prima di addobbare: il controllo delle luci

Qualunque sia la data scelta, prima di montare l'albero c'è un passaggio che non andrebbe mai saltato: il controllo degli addobbi, a cominciare dalle luci. Dopo undici mesi in uno scatolone, i fili luminosi sono spesso aggrovigliati, e qualche lampadina potrebbe non funzionare più.

Mani che districano fili di luci e addobbi natalizi prima di montarli sull'albero
Prima di addobbare conviene districare e provare tutte le luci

Conviene stendere le luci su un piano, districarle con pazienza e collegarle alla corrente prima di sistemarle sui rami: scoprire che un filo non si accende quando l'albero è già decorato è una delle frustrazioni più comuni del periodo natalizio. Durante il controllo bisogna verificare che i cavi non siano schiacciati, spellati o danneggiati, che le spine siano integre e che i prodotti riportino la marcatura CE. Le luci danneggiate vanno sostituite, non riparate con il nastro adesivo. È bene anche ricordare di spegnere le luci quando si esce di casa o si va a dormire, e di tenerle lontane da tende e fonti di calore.

Anche il resto degli addobbi merita un'occhiata: le palline di vetro incrinate rischiano di rompersi e di ferire, soprattutto se in casa ci sono bambini piccoli o animali domestici, che sono attratti dagli oggetti lucidi e in movimento. In quel caso, meglio preferire decorazioni infrangibili per i rami più bassi.

E quando si smonta?

Se la data per fare l'albero è flessibile, quella per smontarlo è più condivisa: il 6 gennaio, giorno dell'Epifania, che secondo il detto popolare tutte le feste si porta via. È in quel giorno che, tradizionalmente, si aggiungono i Re Magi al presepe e si chiude il ciclo delle festività. In alcune zone, però, si usa aspettare fino al 2 febbraio, festa della Candelora, che cade quaranta giorni dopo il Natale.

Chi sceglie un abete vero deve tenere conto anche di un altro fattore: la durata della pianta in un ambiente riscaldato. Un albero naturale, tenuto lontano dai termosifoni e con il terriccio sempre leggermente umido, resiste meglio ma soffre comunque il caldo secco delle case. Per questo, se si sceglie un abete in vaso, non conviene allestirlo troppo presto, e appena finite le feste è bene spostarlo in un luogo fresco e luminoso, all'aperto, per dargli la possibilità di sopravvivere.

Alla fine, la data giusta per fare l'albero è quella che si sente propria. Che sia la festa del santo patrono, l'inizio dell'Avvento o il ponte dell'Immacolata, ciò che conta è il momento condiviso: lo scatolone che si riapre, i ricordi legati a ogni addobbo, le luci che si accendono per la prima volta nel soggiorno. Il resto è solo calendario, e ogni famiglia ha il diritto di scrivere il proprio.