Per decenni i genitori italiani hanno cercato nomi brevi, moderni, a volte presi in prestito da altre lingue. Poi, quasi senza che ce ne accorgessimo, le culle si sono riempite di nomi che sembrano usciti da un ritratto rinascimentale o da una cronaca medievale. Basta scorrere le classifiche dell'Istat sui nomi dati ai nuovi nati per vederlo: accanto a Sofia e Aurora, stabilmente ai primi due posti, compaiono nomi di regine, poetesse e duchesse.
Ecco sette nomi femminili dal fascino nobile e antico che oggi tornano a essere scelti, ciascuno con la sua storia.
Non è un fenomeno soltanto italiano, ma da noi ha un sapore particolare. I nomi che tornano sono spesso quelli che si incontrano nei musei, nei libri di scuola, nelle chiese delle nostre città: nomi che i genitori associano a un'idea di eleganza e di radici, lontana dalle mode passeggere.
Ginevra e Vittoria, tra leggenda e poesia
Ginevra è oggi fra i nomi femminili più diffusi in Italia, stabilmente tra i primi tre. Le sue radici sono lontane: deriva dal gallese antico ed è il nome della regina delle leggende di re Artù, sposa del sovrano e amata da Lancillotto. Nella forma originale il primo elemento richiama il colore bianco, la luminosità. In Italia ha un volto preciso, quello di Ginevra de' Benci, la giovane fiorentina ritratta da Leonardo da Vinci, con lo sguardo serio e i ginepri alle spalle, un omaggio al suo nome.
Vittoria, tra i primi cinque nomi delle neonate, viene dal latino e significa esattamente ciò che dice. Fra le donne che l'hanno portato spicca Vittoria Colonna, marchesa di Pescara e una delle poetesse più ammirate del Cinquecento, legata da un'intensa amicizia spirituale a Michelangelo, che le dedicò versi e disegni.
Beatrice e Ludovica, l'eco delle corti
Beatrice deriva dal latino ed è stata collegata dalla tradizione all'idea di colei che rende felici, che dona beatitudine. È il nome della donna amata da Dante, guida del poeta nel Paradiso, ma anche di Beatrice d'Este, duchessa di Milano e moglie di Ludovico il Moro, protagonista della vita di una delle corti più raffinate del Rinascimento. Oggi è stabilmente fra i primi dieci nomi scelti per le bambine.
La sua fortuna recente si spiega anche con la musicalità: quattro sillabe che scorrono bene con quasi ogni cognome, e la possibilità di abbreviarlo in Bea, più affettuoso e quotidiano. Un nome, insomma, capace di stare bene sia sulla pagina di un poema sia sul grembiule di una scuola d'infanzia.
Nella stessa fascia si trova Ludovica, femminile di Ludovico, di origine germanica, con il significato di famoso in battaglia. Dalla stessa radice derivano Luigi e Luisa. Il nome ha un sapore aristocratico e romano: a Roma, nella chiesa di San Francesco a Ripa, si conserva la celebre statua della beata Ludovica Albertoni scolpita da Gian Lorenzo Bernini, dove la nobildonna romana, vissuta tra Quattrocento e Cinquecento e dedicatasi ai poveri dopo la morte del marito, è raffigurata distesa nell'abbandono dell'estasi.
Matilde, il nome della contessa che sfidò un imperatore
Matilde ha origine germanica e unisce due parole che significano forza e battaglia. Pochi nomi hanno alle spalle una figura femminile così potente. Matilde di Canossa, contessa e signora di vasti territori tra la pianura padana e la Toscana, fu una delle personalità più influenti del Medioevo italiano. Nel suo castello di Canossa, nel 1077, l'imperatore Enrico IV attese per tre giorni, nella neve, di essere ricevuto da papa Gregorio VII per ottenere la revoca della scomunica. Da quell'episodio nasce l'espressione andare a Canossa, cioè umiliarsi per chiedere perdono.
Oggi Matilde è tra i primi dieci nomi delle neonate italiane: un nome morbido nel suono, ma carico di storia e di carattere.
Fra le sue varianti c'è Mafalda, diffusa nelle famiglie reali europee e portata da una figlia di Vittorio Emanuele III. Ma è la forma Matilde, con il suo suono pieno e dolce, a essere tornata nelle scelte dei genitori, che la apprezzano anche perché si presta a diminutivi affettuosi.
Bianca e Camilla, il ritorno inatteso
La curiosità più sorprendente riguarda due nomi che sembravano destinati alle nonne e che invece sono tornati alla ribalta. Bianca, che nella classifica dei nati del 2023 si trovava fra i primi quindici, deriva da una parola germanica che indicava il bianco e lo splendore. Ha una lunga tradizione nelle famiglie nobili italiane: Bianca Maria Visconti, ultima erede dei Visconti, con il matrimonio con Francesco Sforza aprì la strada alla dinastia sforzesca alla guida del ducato di Milano.
Camilla, anch'essa fra i primi quindici, è un nome latino di origine antichissima. Nell'Eneide di Virgilio Camilla è la vergine guerriera dei Volsci, così veloce, racconta il poeta, da poter correre sulle spighe senza piegarle. Anche il suo successo smentisce un'idea diffusa, cioè che i nomi antichi suonino vecchi: nelle scelte dei genitori di oggi, al contrario, sono proprio i nomi con una storia lunga a sembrare più eleganti.
Ci sono anche altri nomi della stessa famiglia che stanno risalendo, come Adele, Cecilia ed Eleonora, presenti tra i primi cinquanta nella classifica dei nati del 2023. Segno che la ricerca di un nome con radici profonde non è una moda passeggera, ma una tendenza che si allarga di anno in anno.
Ginevra, Vittoria, Beatrice, Ludovica, Matilde, Bianca e Camilla hanno in comune la stessa promessa: un suono armonioso e una storia che si può raccontare. Scegliere un nome così significa, in qualche modo, affidare a una bambina il ricordo di donne che hanno lasciato un segno, nell'arte, nella poesia, nella politica. Ed è forse questo il loro fascino più vero: sono nomi che non passano di moda, perché la moda l'hanno attraversata per secoli, restando sempre se stessi.
