Perché a settembre conviene tornare a una linea netta sulle spalle, come cambia l'effetto qualche centimetro sopra o sotto, su quali capelli funziona e che cosa chiedere per non uscire scalata.
Dopo tre mesi di sole, salsedine e cloro, la parte del capello che ha pagato di più è la stessa per tutte: le punte. Sono la porzione più vecchia, quella che è rimasta esposta per tutta l'estate, e a settembre si presentano più chiare del resto, più secche al tatto e visibilmente più sottili. Il colore stesso sembra sfumare verso il basso, e non per una schiaritura voluta. Il taglio pari sulle spalle è la scelta di settembre perché fa una cosa semplice e definitiva: toglie esattamente la porzione rovinata e restituisce peso a quello che resta. Il risultato è una lunghezza che si muove di nuovo tutta insieme invece di dividersi in ciocche che vanno per conto loro, e una punta che appoggia sulla spalla con una linea piena.
Una linea netta che appoggia sulla spalla
La forma è quella di un taglio senza scalature, con tutte le lunghezze che arrivano allo stesso punto e formano una linea orizzontale continua. È la sua caratteristica e va difesa: qualunque sfilatura toglie il peso sulla punta, che è esattamente quello che si sta cercando. Le varianti sono tre e cambiano parecchio l'effetto. Appena sopra la spalla la linea non appoggia e i capelli tendono a sollevarsi leggermente verso l'esterno, con un effetto più mosso e giovanile. Esattamente sulla spalla la punta si appoggia e la linea resta ferma, ed è la versione più composta. Qualche centimetro sotto la spalla la lunghezza scende sul davanti e allunga il viso, ma il punto di appoggio scompare e serve più cura in asciugatura. Chi ha i capelli con una tendenza a piegarsi verso l'esterno farà bene a stare sotto la spalla, perché al punto di appoggio quella tendenza si accentua.
Sui lisci subito, sui ricci con un margine
Su capelli lisci e leggermente mossi il risultato si vede appena si esce dal salone e non chiede niente. Sui ricci la linea funziona lo stesso, ma va tenuto conto che asciugando i capelli si accorciano parecchio rispetto a come sono da bagnati, quindi la lunghezza va decisa sul riccio asciutto e non sul capello disteso. Su capelli fini è un taglio che conviene, perché concentra tutta la massa nello stesso punto e dà l'impressione di una quantità maggiore. Su capelli molto folti invece può allargare la testa nella parte bassa e creare un effetto triangolare: in quel caso serve un lavoro di alleggerimento interno, che si fa senza toccare la linea esterna. L'impegno quotidiano è contenuto: una asciugatura con la spazzola verso il basso basta a tenere la linea, e non serve piastra.
Al parrucchiere conviene indicare quanto togliere e come. In genere bastano tre o quattro centimetri per eliminare la parte rovinata, che diventano cinque o sei se le punte sono molto aperte. La formula da usare è pari, senza scalature e senza sfilature, con la linea appoggiata sulla spalla, ed è utile ripeterla anche quando sembra ovvia, perché sfilare la punta è un gesto quasi automatico. Il taglio va ripreso ogni due o tre mesi, prima che la linea cominci a sfaldarsi.