È uno dei piccoli riti della sera: ci si siede sul bordo del letto, si sfilano i calzini e sulla pelle compare un solco rosato, a volte disegnato con la trama dell'elastico. Per qualche minuto la caviglia sembra stretta in un anello invisibile, poi il segno lentamente si attenua. Per la maggior parte delle persone è un dettaglio senza importanza; per altre diventa motivo di inquietudine, soprattutto quando il solco è profondo o le caviglie appaiono gonfie a fine giornata.

Capire che cosa significa quel segno aiuta a distinguere ciò che è normale da ciò che merita attenzione.

Perché il calzino lascia il segno

Durante il giorno, stando in piedi o seduti, la forza di gravità spinge i liquidi del corpo verso il basso. Il sangue che deve risalire dalle gambe verso il cuore lo fa grazie alle valvole delle vene e soprattutto alla contrazione dei muscoli del polpaccio, che funzionano come una pompa a ogni passo. Quando si cammina poco, una piccola quantità di liquido esce dai capillari e si raccoglie nei tessuti intorno alle caviglie.

Di notte, quando si è sdraiati, le gambe si trovano alla stessa altezza del cuore e quel liquido torna lentamente in circolo. È per questo che al mattino le caviglie appaiono di nuovo sottili e il gonfiore ricompare con il passare delle ore.

A quel punto l'elastico del calzino, che preme sempre nello stesso punto, sposta quel liquido e comprime la pelle. Il risultato è il solco che si vede la sera. Se il segno è leggero, compare su entrambe le gambe e scompare in poco tempo, si tratta quasi sempre di un fenomeno normale, legato all'elastico stretto, al caldo, alle molte ore in piedi o, al contrario, alle lunghe ore alla scrivania.

Le cause più comuni del gonfiore alle caviglie

Il gonfiore alle caviglie ha un nome preciso, edema, e le sue cause più frequenti sono innocue. Il caldo dilata i vasi e favorisce il ristagno; i viaggi lunghi in auto, in treno o in aereo costringono le gambe all'immobilità; un'alimentazione molto salata spinge l'organismo a trattenere acqua. In gravidanza il gonfiore delle caviglie è comune, così come in chi è in sovrappeso. Anche alcuni farmaci possono favorirlo: tra i più noti ci sono certi medicinali per la pressione, gli antinfiammatori, il cortisone e le terapie a base di ormoni.

Un capitolo a parte riguarda l'insufficienza venosa, la difficoltà delle vene delle gambe a riportare il sangue verso l'alto. Si accompagna spesso a una sensazione di pesantezza, a capillari visibili o a vene varicose, e tende a peggiorare con il caldo e con la stazione eretta prolungata.

Esistono poi lavori che favoriscono il problema più di altri: chi trascorre il turno in piedi dietro un bancone, chi sta seduto ore davanti a uno schermo con le gambe accavallate, chi guida a lungo. In tutti questi casi il polpaccio lavora poco e la pompa naturale che spinge il sangue verso l'alto resta quasi ferma. Non sorprende, allora, che il gonfiore si concentri nella seconda parte della giornata e che migliori nei fine settimana o in vacanza, quando ci si muove di più.

La prova del pollice: come riconoscere un gonfiore da controllare

Esiste un semplice controllo che i medici usano da sempre. Si preme con il pollice, per alcuni secondi, la pelle sopra l'osso della caviglia o sulla parte anteriore della gamba. Se, togliendo il dito, rimane una fossetta che impiega tempo a riempirsi, si parla di edema improntabile: significa che nei tessuti c'è una quantità di liquido superiore al normale. Il segno dei calzini, in fondo, è la stessa prova fatta per tutta la giornata dall'elastico.

Questo controllo non basta a fare una diagnosi, ma è un indizio utile da riferire al medico, insieme ad altre osservazioni: se il gonfiore scompare durante la notte, se interessa una gamba sola o entrambe, se compare all'improvviso o cresce poco a poco. Sono informazioni preziose, perché un edema che non si riassorbe con il riposo può dipendere anche dal cuore, dai reni, dal fegato, dalla tiroide o dalla circolazione linfatica.

Non è sempre il cuore, ma ci sono segnali da non ignorare

Una credenza diffusa vuole che le caviglie gonfie siano sempre il segno di un cuore malato. Non è così: nella grande maggioranza dei casi il gonfiore serale dipende dalle abitudini e dalla circolazione delle vene. Tuttavia esistono situazioni in cui è necessario rivolgersi rapidamente al medico o al pronto soccorso.

Il primo segnale d'allarme è il gonfiore di una sola gamba, comparso all'improvviso, con dolore al polpaccio, calore e arrossamento: può indicare una trombosi venosa profonda. Il secondo è il gonfiore accompagnato da affanno, fatica a respirare da sdraiati, tosse o aumento rapido di peso. Vanno segnalati al medico anche il gonfiore che persiste al mattino, che sale verso le ginocchia, o la comparsa di macchie scure e ferite che guariscono a fatica sulle caviglie.

Per il solco quotidiano, invece, bastano piccole attenzioni. Scegliere calzini con elastici morbidi e non troppo alti, camminare durante la giornata e muovere spesso le caviglie quando si sta seduti a lungo, sollevare le gambe la sera per qualche minuto, bere a sufficienza e limitare il sale. Le calze elastiche a compressione graduata sono un aiuto efficace per chi ha problemi venosi, ma vanno scelte con il medico o il farmacista. Anche la scelta delle scarpe ha un ruolo: calzature troppo strette o tacchi molto alti per molte ore limitano il movimento naturale della caviglia e quindi l'azione del polpaccio. Alla sera può dare sollievo un getto d'acqua fresca sulle gambe, dal basso verso l'alto, seguito da qualche minuto con i piedi sollevati su un cuscino. Quel piccolo segno sulla pelle, in fondo, è un messaggio del corpo: il più delle volte chiede soltanto un po' più di movimento.