Le unghie glitter argentate tornano ogni anno con le feste di Natale, ma quest'anno sugli scaffali c'è una differenza che non si vede a occhio nudo. Dal 1° maggio 2026 l'argento, che nelle etichette dei cosmetici compare con la sigla CI 77820, non può più essere usato negli smalti, nei gel per unghie e negli spray per corpo e capelli. Lo stabilisce il regolamento dell'Unione europea 2026/78, entrato in vigore il 2 febbraio.
Non sono spariti i glitter, e non sono spariti gli smalti argentati. È cambiato quello che c'è dentro, e la vicenda ha un seguito che pochi conoscono.
Perché il CI 77820 è vietato negli smalti
Il regolamento 2026/78 aggiorna gli elenchi delle sostanze ammesse nei cosmetici dopo la nuova classificazione di alcune sostanze come CMR, cioè cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione. L'argento è stato inserito nella categoria 2 di tossicità per la riproduzione, quella delle sostanze sospette, sulla base di dati che non bastano per una classificazione più grave. Per le regole europee sui cosmetici, una sostanza CMR non può essere usata salvo eccezioni valutate caso per caso.
Le eccezioni previste riguardano l'argento in polvere nei rossetti e negli ombretti, fino allo 0,2%, e nei dentifrici e collutori, fino allo 0,05%. Gli smalti non ci sono: per le unghie, l'argento è diventato un ingrediente vietato.
Il divieto riguarda l'argento in forma massiva e in polvere, mentre l'argento in nanoparticelle era già escluso dai cosmetici. Nelle unghie veniva usato soprattutto per gli effetti metallici, cromati e a specchio, nei gel, negli smalti semipermanenti, nelle polveri per decorazioni e nei piccoli ornamenti in rilievo. Non tutti i prodotti coinvolti, peraltro, sono argentati: la sigla poteva comparire anche in tinte di altro colore.

Cosa cambia per le unghie glitter di Natale
Dal 1° maggio i prodotti per unghie che contengono CI 77820 non possono più essere venduti né usati nei centri estetici, comprese le scorte già acquistate. Per chi compra uno smalto glitter per le feste, quindi, quelli in negozio dovrebbero essere già riformulati. La brillantezza argentata, infatti, si ottiene anche con altri materiali che il regolamento non tocca: la mica, un minerale naturale, la mica sintetica, gli ossidi metallici ammessi e i glitter in materiali sintetici conformi alle norme sui cosmetici.

Il punto è che a occhio non si distinguono. Due glitter argentati, uno a grana finissima e uno a scaglie più grandi, possono essere fatti di materiali diversi senza che l'effetto lo riveli. Il colore e il nome commerciale, tipo «argento cromato» o «platino metallico», non dicono nulla. L'unico modo per saperlo è leggere l'elenco degli ingredienti, che in etichetta si chiama INCI, e cercare le voci CI 77820, Silver o il numero CAS 7440-22-4.

Il divieto potrebbe essere rivisto
Ecco la parte che quasi nessuno racconta. Dopo l'approvazione del regolamento, il Comitato scientifico europeo per la sicurezza dei consumatori, l'organismo che valuta i cosmetici per la Commissione, ha adottato il 26 marzo 2026 un nuovo parere sull'argento. Secondo quel parere, l'argento in particelle di dimensioni micrometriche si può usare in sicurezza a certe condizioni, e per i prodotti per unghie la soglia considerata sicura è lo 0,3%.
La Camera di commercio austriaca, in una nota aggiornata a ottobre 2026, spiega che la Commissione europea intende modificare di nuovo le regole: il divieto generale verrebbe sostituito da limiti di concentrazione, anche per gli smalti, con effetto retroattivo al 1° maggio. La stessa nota precisa però che non si sa ancora quando la modifica entrerà in vigore. Fino ad allora, il divieto resta valido.
Cosa fare con gli smalti argentati già in casa
Il regolamento riguarda la vendita e l'uso professionale, non impone di buttare ciò che si ha nel beauty case. Chi vuole essere prudente può comunque controllare l'etichetta degli smalti argentati comprati prima di maggio. In caso di arrossamento, prurito o irritazione intorno all'unghia, l'uso va sospeso e conviene sentire il dermatologo. Gli avanzi di smalto, infine, non vanno versati nel lavandino ma smaltiti secondo le regole del proprio comune.
C'è poi un'attenzione che vale per qualsiasi glitter: la polvere che si alza limando le unghie o rimuovendo il gel. Nei centri estetici, l'aspirazione al tavolo e un ambiente ben aerato proteggono chi lavora ogni giorno a contatto con quei residui.
Le unghie argentate di Natale, insomma, si potranno portare anche quest'anno. Cambia il modo di sceglierle: prima di guardare quanto brilla il flacone, conviene girarlo e leggere l'etichetta.
