Un viso allungato non è un difetto da correggere: è una proporzione, e come tutte le proporzioni si può assecondare o bilanciare. Chi ha questa forma se ne accorge di solito guardandosi in una foto: la fronte è alta, gli zigomi non sono la parte più larga del volto, e la distanza tra attaccatura dei capelli e mento è nettamente superiore alla larghezza. Da qui in poi tutto diventa geometria semplice.
Come riconoscere davvero un viso lungo
Il modo più affidabile è raccogliere i capelli, guardarsi allo specchio e seguire con un dito il contorno del volto. Nel viso allungato la larghezza resta pressoché costante dalla fronte alla mandibola, senza un punto che spicca sugli altri, mentre l'altezza complessiva è chiaramente maggiore.
Va distinto dal viso ovale, che è più lungo che largo ma con zigomi evidenti e mandibola che si restringe. E va distinto dal rettangolare, che ha la stessa lunghezza ma una mandibola squadrata: in quel caso al problema della verticale se ne aggiunge un altro, quello degli angoli.
La distinzione conta perché le soluzioni cambiano: su un viso lungo si lavora sulle proporzioni, su uno rettangolare anche sulla morbidezza delle linee.
Il principio che regola tutto
C'è una sola regola, e da questa discendono tutte le altre: aggiungere larghezza dove il viso è stretto, togliere altezza dove è già lungo.
Significa che il volume va cercato ai lati, indicativamente all'altezza degli zigomi, e mai sulla sommità del capo. Un ciuffo alto o una cotonatura sulla radice allungano la linea verticale proprio nel punto in cui è già dominante.
Significa anche che le lunghezze molto lunghe e piatte lavorano contro: cadendo dritte lungo il viso senza interruzioni, prolungano la verticale fino al petto.
I tagli che funzionano
- Il caschetto lungo alle clavicole. È la lunghezza più affidabile: interrompe la verticale a un'altezza utile e, se leggermente mosso, crea larghezza dove serve.
- Il taglio medio con onde dalla metà in giù. Il movimento concentrato nella parte bassa allarga il profilo esattamente nella zona degli zigomi e della mandibola.
- La scalatura che parte dagli zigomi. Le ciocche più corte che incorniciano il volto spezzano la linea continua e riempiono i lati.
- Il caschetto pieno all'altezza della mandibola. Su chi ha capelli abbastanza corposi funziona molto bene, perché il peso del perimetro si posiziona proprio dove il viso ha bisogno di larghezza.
Su tutti questi tagli la riga laterale aiuta più di quella centrale: rompe la simmetria verticale e sposta il volume da un lato.
La frangia, l'alleata più efficace
La frangia è lo strumento più diretto: coprendo una parte della fronte riduce l'altezza visibile del volto, e su un viso lungo il risultato si nota immediatamente.
Non tutte le frange però lavorano allo stesso modo. La frangia a tendina, aperta al centro e più corta verso le tempie, è la più equilibrata: accorcia la fronte e allo stesso tempo allarga la zona degli zigomi. La frangia piena è ancora più efficace sull'altezza, ma richiede capelli di spessore sufficiente e una manutenzione costante.
Da evitare è invece la frangia molto corta e cortissima sulla fronte: scopre proprio la zona che si vorrebbe ridurre e ottiene l'effetto contrario.
D'estate la frangia va gestita: il sudore la separa in ciocche, quindi conviene asciugarla per prima con il getto d'aria rivolto verso il basso e tenerla lontana da creme troppo ricche.
I tagli e le abitudini da evitare
Ci sono quattro cose che allungano ulteriormente un viso già lungo.
- I capelli lunghi e lisci senza scalature, che formano due linee verticali parallele ai lati del volto.
- La riga centrale netta, che divide il viso in due metà simmetriche e ne sottolinea l'asse verticale.
- Il volume sulla sommità del capo, che aggiunge centimetri percepiti proprio dove non servono.
- I raccolti molto alti e tirati, che scoprono la fronte e tendono tutta la struttura verso l'alto.
Nessuna di queste è vietata: sono scelte che vanno compensate. Una coda alta, per esempio, cambia completamente effetto se si lasciano libere due ciocche ai lati del viso.
I gesti di styling che cambiano le proporzioni
Il taglio decide la struttura, ma lo styling quotidiano incide più di quanto si creda.
Nell'asciugatura conviene lavorare le lunghezze verso l'esterno anziché verso il basso, indirizzando il getto del phon lateralmente nella parte medio-bassa. Un'asciugatura a testa in giù, che di solito serve a dare volume, qui va usata con misura e solo sui lati.
Le onde morbide sono più utili dei ricci stretti: allargano il profilo senza aggiungere altezza. Se si usa un ferro, conviene cominciare a lavorare l'onda a partire dagli zigomi, lasciando la radice liscia.
Sui raccolti, uno chignon basso sulla nuca funziona molto meglio di uno alto, e lasciare libere due ciocche davanti alle orecchie riempie i lati del viso in modo naturale.
Quando le regole si possono ignorare
Vale la pena dirlo, perché questi elenchi rischiano di diventare divieti. Le proporzioni del viso sono uno dei criteri per scegliere un taglio, non l'unico: la texture dei capelli, il tempo che si ha al mattino, il proprio gusto pesano quanto la geometria.
Molte persone con il viso lungo portano capelli lunghissimi e riga in mezzo, e stanno benissimo, perché quella scelta racconta qualcosa di loro. Sapere che cosa allunga e che cosa allarga serve a decidere con cognizione di causa, non a obbedire.
