Nessuno dice che il capello che vedi allo specchio è materiale morto, e che niente di quello che mangi oggi può raggiungerlo. La parte viva del capello sta sotto la pelle, nel follicolo, ed è lunga pochi millimetri. Tutto quello che sporge è cheratina compattata, senza vasi e senza cellule vive, come un'unghia. La dieta agisce solo lì sotto, sul pezzo di capello che ancora non è uscito. Questo articolo spiega come arriva quello che mangi al capello, quanto ci mette a diventare visibile, e perché tre mesi è il tempo minimo per accorgersi di qualunque cambiamento.
Le settimane in cui non succede niente
Te ne accorgi quando decidi di mangiare meglio, o di prendere un integratore, e dopo un mese guardi i capelli e sono uguali. Stessa lucentezza, stesse punte, stesso spessore. Allora pensi che non funzioni, o che i capelli non c'entrino con la dieta, e lasci perdere. Oppure, al contrario, dopo un periodo di alimentazione sbagliata i capelli stanno benissimo, e ti sembra la prova che il cibo non conta.
In tutti e due i casi stai guardando capelli che sono usciti dalla pelle mesi prima, quando la dieta era un'altra. Non esiste un dato su quante persone abbandonano un cambiamento alimentare per questo motivo, ma è il modo in cui il capello funziona a rendere quasi certo l'errore.
Un millimetro ogni tre giorni, dal basso
Il capello nasce nel follicolo, una piccola tasca della pelle profonda tre o quattro millimetri. In fondo alla tasca c'è la papilla, un gomitolo di vasi sanguigni che porta ossigeno, aminoacidi, cioè i mattoni delle proteine, e minerali come ferro e zinco. Attorno alla papilla le cellule si dividono in continuazione: sono fra le cellule più attive del corpo. Ogni cellula nuova spinge in alto quella precedente, si riempie di cheratina, la proteina dura del capello, e muore. Il capello che esce dalla pelle è quella colonna di cellule morte, compattata.
La velocità è nota: circa un centimetro al mese, un po' più di un millimetro ogni tre giorni, secondo l'American Academy of Dermatology, che indica quindici centimetri l'anno come media. La cosa importante è che il capello cresce dalla base, non dalla punta: il pezzo nuovo sta sempre in fondo, e il vecchio viene spinto via.
Da qui il conto. Quello che mangi oggi entra nel sangue nel giro di ore e arriva alla papilla nella stessa giornata. Le cellule che si formano nei giorni successivi usano quel materiale. Ma quel tratto di capello sta ancora sotto la pelle, e deve percorrere tre o quattro millimetri per uscire: dieci o dodici giorni. Poi deve crescere abbastanza da vedersi e da toccarsi: con un centimetro al mese, dopo tre mesi hai tre centimetri di capello fatto con la dieta nuova, alla radice. Il resto della lunghezza è ancora quello di prima. Se i capelli sono lunghi trenta centimetri, il tratto più lontano dalla radice è stato fabbricato due anni e mezzo fa.
Un capello vive da due a sei anni in crescita, poi si stacca e ne parte un altro dallo stesso follicolo. Anche questo ha un peso: una parte dei follicoli in ogni momento è a riposo, e la dieta nuova li raggiunge quando ripartono.
Guardare la radice, non le punte
Il gesto che cambia di più è dove guardi. Se vuoi sapere se un cambiamento alimentare sta facendo qualcosa, guarda i primi tre centimetri dalla radice dopo tre mesi, e confrontali con il tratto più in basso: sono due capelli diversi, fatti in due periodi diversi. Le punte non cambiano mai, perché sono la parte più vecchia e più consumata, e nessun alimento le raggiunge.
Il secondo gesto è la costanza. Il follicolo lavora ogni giorno con quello che trova quel giorno: una settimana di alimentazione povera lascia un tratto di capello più sottile o più fragile, che uscirà fra dieci giorni e resterà lì finché non lo tagli. Non serve una dieta perfetta; serve una dieta che non abbia buchi lunghi.
Quello che non serve è aspettarsi risultati in un mese, e ancora meno cambiare regime ogni mese: ogni cambio si legge sul capello con tre mesi di ritardo, e con cambi frequenti non capisci più quale tratto corrisponda a cosa. Non serve nemmeno aumentare le dosi di qualcosa per fare prima: il capello cresce alla sua velocità, e il materiale in più non lo accelera. Se una caduta è forte o improvvisa, quello è un altro discorso e non si risolve a tavola.
Le maschere che nutrono e i cibi per capelli in un mese
Si legge spesso che una maschera nutre il capello. La maschera lavora sulla superficie della fibra morta: la liscia, la riveste, la fa sembrare più sana. Non la nutre, perché non c'è niente da nutrire; il nutrimento passa solo dal sangue al follicolo.
Si legge che con certi alimenti i capelli diventano più forti in poche settimane. In poche settimane il capello nuovo è ancora sotto la pelle o appena uscito. Quello che si vede può essere l'effetto di un cambio di shampoo, o della stagione, ma non del cibo.
Si legge che i capelli assorbono le proteine dall'esterno, con impacchi. Le proteine degli impacchi si depositano sulla cuticola e si lavano via; la cheratina del capello viene fatta una volta sola, dentro il follicolo.
Tre mesi, alla radice
La cosa da portare via è un tempo: tre mesi, e un posto dove guardare, i primi tre centimetri dalla radice. Prima di quel tempo non c'è niente da valutare, e più in basso non c'è niente da aspettarsi.
La credenza grossa è che i capelli si nutrano da fuori, perché è quello che dicono le confezioni di quasi tutti i prodotti. Viene dal fatto che un capello rivestito sembra un capello sano, e la parola nutrire è più comoda della parola rivestire. Il capello mangia una volta sola, sotto la pelle, e poi si limita a portare in giro quello che ha ricevuto.