Nessuno dice che il cloro non colora niente. È incolore, e sui capelli lascia al massimo una sensazione di secco. Il verde della piscina è rame: metallo disciolto nell'acqua, che si ossida, si attacca alla cheratina del capello e lì resta. Il cloro c'entra, ma in un altro modo: tiene il rame sciolto nell'acqua e apre le squame del capello quanto basta perché il metallo si infili. Per questo non tutte le piscine danno lo stesso effetto, e per questo la stessa piscina lo dà a una persona bionda e non a una bruna. Questo pezzo spiega da dove viene il rame, come si lega al capello, perché il verde si vede solo su certi colori, e che cosa lo toglie davvero.
Il riflesso che vedi dopo una settimana di vasca
Lo noti dopo qualche giorno, non dopo un bagno. Alla luce del sole i capelli hanno una sfumatura verdastra, più forte sulle punte e sulle ciocche schiarite. Se sei biondo, decolorato o grigio lo vedi bene; se sei castano non lo vedi, ma il rame c'è lo stesso. Hai provato a lavarli due volte e il verde è rimasto.
Quanto sia frequente non è un dato che esista, perché nessuno lo registra. Ma il fenomeno è descritto in letteratura scientifica da decenni: già negli anni Settanta alcuni dermatologi americani hanno pubblicato casi di capelli verdi in nuotatori e hanno trovato il rame, non il cloro, come responsabile.
Un metallo che entra e non esce più
Il rame in piscina ha due origini. La prima sono gli alghicidi a base di solfato di rame, che molti gestori aggiungono all'acqua per impedire alle alghe di crescere, soprattutto nelle vasche all'aperto e d'estate. La seconda sono le tubature, gli scambiatori di calore e i raccordi in rame dell'impianto: l'acqua clorata è leggermente corrosiva e, se il pH scende sotto 7, ne stacca ogni giorno una piccola quantità. Una piscina senza rame nell'impianto e senza alghicida al rame non fa diventare verde nessuno.
Il cloro entra in gioco qui. È un ossidante, cioè strappa elettroni a quello che tocca, e ossida il rame trasformandolo in una forma che resta disciolta nell'acqua invece di depositarsi sul fondo. Allo stesso tempo lava via il sebo dal capello e solleva un po' la cuticola, lo strato di squame che lo riveste. Un capello con le squame sollevate assorbe più acqua, e con l'acqua entra il rame.
Dentro il capello il rame trova la cheratina, la proteina di cui è fatto, e in particolare alcune zone ricche di zolfo. Il rame si lega a quelle zone e forma un composto che ha il colore del rame ossidato, lo stesso verde delle statue e dei tetti antichi. Il legame è stabile e il risciacquo non lo tocca.
Il colore lo vedi solo dove il capello è chiaro perché il verde è tenue e si sovrappone al colore che c'è sotto. Su un biondo il verde si vede; su un castano si mescola e sparisce, ma il rame è lo stesso. E il capello decolorato è più poroso, ha già le squame sollevate, quindi ne assorbe di più. Quanto rame serve? Il limite di legge per l'acqua potabile negli Stati Uniti, fissato dall'agenzia per la protezione dell'ambiente, è 1,3 milligrammi per litro; le osservazioni sui nuotatori indicano che il verde compare già a concentrazioni più basse, intorno al mezzo milligrammo per litro, quando l'esposizione è ripetuta.
Bagnarli prima, sciogliere dopo
Il gesto che cambia di più è bagnare i capelli con acqua di rubinetto prima di entrare in vasca. Un capello già pieno di acqua pulita assorbe molta meno acqua di piscina: è come una spugna già bagnata. Il secondo gesto è la cuffia, che non è stagna ma riduce di molto la quantità di acqua che arriva ai capelli. Il terzo è sciacquare subito dopo, prima che l'acqua si asciughi sui capelli: il rame che non si è ancora legato viene via.
Per il verde già presente serve qualcosa che sciolga il legame fra rame e cheratina. Lo fanno gli agenti chelanti, molecole che catturano i metalli, presenti in alcuni shampoo specifici per nuotatori; e lo fa, in misura minore, un ambiente acido. Un risciacquo con succo di limone o aceto diluito in acqua, lasciato qualche minuto, toglie parte del rame.
Che cosa non fare. Non decolorare per coprire il verde: la decolorazione ossida il rame ancora presente e lo fissa più scuro. Non fare una tinta senza aver tolto il rame: il metallo reagisce con i pigmenti e il colore vira. Non usare shampoo più aggressivi pensando di lavare via il metallo: aprono le squame e la prossima volta il rame entra meglio.
Quello che non si risolve è un capello decolorato che ha assorbito rame per tutta un'estate: il legame è dentro, e con il tempo si taglia.
Due cose che si leggono e non reggono
Si legge che il verde viene dal cloro e che le piscine con meno cloro non lo danno. Il cloro non colora; senza rame nell'acqua, anche una vasca molto clorata non fa niente. E una piscina poco clorata con l'alghicida al rame lo fa comunque.
Si legge che il pomodoro, o il ketchup, toglie il verde perché il rosso copre il verde. Il poco effetto che ha viene dall'acidità, non dal colore: un risciacquo acido fa la stessa cosa senza lasciare l'odore.
La domanda da fare al gestore
La cosa da portare via è questa: entra in vasca con i capelli già bagnati di acqua pulita, ed esci sciacquandoli subito. Sono i due momenti in cui il rame entra, e in cui puoi fermarlo.
La falsa credenza da smontare è che il verde sia il segno di una piscina troppo clorata. È il segno di una piscina con rame nell'acqua, e la sostanza che lo tiene sciolto è la stessa che la rende sicura. Se vuoi sapere se la tua vasca lo dà, la domanda giusta non riguarda il cloro: chiedi se usano un alghicida al rame.