Si appende dopo la doccia, si riprende la sera, poi il giorno dopo e quello dopo ancora: l'asciugamano è uno degli oggetti di casa che si usano di più e si lavano meno di quanto si dovrebbe. Sembra pulito perché lo si passa su una pelle appena lavata, ma la realtà è un po' diversa, e capire perché aiuta a trovare il ritmo giusto senza cadere nell'eccesso opposto di lavarlo dopo ogni uso.

Perché un asciugamano pulito smette presto di esserlo

Ogni volta che ci si asciuga, sul tessuto restano acqua, cellule morte della pelle, residui di sebo, di sapone e di crema. A questo si aggiungono i microrganismi che vivono normalmente sulla cute, nella grande maggioranza innocui. Il problema nasce dalla combinazione: un tessuto spesso come la spugna trattiene a lungo l'umidità, il bagno è spesso un ambiente caldo e poco ventilato, e i residui organici offrono nutrimento. Sono le condizioni ideali perché batteri e muffe si moltiplichino giorno dopo giorno.

Il primo segnale è quasi sempre l'odore: quel sentore di umido e di chiuso che compare quando l'asciugamano non si asciuga mai del tutto fra un uso e l'altro. Poi arriva la sensazione al tatto, meno morbida e un po' ruvida. Quando ci si accorge di questi segnali, in genere l'asciugamano avrebbe dovuto finire in lavatrice già da qualche giorno.

Per la maggior parte delle persone sane questo non rappresenta un pericolo serio, ma può favorire piccoli fastidi: irritazioni, brufoli sul viso o sul corpo, un peggioramento di pelli già sensibili. E se in casa qualcuno ha un'infezione della pelle, come una micosi o un'infezione batterica, l'asciugamano condiviso diventa un veicolo di trasmissione molto efficace.

La regola dei tre o quattro utilizzi

L'indicazione più diffusa nelle raccomandazioni di igiene domestica è semplice: lavare l'asciugamano da bagno circa ogni tre o quattro utilizzi, a patto che fra un uso e l'altro abbia la possibilità di asciugarsi completamente. Per chi fa la doccia ogni giorno significa, in pratica, un cambio un paio di volte alla settimana. È una regola di buon senso, non un numero magico: va adattata alle abitudini e all'ambiente.

Ci sono infatti situazioni in cui conviene accorciare i tempi. Chi si allena e si fa la doccia dopo l'attività fisica tende a usare l'asciugamano più spesso e con più sudore, e in quel caso un cambio ogni due giorni è una scelta ragionevole. In un bagno senza finestra, dove il tessuto resta umido per ore, il ricambio dovrebbe essere più frequente. Lo stesso vale nei mesi caldi e umidi, quando l'asciugatura è più lenta, e per chi ha una pelle soggetta ad acne o a dermatiti.

Discorso a parte per gli altri asciugamani di casa. Quello per il viso, più piccolo e a contatto con una pelle delicata, andrebbe cambiato più spesso, anche ogni due o tre giorni, soprattutto se lo si usa per togliere il trucco o la crema. Gli asciugamani per le mani in bagno e in cucina, toccati da tutta la famiglia molte volte al giorno, meritano un cambio frequente, idealmente ogni giorno o quasi. Il telo della palestra e quello del mare si lavano dopo ogni uso, perché restano a lungo umidi dentro una borsa chiusa.

Asciugare bene e lavare nel modo giusto

Prima ancora della frequenza dei lavaggi, conta quello che succede fra un uso e l'altro. L'asciugamano appallottolato sul bordo della vasca o lasciato sul pavimento resta umido per molte ore, ed è lì che i microrganismi proliferano. Molto meglio stenderlo completamente aperto su un portasciugamani o su una barra, in modo che l'aria circoli su tutta la superficie. Il gancio, comodo ma poco efficace, lo tiene piegato su se stesso e rallenta l'asciugatura. Aprire la finestra o accendere l'aspiratore dopo la doccia aiuta a ridurre l'umidità dell'intero ambiente.

Un'altra regola semplice è avere un asciugamano personale per ciascun componente della famiglia, magari di colori diversi per non confondersi. Condividerlo moltiplica i residui e, in caso di infezioni della pelle, facilita il passaggio da una persona all'altra.

Al momento del lavaggio, la temperatura fa la differenza. Per gli asciugamani di cotone, che la sopportano bene e anzi ne guadagnano in pulizia, il programma a 60 °C è quello normalmente consigliato per un'igiene accurata: a questa temperatura, con un detersivo adatto, si riduce in modo efficace la carica di batteri e funghi. I lavaggi a 30 o 40 gradi vanno bene per i capi delicati, ma per la spugna usata ogni giorno sono meno incisivi. Se in casa c'è una persona con un'infezione cutanea, i suoi asciugamani andrebbero lavati a parte e ad alta temperatura. Prima di tutto, comunque, è sempre bene controllare l'etichetta, soprattutto per i tessuti colorati o misti.

Qualche accorgimento in più aiuta a mantenere la spugna morbida e assorbente. Non bisogna riempire troppo il cestello, perché gli asciugamani hanno bisogno di spazio per sciacquarsi bene. Conviene dosare il detersivo senza esagerare: un eccesso lascia residui che irrigidiscono le fibre e trattengono gli odori. L'ammorbidente va usato con parsimonia o evitato, perché tende a depositare sulle fibre una pellicola che riduce la capacità di assorbire l'acqua. Una volta finito il lavaggio, gli asciugamani vanno tolti subito dalla lavatrice: lasciati umidi nel cestello per ore riprendono rapidamente cattivo odore.

Anche l'asciugatura dopo il bucato ha il suo peso. Stesi all'aria, meglio se in un luogo ventilato e luminoso, devono essere completamente asciutti prima di essere piegati e riposti nell'armadio. Riporre un asciugamano ancora leggermente umido significa ritrovarlo con un odore sgradevole al primo utilizzo. Chi usa l'asciugatrice ottiene di solito una spugna più soffice; chi stende all'aperto può scuoterli bene prima e dopo per sollevare le fibre.

Infine, gli asciugamani non sono eterni. Quando la spugna diventa sottile, perde assorbenza o conserva un odore di stantio anche subito dopo il lavaggio, è il momento di sostituirli e magari di dare loro una seconda vita come stracci per le pulizie. Con un ricambio regolare, una buona asciugatura fra un uso e l'altro e il lavaggio alla temperatura giusta, l'asciugamano torna a essere quello che dovrebbe: un piccolo piacere quotidiano, pulito davvero e non solo in apparenza.