Il maglione fatto a mano è tornato di moda. Non è solo una questione di nostalgia: lavorare a maglia è diventato per molti un modo per rallentare, staccare dagli schermi e creare un capo unico, su misura, con un filato scelto con cura. Ma passare dalle sciarpe al primo maglione può intimorire. Le insegnanti di maglia e le esperte dei negozi di filati sono concordi: il segreto non è la velocità, ma il metodo. Ecco i passaggi da seguire, dalla scelta della lana all'ultima cucitura.

Prima di cominciare: filato, ferri e campione

Per un primo maglione conviene scegliere un modello semplice, con pannelli dritti e maniche montate senza troppe sagomature, e un filato di spessore medio, che si lavori con ferri tra i 4 e i 5,5 millimetri. Le lane troppo sottili richiedono settimane di lavoro, quelle troppo spesse danno un capo pesante e poco versatile. La lana merino è morbida sulla pelle e regolare nel lavoro; le misto lana sono più economiche e facili da lavare. Meglio evitare, all'inizio, i filati molto pelosi come il mohair, che rendono difficile vedere le maglie e disfare gli errori. Un'avvertenza pratica: acquistate tutto il filato necessario in una sola volta, controllando che i gomitoli appartengano allo stesso bagno di colore, indicato sull'etichetta. Gomitoli di bagni diversi possono avere sfumature leggermente differenti, visibili sul capo finito.

Il passaggio che quasi tutte le principianti saltano, e che le esperte considerano invece irrinunciabile, è il campione. Si tratta di un quadrato lavorato con lo stesso filato, gli stessi ferri e lo stesso punto del maglione, di almeno 10 centimetri di lato, meglio se qualcuno in più. Serve a verificare la propria tensione: ognuno lavora in modo leggermente diverso, e la stessa lana, con gli stessi ferri, può dare risultati diversi da una persona all'altra.

Metro da sarta appoggiato su un campione quadrato di lana lavorato a maglia
Il campione si misura con il metro per contare maglie e ferri in 10 centimetri

Una volta pronto, il campione va lavato e lasciato asciugare come si farà poi con il maglione, e solo dopo misurato. Si contano le maglie e i ferri contenuti in 10 centimetri e si confrontano con quelli indicati nel modello. Se le maglie sono troppe, il lavoro è troppo stretto e conviene passare a ferri più grossi; se sono troppo poche, servono ferri più sottili. Bastano due maglie di differenza su dieci centimetri per ritrovarsi con un maglione di una taglia diversa da quella desiderata.

Anche gli strumenti meritano attenzione. Oltre ai ferri, servono un metro da sarta, qualche segnapunti, spilli a testa larga, un ago da lana e un paio di forbici. I ferri in legno o in bambù sono più silenziosi e trattengono un po' le maglie, utile per chi è alle prime armi; quelli in metallo sono più scorrevoli e fanno lavorare più in fretta.

La lavorazione dei pannelli

Il maglione classico si compone di quattro pezzi: dietro, davanti e due maniche. Si comincia di solito dal dietro, che è il pannello più semplice e permette di prendere confidenza con il ritmo del lavoro. Il bordo inferiore si lavora quasi sempre a coste, alternando maglie diritte e rovesce, perché è elastico e aderisce bene al corpo; poi si prosegue con il punto principale.

Il più usato è la maglia rasata, o punto calza: un ferro tutto a diritto e uno tutto a rovescio. Il risultato è una superficie liscia sul lato diritto, fatta di piccole V allineate, e ondulata sul rovescio. È un punto semplice, che mette in risalto il filato, ma che rivela anche le irregolarità di tensione: per questo è importante lavorare con calma, mantenendo il filo sempre alla stessa tensione tra le dita.

Due mani che lavorano a maglia rasata un pannello di lana con due ferri
La maglia rasata alterna un ferro a diritto e uno a rovescio

Le esperte consigliano di misurare spesso il pannello mentre si lavora, appoggiandolo su un piano senza tirarlo, e di segnare con un filo di colore diverso o con un segnapunti i punti in cui iniziano gli scalfi e lo scollo. Se si commette un errore, non bisogna avere paura di disfare qualche ferro: un maglione si porta per anni, e qualche minuto in più ora vale la soddisfazione di un capo ben fatto. Le maniche si possono lavorare insieme, sugli stessi ferri, con due gomitoli diversi: è un piccolo trucco per ottenerle identiche.

Messa in forma e cuciture

Terminati i pannelli, prima di cucirli c'è un passaggio che fa la differenza tra un lavoro casalingo e un capo dall'aspetto professionale: la messa in forma, che le appassionate chiamano spesso con il termine inglese blocking. I pezzi vengono bagnati o vaporizzati, secondo quanto indicato sull'etichetta del filato, poi stesi su una superficie morbida, come un asciugamano o dei tappetini appositi, e fissati con gli spilli alle misure previste dal modello.

Pannello di maglia disteso su un asciugamano e fissato ai bordi con spilli
Durante la messa in forma il pannello si fissa con gli spilli alle misure del modello

Lasciati asciugare completamente, i pannelli conservano la forma impostata: le maglie si distendono e si uniformano, i bordi smettono di arricciarsi e le misure diventano precise. È anche il momento in cui piccole irregolarità di tensione tendono ad attenuarsi.

Si passa quindi alle cuciture, che si fanno con un ago da lana dalla punta arrotondata e con lo stesso filato del maglione. Il metodo più usato per unire i fianchi e le maniche è il punto materasso, che si esegue sul diritto del lavoro prendendo alternativamente i fili tra le maglie di bordo dei due pezzi. Tirando il filo, i due bordi si avvicinano e la cucitura scompare quasi del tutto.

Ago da lana che unisce con una cucitura i bordi di due pannelli di maglia
Con il punto materasso i due pannelli si uniscono quasi senza lasciare segni

In genere si cuciono prima le spalle, poi si montano le maniche e infine si chiudono in un'unica cucitura i fianchi e il sottomanica. Il collo si completa riprendendo le maglie lungo lo scollo e lavorando qualche centimetro a coste. Le code dei fili vanno nascoste sul rovescio, passandole tra le maglie per qualche centimetro in direzioni diverse, così da non sfilarsi con i lavaggi. Un ultimo passaggio di vapore sulle cuciture aiuta a rendere il capo ancora più uniforme e rifinito.

Per la cura del capo finito valgono poche regole: lavaggio a mano in acqua fredda o tiepida con un detergente delicato, nessuno strofinamento, asciugatura in piano lontano da fonti di calore. Così il primo maglione fatto con le proprie mani resterà bello per molti inverni.