La mattina ha un vantaggio che le altre ore della giornata spesso non hanno: è ancora libera. Prima che arrivino impegni, telefonate e imprevisti, ritagliarsi un quarto d'ora per muoversi è più semplice, e chi lo fa con regolarità racconta spesso di sentirsi più sveglio e meno rigido per il resto del giorno. Non serve uscire di casa né indossare un abbigliamento particolare: basta un tappetino steso accanto al letto.
La routine proposta qui riunisce quattro esercizi che lavorano insieme su addome e glutei, due gruppi muscolari strettamente collegati. Gli addominali profondi e i glutei formano infatti una sorta di sistema di sostegno per il bacino e la parte bassa della schiena: quando uno dei due è debole, l'altro si affatica di più e la postura ne risente. Allenarli nella stessa sequenza è quindi più efficace che lavorarli separatamente.
Una precisazione utile: la tonicità dipende dalla forza e dalla qualità del muscolo, non da un singolo esercizio "miracoloso". Questa sequenza va vista come un'abitudine quotidiana, che dà risultati con la costanza delle settimane.
Il risveglio del corpo: due minuti di preparazione
Appena alzati, muscoli e articolazioni sono ancora un po' rigidi. Prima degli esercizi veri e propri conviene stendersi sulla schiena, portare le ginocchia al petto abbracciandole e dondolare dolcemente da un lato all'altro. Poi, con i piedi a terra, si fanno alcuni respiri profondi, lasciando che la pancia si sollevi in inspirazione e si abbassi in espirazione. Questa breve fase prepara la schiena e mette in contatto con i muscoli che si andranno a usare.
1. Ponte per i glutei
Il primo esercizio è anche quello che "sveglia" meglio la parte posteriore del corpo. Sdraiate sulla schiena con le ginocchia piegate e i piedi alla larghezza del bacino, si espira e si solleva il bacino stringendo i glutei, fino a creare una linea dalle spalle alle ginocchia. Si resta in alto per un paio di secondi e si scende con lentezza.

Oltre a rinforzare i glutei, il ponte allunga la parte anteriore delle anche, che tende ad accorciarsi durante la notte e nelle ore passate sedute. Si eseguono dodici ripetizioni. Testa e spalle restano rilassate sul tappetino: tutta la spinta parte dai piedi.
2. Bird dog
Ci si porta a quattro zampe, con le mani sotto le spalle e le ginocchia sotto le anche. Si allunga un braccio in avanti e la gamba opposta all'indietro, mantenendo la schiena piatta come un tavolo, poi si torna al centro e si cambia lato.

È un esercizio che coinvolge contemporaneamente addome, glutei e muscoli della schiena, e che migliora la coordinazione. Il segreto è la lentezza: si allunga in tre secondi, si mantiene per due, si rientra in tre. Otto ripetizioni per lato sono sufficienti al mattino. Se l'equilibrio è incerto, si può iniziare sollevando solo la gamba.
3. Scivolamento del tallone
Si torna supine, ginocchia piegate. Si attiva l'addome con una leggera espirazione, come per avvicinare l'ombelico alla colonna, e si fa scivolare un tallone sul tappetino fino a distendere la gamba. Poi lo si riporta indietro e si cambia lato.

Il movimento è piccolo, ma richiede attenzione: il bacino deve restare fermo e la schiena non deve inarcarsi mentre la gamba si allontana. È un esercizio molto adatto al mattino perché non affatica, ma risveglia il controllo dei muscoli profondi della pancia. Dieci ripetizioni per lato completano il lavoro.
4. Plank sulle ginocchia
L'ultimo esercizio unisce tutto. Ci si appoggia su avambracci e ginocchia, con i gomiti sotto le spalle, e si allinea il corpo dalla testa alle ginocchia. Si stringono leggermente i glutei e si mantiene l'addome attivo, respirando con regolarità.
Si comincia con tre tenute da quindici secondi, con una breve pausa tra l'una e l'altra. Il plank, anche in questa versione facilitata, è uno degli esercizi più completi per la parete addominale, e la contrazione dei glutei aiuta a proteggere la zona lombare. Se la schiena comincia a cedere verso il basso, è il momento di fermarsi.
Perché la mattina funziona
Il vantaggio principale dell'allenamento mattutino è la regolarità. Un'attività inserita prima che la giornata prenda il sopravvento ha meno probabilità di essere rimandata, e la ripetizione quotidiana è ciò che rende i muscoli più tonici nel tempo. Molte persone trovano utile lasciare il tappetino già steso la sera, così da trovarlo pronto al risveglio.
La sequenza dura dieci-quindici minuti e, data la sua intensità moderata, può essere ripetuta anche tutti i giorni, alternando eventualmente giornate più leggere con meno ripetizioni. Chi preferisce può svolgerla a giorni alterni, inserendo negli altri giorni una camminata.
Chi teme di non avere abbastanza energia appena sveglio può iniziare con una versione ridotta: una sola serie di ogni esercizio, con metà delle ripetizioni indicate, per la prima settimana. Il corpo si abitua rapidamente, e dopo pochi giorni la sequenza completa risulta naturale. È preferibile evitare di allenarsi a stomaco pieno: se si fa colazione prima, meglio lasciar passare almeno mezz'ora.
Un dettaglio utile riguarda il respiro. Al mattino tende a essere corto e superficiale, e la sequenza è un'occasione per renderlo più profondo. In ogni esercizio si espira nella fase di sforzo, quando il bacino sale, quando braccio e gamba si allungano, quando il tallone scivola lontano, e si inspira nel ritorno. Questo ritmo aiuta a coordinare i movimenti e porta più ossigeno ai muscoli.
Infine, è normale che alcune mattine il corpo sia più rigido di altre, per esempio dopo una notte agitata o con il tempo umido. In quei giorni conviene allungare il riscaldamento e ridurre l'ampiezza dei movimenti, senza rinunciare del tutto: anche una versione leggera mantiene viva l'abitudine.
Prima di allenarsi conviene bere un bicchiere d'acqua. Chi soffre di pressione bassa al risveglio dovrebbe alzarsi con calma e iniziare gli esercizi dopo qualche minuto, evitando cambi di posizione bruschi. Per chi ha disturbi alla schiena, problemi alle spalle o ai polsi, condizioni cardiache o ha avuto interventi recenti, è sempre opportuno chiedere al medico o al fisioterapista quali esercizi siano adatti. Il dolore acuto non va mai ignorato: la sensazione giusta, alla fine della routine, è quella di un corpo più caldo e più sciolto, non affaticato.
