Come si costruisce la forma morbida che sta sostituendo lo chignon tirato, dove va appoggiato sulla nuca e quali ciocche si lasciano libere davanti al viso.
Settembre è uno dei mesi in cui in Italia si celebrano più matrimoni, e chi riceve la partecipazione si trova quasi sempre davanti allo stesso calcolo: un'acconciatura che parta con la cerimonia del pomeriggio e arrivi in piedi fino alla sera. Lo chignon spettinato per il matrimonio è la risposta che si vede più spesso in questa stagione, e ha preso il posto della versione tirata e lucida che si portava fino a pochi anni fa. La differenza è visibile a distanza. Il raccolto tirato disegna una linea netta sul cranio e appiattisce tutto quello che c'è sopra le orecchie, mentre quello spettinato conserva volume sulla testa e lascia il contorno del viso ammorbidito. Su una fotografia il primo indurisce i lineamenti, il secondo li accompagna, ed è per questo che è diventato la scelta più frequente fra le invitate.
Il volume resta sopra, non alla base
Lo chignon si appoggia sulla nuca, nel punto in cui la testa comincia a curvare, e da lì in giù non deve tirare. Il volume si costruisce prima, sulla parte alta e sui lati: si lavora la radice con le dita, si allargano leggermente le ciocche sopra le orecchie e si lascia che la calotta resti tonda invece di essere schiacciata. Il nodo può essere una treccia arrotolata, una ciocca girata su sé stessa o un semplice raccolto fermato con le forcine, e in tutti i casi non deve risultare perfettamente simmetrico. Davanti restano libere due ciocche, una per lato, che partono dalla riga e scendono lungo lo zigomo. La differenza fra spettinato e trasandato è sottile ma c'è, e sta nel perimetro: le ciocche libere sono poche, scelte e della stessa lunghezza, mentre tutto il resto della testa è pulito e senza capelli che sfuggono a caso.
Su capelli lisci e scivolosi serve una preparazione
Funziona su capelli di lunghezza media e su quelli lunghi, e dà il risultato migliore su chi ha una tessitura naturalmente mossa o leggermente ondulata, perché il volume si forma da solo. Sui capelli molto lisci e scivolosi la forma tende ad appiattirsi e le ciocche libere si allineano invece di restare separate, quindi serve una preparazione della radice prima di raccogliere. In generale rende meglio su capelli non lavati lo stesso giorno, che hanno più corpo e si lasciano modellare. Non è la scelta giusta per chi ha capelli molto corti sulla nuca, dove il raccolto non si chiude, né per chi vuole un risultato che resti identico per otto ore senza toccarlo, perché questa forma si assesta e cambia leggermente nel corso della giornata. Come impegno, chiede una quindicina di minuti la prima volta che si prova e molto meno dopo.
Al parrucchiere si chiede un raccolto morbido appoggiato sulla nuca, con volume mantenuto sulla parte alta e due ciocche libere sul viso, specificando che non deve essere tirato. Per farlo da sole servono un pettine a coda per dividere le sezioni, una decina di forcine dello stesso colore dei capelli, un elastico sottile e un fissante leggero da usare solo alla fine. Conviene provarlo una volta nei giorni precedenti, per capire quante forcine servono sulla propria quantità di capelli. Se la giornata è lunga e il vestito impegnativo, farlo fare resta la scelta più comoda.
