Ci sono mattine in cui la piega del giorno prima regge ancora e viene solo ripresa: qualche passaggio con lo strumento, e via. E ci sono mattine in cui si riparte dal lavaggio. Le due cose vengono considerate equivalenti, con la seconda che costa solo più tempo — ma quello che si ottiene non è la stessa piega, e la differenza si vede a fine giornata.

La forma si fissa asciugando

Il capello contiene, oltre ai legami stabili che ne costituiscono la struttura, un tipo di legame che si comporta in modo particolare: si rompe in presenza di acqua e si riforma quando l'acqua se ne va.

Questo significa che un capello bagnato è in una condizione temporanea di libertà. I legami che tenevano la forma precedente sono stati sciolti, e la fibra può assumere una configurazione diversa.

Mentre l'acqua evapora, quei legami si riformano — e si riformano nella posizione in cui il capello si trova in quel momento. È lì che la forma viene decisa: non nel momento in cui si applica il calore, ma nel passaggio dallo stato bagnato a quello asciutto.

La conseguenza pratica è netta. La direzione data al capello mentre asciuga è quella che resta, e la piega dura finché i legami restano al loro posto — cioè fino al successivo contatto con l'acqua o con un'umidità sufficiente a scioglierli di nuovo.

È anche il motivo per cui l'asciugatura non è un passaggio accessorio ma il momento in cui il lavoro viene effettivamente fatto: il tema è sviluppato in come asciugare i capelli senza rovinarli.

Sull'asciutto si modifica, non si costruisce

Da qui discende il limite del ritocco, che è la parte che sorprende chi si aspetta lo stesso risultato.

Su un capello già asciutto quei legami sono formati e la forma è stabilita. Non c'è acqua che li scioglie, quindi non c'è modo di riportare la fibra nella condizione in cui può assumere una configurazione nuova.

Quello che si può fare è intervenire sulla forma esistente: modificarla, accentuarla, correggerla nei punti in cui si è scomposta. Ma si parte sempre da quello che c'è, e non si costruisce da zero.

Il ritocco ha quindi due caratteristiche. È parziale, perché non può contraddire la forma già presa — un capello asciugato in una direzione non si porta facilmente nella direzione opposta senza bagnarlo. Ed è meno duraturo, perché la modifica agisce in superficie mentre la configurazione di fondo resta quella impostata al lavaggio precedente, e tende a riemergere nel corso della giornata.

È l'esperienza comune di chi riprende una piega e la vede cedere nel pomeriggio, mentre la stessa piega fatta dal bagnato reggeva fino a sera.

La piastra funziona in un altro modo

C'è però uno strumento che sfugge in parte a questa logica, ed è utile capire perché.

Il phon lavora sull'evaporazione: soffia aria calda che accelera l'uscita dell'acqua, e la forma si fissa nel processo. Ha bisogno che ci sia acqua da far evaporare, quindi funziona sul bagnato.

La piastra lavora diversamente. Trasferisce calore per contatto diretto, e su un capello asciutto raggiunge temperature che modificano temporaneamente anche i legami che l'acqua non tocca. Non asciuga: riorganizza la fibra sotto pressione e calore, e quando questa si raffredda mantiene la nuova posizione.

È per questo che una piastra tiene su un capello asciutto mentre un phon fa poco: agisce su un meccanismo diverso.

Il costo, però, è proporzionato. Il calore per contatto diretto è una sollecitazione considerevole per la fibra, molto superiore a quella di un getto d'aria calda che si disperde. Il danno da calore è cumulativo e non si recupera, quindi la piastra usata quotidianamente sul secco costa alla chioma più di quanto costi una piega fatta dal bagnato.

Va aggiunto che passare la piastra su un capello non perfettamente asciutto è la condizione peggiore: l'acqua residua vaporizza istantaneamente dentro la fibra e produce un danno strutturale.

Un elemento che vale la pena tenere presente riguarda l'umidità dell'aria. Poiché i legami che tengono la forma si sciolgono in presenza d'acqua, una giornata molto umida agisce come un lavaggio parziale: la piega si allenta e la fibra tende a tornare alla propria configurazione naturale. Non è la piega ad avere ceduto, sono le condizioni ambientali ad averla parzialmente annullata.

Come scegliere

Il criterio che ne deriva è abbastanza semplice.

Quando serve una forma che duri e che sia diversa da quella attuale, si riparte dal bagnato. È l'unico momento in cui si può decidere davvero come cadrà il capello, e il risultato regge per giorni.

Quando la forma esistente è ancora buona e serve solo sistemarla, il ritocco a secco ha senso: costa meno tempo, evita un lavaggio e non richiede di ricostruire nulla. Va però messo in conto che durerà meno.

Quando si ricorre alla piastra, conviene farlo sapendo che si sta scambiando tenuta con sollecitazione, e limitarlo alle occasioni in cui quella tenuta serve davvero.

Vale infine ricordare che la forma si fissa anche asciugando all'aria, senza alcuno strumento: la direzione in cui i capelli sono lasciati durante quel passaggio decide il risultato tanto quanto lo deciderebbe un phon, come si vede in come asciugare i capelli all'aria. Il quadro generale della piega è in come fare la piega a casa.