Ci si accorge del problema quasi sempre allo stesso modo: la chioma sembra normale, le punte non appaiono particolarmente rovinate, eppure sulla spazzola o sul lavandino compaiono capelli corti, di lunghezza tutta simile tra loro, che non hanno un'estremità appuntita ma un taglio netto. Sono capelli spezzati a metà, e la loro presenza racconta qualcosa di diverso rispetto al danno diffuso. Chi ha capelli che si spezzano sulle lunghezze si sente dire quasi sempre di tagliare le punte, ma la punta, in questo caso, non è il punto in cui si rompe niente. Come capire allora dove sta il problema? Osservando dove cade il punto di rottura e che cosa, ogni giorno, tocca i capelli proprio lì.
Capelli spezzati a metà, sos attrito e punti di piega
Il primo elemento da considerare è la logica del danno accumulato. Il fusto del capello è più vecchio man mano che ci si allontana dalla radice: la punta di un capello lungo ha attraversato anni di lavaggi, asciugature, sole, spazzolate. Se la rottura dipendesse soltanto dall'accumulo di stress, si concentrerebbe dove il materiale è più vecchio, cioè all'estremità. Quando invece i capelli si spezzano sulle lunghezze, a un'altezza costante, il messaggio è diverso: c'è un punto che riceve una sollecitazione ripetuta sempre nella stessa posizione.
Il secondo elemento è la mappa dei punti di contatto. Su una lunghezza media, il bordo delle spalle è il primo sospettato: i capelli ci si appoggiano, si piegano e strisciano a ogni movimento della testa, e i tessuti rigidi o strutturati amplificano l'attrito. Poi ci sono gli spallacci degli zaini e le tracolle delle borse, che schiacciano una fascia precisa di capelli contro la spalla per tutto il tempo in cui vengono indossati. La cintura di sicurezza fa lo stesso lavoro, sempre dallo stesso lato: è il motivo per cui capita di avere capelli che si spezzano solo da un lato, e non è una coincidenza. Completano l'elenco i colletti rigidi, le sciarpe di lana e gli schienali su cui la testa si appoggia a lungo.
Il terzo elemento riguarda le pieghe. Un elastico posizionato ogni giorno esattamente alla stessa altezza crea una piega ripetuta nello stesso punto del fusto, e la fibra in quel punto si affatica anche senza che si stringa più del necessario. Lo stesso vale per le pinze appoggiate sempre nella stessa zona e per i ferretti, che aggiungono all'effetto piega quello del bordo metallico. Chi ha capelli legati che si spezzano trova quasi sempre la rottura all'altezza in cui l'elastico è stato tenuto per mesi.
Il quarto elemento è il contesto della fibra. Decolorazioni, schiariture, permanenti e stirature non causano da sole una rottura localizzata, ma riducono la tolleranza del capello: la stessa sollecitazione che una fibra vergine sopporta senza conseguenze diventa sufficiente a produrre una rottura su una fibra già indebolita. È per questo che lo stesso zaino, portato dalle stesse persone, dà problemi soltanto ad alcune.
Come correre ai ripari? Con quattro modifiche pratiche, tutte a costo zero.
Capelli spezzati a metà, la routine SOS da attuare subito
1. Spostare il punto del raccolto
Se i capelli vengono legati abitualmente, la prima correzione è smettere di farlo sempre alla stessa altezza. Alternare coda alta, coda bassa, treccia e raccolto significa distribuire la piega su punti diversi del fusto invece di concentrarla su uno solo. La regola pratica è semplice: se il punto in cui si trovano le rotture coincide con il punto in cui si mette l'elastico, la causa è quella e si risolve cambiando posizione. Utile anche lasciare i capelli sciolti almeno in alcuni momenti della giornata, e non tenere il raccolto durante il sonno.
2. Cambiare quello che tocca i capelli
Gli elastici con parte metallica sono la prima cosa da eliminare, perché la giunzione crea un bordo che taglia più che piegare. Vanno bene gli elastici in tessuto senza cuciture rigide, le spirali e le fasce morbide, purché non vengano stretti fino a tirare la cute. Le pinze con dentini appuntiti e i ferretti sottili andrebbero limitati ai capelli asciutti e comunque spostati di posizione. Vale anche per l'asciugamano: l'attrito della spugna, ripetuto ogni volta con lo stesso gesto, contribuisce allo stesso tipo di danno.
3. Proteggere i punti di contatto
Zaini, borse a tracolla e cinture di sicurezza sono i punti su cui l'intervento è più immediato: basta portare i capelli davanti alla spalla o raccoglierli sopra la fascia di contatto, in modo che tra il tessuto e il capello non ci sia sfregamento continuo. Chi guida molto può spostare la massa dei capelli dal lato opposto alla cintura. Sui colletti rigidi e sulle sciarpe strutturate vale la stessa logica: quello che conta non è eliminare il contatto, impossibile, ma evitare che avvenga sempre nella stessa posizione.
4. Ridurre le sollecitazioni sulla fibra già trattata
Su capelli decolorati o stirati chimicamente le tre correzioni precedenti valgono di più, non di meno. A queste va aggiunto quello che riguarda il quotidiano: districare partendo dalle punte e risalendo, mai dall'alto verso il basso; evitare la spazzola sul bagnato, quando la fibra è nella condizione più fragile; tenere il phon in movimento e a distanza. È un lavoro che non ricostruisce quello che si è già rotto, ma impedisce che la stessa altezza continui a cedere. Va detto infine che una rottura improvvisa, diffusa su tutta la testa e non concentrata in una fascia precisa, non risponde a questa spiegazione: in quel caso conviene farla vedere a un dermatologo, perché la causa va cercata altrove.
