La frangia che piace di più in questo periodo non ha niente della linea perfetta e rigida di una volta. È morbida, un po' spettinata, si apre al centro o cade di lato, e soprattutto sembra fatta da sola. Il segreto di questa frangia effortless, cioè senza sforzo apparente, sta proprio qui: si porta al naturale, senza piastra, e con pochi gesti si sistema ogni mattina anche quando si ha fretta. Perché funzioni, però, servono un taglio pensato bene e un minimo di tecnica.
Il taglio giusto viene prima di tutto
Una frangia che si sistema da sola nasce dalle forbici. Il taglio dritto e compatto, eseguito in un'unica linea netta, richiede quasi sempre una piega accurata per restare in ordine. La versione effortless, invece, è scalata e sfilata: le punte vengono lavorate in modo irregolare, così che le ciocche si separino e si muovano in modo leggero. Spesso è leggermente più lunga ai lati e più corta al centro, per raccordarsi con il resto della chioma e incorniciare il viso.
Le varianti sono diverse. La frangia a tendina, divisa al centro e aperta verso le tempie, è la più versatile e la più facile da gestire durante la ricrescita, perché con il tempo si trasforma in due ciocche laterali. La frangia sfilata e piena, che sfiora le sopracciglia, ha un effetto più deciso ma resta morbida grazie alle punte alleggerite. Quella laterale, lunga e obliqua, è la scelta più discreta per chi vuole provare senza stravolgere il proprio look, e si può fermare con una forcina nei giorni in cui si preferisce tenerla lontana dal viso.
Nella scelta conta anche la forma del viso. Una frangia aperta e lunga slancia i visi tondi e quadrati, mentre una frangia più piena può addolcire un viso lungo o una fronte alta. Va considerata anche la natura del capello: quelli fini si prestano a frange leggere e poco folte, che non si appiattiscono subito; quelli spessi richiedono una sfilatura più marcata per non risultare pesanti. Chi ha i capelli mossi o ricci può portare benissimo la frangia, a patto che venga tagliata asciutta, seguendo l'andamento naturale delle onde, e lasciata un po' più lunga, perché asciugandosi si accorcia. Un dettaglio spesso trascurato è il vortice, il ciuffo che cresce in una direzione propria all'attaccatura: un buon taglio ne tiene conto e lo asseconda invece di combatterlo.
Asciugatura: i cinque minuti che contano
La regola d'oro è una sola: la frangia va asciugata subito, appena uscite dalla doccia, prima del resto dei capelli. Se la si lascia asciugare da sola mentre si fa altro, prende la forma che vuole, spesso con una piega strana o un ciuffo ribelle. I capelli della frangia sono corti e si asciugano in pochi minuti, ed è proprio in quei minuti che si decide la forma della giornata.
La tecnica più semplice non richiede spazzole. Con il phon a temperatura media e il getto rivolto dall'alto verso il basso, si spinge la frangia con le dita prima tutta verso destra, poi tutta verso sinistra, alternando più volte. Questo movimento incrociato annulla la direzione del vortice e rende la frangia piatta all'attaccatura e morbida sulle punte. Quando è quasi asciutta, la si riporta in posizione e la si modella con le dita, aprendola al centro se è a tendina o portandola di lato. Un ultimo colpo d'aria fredda aiuta a fissare la forma e a chiudere la cuticola, rendendo il capello più lucido. Meglio evitare il getto troppo caldo e ravvicinato, che secca le punte.
Chi vuole un po' più di movimento può usare una spazzola tonda di diametro medio, ruotandola appena sotto le punte per dare una leggera curva verso l'esterno, nel caso della frangia a tendina, o verso l'interno per quella piena. L'importante è non insistere troppo: l'effetto deve restare morbido, non da messa in piega. In alternativa, mentre si fa colazione, si può avvolgere la frangia ancora tiepida su un grosso bigodino a strappo, lasciarla raffreddare qualche minuto e poi sciogliere le ciocche con le dita.
Come mantenerla fresca fino a sera
La frangia è la parte della chioma che si sporca prima. È a contatto con la fronte, dove la pelle produce sebo, e con le mani, che la toccano di continuo. Per questo spesso appare pesante e unta anche quando il resto dei capelli è ancora pulito. La soluzione più pratica è lavarla da sola: basta raccogliere il resto dei capelli, bagnare la frangia sul lavandino con un po' di shampoo delicato, risciacquarla e asciugarla con la tecnica appena descritta. In pochi minuti sembra appena uscita dal parrucchiere.
Fra un lavaggio e l'altro, lo shampoo secco è un alleato prezioso, purché usato con misura. Va spruzzato a qualche centimetro di distanza, alla radice e non sulle punte, lasciato agire un momento e poi distribuito con le dita. Esagerare lascia la frangia opaca e rigida, e il risultato perde quella leggerezza che la rende effortless. Anche i prodotti di styling vanno dosati con cautela: una crema o un siero troppo ricchi la appesantiscono. Se serve un minimo di tenuta, meglio una quantità minuscola di prodotto leggero, scaldato fra le dita e passato solo sulle punte.
Qualche abitudine quotidiana fa la differenza. Evitare di toccarla in continuazione, anche se viene spontaneo, la mantiene pulita più a lungo. Chi ha la pelle grassa può tamponare la fronte con una velina durante la giornata, così che il sebo non si trasferisca ai capelli. In palestra o durante l'attività fisica, una fascia morbida o un paio di mollette la tengono lontana dal sudore.
Infine, la manutenzione dal parrucchiere. Una frangia corta e piena cresce in fretta e perde la sua forma dopo qualche settimana, quindi richiede ritocchi regolari, spesso anche solo una spuntatura veloce. La frangia a tendina è più indulgente e si può lasciare crescere più a lungo, perché anche allungandosi resta portabile. Meglio non improvvisare con le forbici di casa: un taglio dritto fatto in fretta è esattamente il contrario dell'effetto naturale che si cerca. Con il taglio giusto, cinque minuti di phon e un po' di attenzione, la frangia smette di essere un impegno e diventa il dettaglio più semplice di tutto il look.
