Arriva un momento in cui i primi capelli bianchi smettono di essere un'eccezione e diventano una presenza costante, prima sulle tempie, poi lungo la riga e sulla parte alta della testa. È il momento in cui molte persone, donne e uomini, decidono di ricorrere alla tinta. E proprio in questa fase, quasi sempre, si commette lo stesso errore: si sceglie il colore che si aveva da giovani, o addirittura un tono più scuro, convinti che sia il modo più sicuro per coprire tutto e tornare come prima.

Il risultato, però, raramente è quello sperato. Una tinta troppo scura sui capelli bianchi produce un effetto innaturale, indurisce i lineamenti, mette in evidenza le occhiaie e le piccole rughe, e soprattutto crea un contrasto netto con la ricrescita, che dopo appena due o tre settimane disegna una linea bianca ben visibile alla radice. Si finisce così per tingere sempre più spesso, con un colore che sembra sempre meno proprio.

Perché il colore di un tempo non funziona più

Con l'età non cambiano soltanto i capelli: cambia anche la pelle. L'incarnato tende a schiarirsi e a perdere parte del suo colorito, e i pigmenti del viso diventano meno intensi. Il castano scuro o il nero che a vent'anni incorniciava il volto in modo armonioso, a cinquanta o sessanta crea uno stacco troppo forte con una pelle più chiara e delicata. L'occhio percepisce questo contrasto come una durezza, e il viso appare più stanco e segnato di quanto sia in realtà.

C'è poi una questione tecnica. Il capello bianco non ha più pigmento e ha spesso una struttura diversa, più spessa e resistente: trattiene il colore in modo differente rispetto al capello pigmentato. Le tinte molto scure, applicate su una chioma in parte bianca, tendono a dare un risultato piatto, uniforme, quasi una calotta senza sfumature. Il capello naturale, invece, non è mai di un solo colore: ha riflessi, punti più chiari e più scuri, ed è questa varietà a renderlo vivo.

La regola dei toni più chiari

La soluzione suggerita da molti coloristi è semplice: quando i capelli bianchi aumentano, conviene schiarire gradualmente il colore, di uno o due toni rispetto alla base naturale. Un castano medio può diventare castano chiaro, un castano chiaro può spostarsi verso il biondo scuro. In questo modo il contrasto con la ricrescita si riduce sensibilmente, la linea della radice si nota meno e i ritocchi possono essere un po' più distanziati.

Anche la scelta del riflesso conta. Chi ha un incarnato caldo, dorato o olivastro, sta generalmente meglio con riflessi dorati, ramati o color miele, che danno luce al viso. Chi ha una pelle chiara con sottotono rosato o freddo trova di solito più armoniosi i riflessi beige, cenere o perlati, che evitano di accentuare i rossori. Un buon parrucchiere valuta tutto questo guardando il viso alla luce naturale, non solo il campionario.

Copertura totale o sfumatura

Non sempre l'obiettivo deve essere far sparire ogni capello bianco. Quando i bianchi sono ancora pochi, una colorazione tono su tono, senza ammoniaca, può bastare a smorzarli e a fonderli con il resto della chioma, con un risultato morbido che si attenua lavaggio dopo lavaggio senza creare una ricrescita netta. Quando invece superano più o meno la metà della capigliatura, per una copertura completa serve di solito una colorazione permanente, perché i prodotti più delicati non riescono a fissarsi in modo uniforme sul capello privo di pigmento.

Esiste poi una terza strada, sempre più richiesta: sfumare il bianco invece di nasconderlo. Con schiariture sottili, colpi di sole o tecniche a mano libera si creano riflessi più chiari che si mescolano ai capelli bianchi, rendendo la ricrescita quasi invisibile. È anche il modo più graduale per chi pensa, prima o poi, di abbandonare del tutto la tinta e lasciare spazio al proprio colore naturale.

Gli altri errori da non commettere

Un errore molto diffuso, soprattutto con le tinte fatte in casa, è applicare il colore su tutta la lunghezza ogni volta. Le lunghezze, già colorate in precedenza, si scuriscono a ogni passaggio e si sensibilizzano, diventando secche e opache. Il ritocco va fatto sulla ricrescita, mentre sulle lunghezze basta ravvivare il colore negli ultimi minuti di posa, solo quando serve.

C'è poi una precauzione che non andrebbe mai saltata: il test di sensibilità prima di ogni colorazione, anche con un prodotto già usato in passato. Le istruzioni delle tinte indicano di applicare una piccola quantità di prodotto dietro l'orecchio o nella piega del gomito 48 ore prima e di non procedere in caso di prurito, arrossamento o gonfiore. Alcuni componenti delle tinte permanenti possono dare reazioni allergiche anche serie, e la sensibilità può comparire all'improvviso dopo anni di uso senza problemi.

Infine, la cura dopo il colore. I capelli trattati hanno bisogno di shampoo delicati e di balsamo a ogni lavaggio, per mantenere la cuticola chiusa e il colore brillante più a lungo. Chi sceglie di tenere i capelli bianchi, del tutto o in parte, sa invece che tendono a ingiallire con il sole, l'inquinamento e il calore degli strumenti di styling: uno shampoo con pigmenti violacei, usato una volta alla settimana, aiuta a neutralizzare quei riflessi gialli e a mantenere un bianco luminoso.

Vale la pena, infine, valutare il colore delle sopracciglia. Quando i capelli vengono schiariti, sopracciglia molto scure o al contrario diventate bianche possono stonare con la nuova tonalità. Un tocco di matita o di gel colorato di una sfumatura vicina a quella dei capelli, oppure una colorazione specifica fatta dall'estetista, ricompone l'armonia del viso. È un dettaglio a cui pochi pensano, ma che incide molto sull'effetto finale, perché le sopracciglia incorniciano lo sguardo quanto e più dei capelli. Chi porta gli occhiali può anche rivedere il colore della montatura: dopo un cambio di tinta, una montatura più chiara o più calda spesso ammorbidisce i lineamenti.

La tinta, insomma, non deve riportare indietro l'orologio cercando di ricreare il colore di vent'anni prima. Deve accompagnare il viso di oggi. Scegliere un tono più chiaro e più morbido è spesso il modo migliore per apparire più freschi, con meno fatica e meno ritocchi.