Chi negli ultimi anni è entrato in un salone chiedendo un biondo si è sentito quasi sempre proporre la stessa direzione: raffreddare. Togliere il dorato, spegnere il giallo, andare verso il cenere, il platino, le tonalità perlate.
Quella direzione si è invertita.
Dove va la stagione
I biondi mielati e caramello vivono un momento di grande popolarità e si allontanano dai biondi freddi e cenere delle stagioni passate, abbracciando tonalità burrose e dorate che illuminano il viso.
Le sfumature che dominano sono delicate e profonde: il biondo burro, i toni beige cremosi, il castano caramello, le sfumature ramate. Il tratto comune non è l'intensità ma la morbidezza: il colore deve sembrare naturale, non dichiararsi a prima vista.
Quello che conta, più della nuance precisa, sono tre cose: la profondità, il lavoro delicato sulle tonalità e una buona dose di lucentezza.
A chi dona
Il biondo burro e le tonalità champagne rendono meglio sulle carnagioni calde o neutre. Chi ha un incarnato molto freddo e lo sceglie rischia un contrasto poco armonico, ed è il caso in cui vale la pena farsi consigliare.
C'è però una categoria per cui questa tendenza è una buona notizia in assoluto: chi vuole evitare schiariture estreme. I toni caldi si ottengono lavorando su basi meno decolorate, quindi il capello subisce meno.
Il vantaggio che nessuno mette in prima pagina
Al di là del gusto, c'è una ragione molto pratica dietro questo ritorno al caldo. Le tendenze di stagione premiano tonalità naturali che riducono la necessità di frequenti visite dal parrucchiere.
Un biondo freddo ha due nemici: la ricrescita, che sulle basi naturali italiane è quasi sempre più calda del colore applicato e quindi si nota subito, e l'ingiallimento, che richiede shampoo dedicati e ritocchi costanti.
Un biondo caldo invece convive con la ricrescita, perché la base naturale e il colore appartengono alla stessa famiglia. Il confine si sfuma da solo. In un anno la differenza si misura in appuntamenti e in denaro.
Una condizione da rispettare
Vale un avvertimento che riguarda tutte le nuance della stagione: senza capelli sani nessuna tinta può funzionare nel tempo. Su una fibra rovinata dall'estate il colore si deposita male e sbiadisce in fretta, per quanto sia stato scelto bene.
Chi arriva da settimane di mare farebbe bene a rimettere in ordine le lunghezze prima di cambiare tonalità, non dopo.
