Nessuno dice che la cuticola del capello non ha muscoli, non ha cerniere e non ha niente che si apra e si chiuda a comando. Le squame che rivestono il capello sono cellule morte, piatte, incollate una sull'altra come tegole. Non si aprono con il caldo e non si richiudono con il freddo, perché non c'è niente che le muova. Eppure il consiglio del risciacquo freddo per chiudere le squame è in tutti i siti e in tutte le bocche. Quello che l'acqua fa al capello è un'altra cosa, più semplice: la calda lo gonfia, la fredda lo lascia com'è. Questo articolo spiega che cosa succede davvero alla fibra sotto l'acqua, che cosa è provato e che cosa è solo ripetuto.

L'ultimo getto gelato, per fede

Lo fai anche tu, forse. Alla fine della doccia giri la manopola sul freddo, trattieni il fiato e lasci scorrere per dieci secondi sui capelli, perché così si chiudono le squame e i capelli restano lucidi. Poi ti asciughi e i capelli sono lucidi, o non lo sono, e non sai se è merito del freddo o della giornata.

D'inverno il gesto costa, e chi ha i capelli lunghi e folti se lo salta più volentieri, con il senso di colpa di aver rovinato la piega. È uno dei consigli più ripetuti sui capelli, e non risulta un dato su quante persone lo seguano. Vale la pena capire che cosa succede in quei dieci secondi, perché non è quello che credi, ma non è neanche niente.

La fibra beve, le squame restano ferme

Un capello è fatto di cheratina, una proteina fibrosa, e in condizioni normali contiene già acqua: Robbins, nel manuale di riferimento sulla chimica del capello, indica poco più di un decimo del suo peso a umidità di stanza. Sotto la doccia la cheratina ne assorbe molta di più. Il capello è igroscopico, cioè attira l'acqua e la trattiene, e la trattiene dentro, nella corteccia, la parte interna che dà al capello forza e spessore.

Quando la corteccia si riempie d'acqua si gonfia. Lo stesso Robbins misura un aumento di diametro vicino a un sesto per un capello immerso in acqua. Il gonfiore spinge da dentro verso fuori, e le squame della cuticola, che sono incollate sulla corteccia, si sollevano un po' ai bordi, come le tegole di un tetto che si è alzato. Non è un'apertura decisa dalla cuticola: è la conseguenza del fatto che sotto c'è più roba.

L'acqua calda gonfia di più e più in fretta, perché le molecole si muovono più veloci ed entrano meglio fra le catene della cheratina. L'acqua fredda entra più piano e gonfia meno. La differenza non è enorme, ma esiste, e va nella direzione che si racconta: con la calda il capello è più gonfio, con la fredda meno.

Quello che invece non esiste è la chiusura. Quando smetti di bagnare il capello e lo asciughi, l'acqua esce dalla corteccia, la corteccia si sgonfia e le squame tornano ad appoggiarsi. Lo fanno da sole, con l'asciugatura, a qualunque temperatura. Il getto freddo non le chiude: al massimo evita di gonfiarle ancora per altri dieci secondi. Una squama rotta, poi, non si chiude mai: la cuticola non si ripara, si consuma, e la lucentezza dipende da quante squame intere ti restano.

Meno caldo per tutta la doccia, non freddo alla fine

Il gesto che cambia di più è la temperatura di tutta la doccia, non degli ultimi secondi. Se lavi i capelli con acqua molto calda per dieci minuti, li tieni gonfi al massimo per dieci minuti, con le squame sollevate e più esposte allo sfregamento delle mani e dello shampoo. È lì che si perde cuticola. Acqua tiepida, che sulla pelle sembra appena calda, fa lo stesso lavoro con la fibra meno gonfia.

Il secondo gesto è nell'asciugatura: la cuticola si riappoggia mentre l'acqua esce, e se in quel momento sfreghi con l'asciugamano le squame sollevate si spezzano. Tampona, non strofinare.

Il risciacquo freddo puoi farlo o non farlo. Non fa male, e alla cute fa un po' di bene perché restringe i vasi in superficie e lascia meno sebo in movimento. Ma se lo salti d'inverno non stai rovinando niente.

Quello che non fare: alternare caldo e freddo più volte, come si legge per la pelle. Ogni passaggio al caldo rigonfia la fibra e la fa lavorare, e la cheratina bagnata è più fragile di quella asciutta. Meno sbalzi, meno danno.

Sigillare, chiudere, lucidare

Si legge che l'acqua fredda sigilla la cuticola. Sigillare vuol dire incollare, e il freddo non incolla niente: le squame si riappoggiano da sole asciugando, e le squame rotte non si riappoggiano affatto.

Si legge che il freddo rende i capelli lucidi. La lucentezza è la luce riflessa da una superficie liscia. Un capello con la cuticola intera è lucido a qualunque temperatura; uno con la cuticola consumata resta opaco anche dopo un minuto di ghiaccio. Il freddo non aggiunge squame.

Il caldo lavora, il freddo aspetta

La cosa da portare via è che la temperatura conta durante il lavaggio, non alla fine. Tiepida per tutta la doccia, tamponare all'uscita.

La credenza delle squame che si aprono e si chiudono viene da un'immagine al microscopio, vera, di una cuticola sollevata su un capello bagnato, letta come se le squame avessero deciso di alzarsi. Non hanno deciso niente: sotto di loro il capello era più grosso. Non si può chiudere quello che non si è aperto.