Ci sono giornate d'agosto in cui il problema non è la vacanza che non si è fatta, ma il tragitto delle otto del mattino con trentotto gradi già in strada. Chi lavora in città in questo periodo conosce la sequenza: si esce curati, si arriva sudati, si passa la giornata in un ufficio condizionato e si torna a casa con i capelli che non somigliano a quelli di dodici ore prima.
La buona notizia è che quasi tutto si decide prima di uscire di casa. La cattiva è che i gesti giusti sono l'opposto di quelli che verrebbero istintivi.
Perché una giornata di lavoro è così dura per i capelli
Non è il caldo in sé, sono tre cose che si sommano.
Il sudore parte dal cuoio capelluto e scende lungo le lunghezze, portando con sé il sebo che normalmente resta vicino alla radice. È il motivo per cui a metà giornata i capelli sembrano sporchi anche se sono stati lavati la mattina.
Gli sbalzi tra strada e ufficio fanno assorbire e cedere umidità alla fibra più volte in poche ore, e a ogni passaggio la cuticola si muove leggermente. Fuori i capelli si gonfiano, dentro si appiattiscono, e nessuna delle due condizioni è quella con cui si è usciti di casa.
Infine c'è la staticità: la stessa acconciatura tenuta per otto o dieci ore, spesso stretta, con l'elastico sempre nello stesso punto. È il fattore che fa più danno strutturale e quello a cui si pensa meno.
I dieci minuti del mattino
Il primo errore è lavare i capelli ogni mattina pensando di partire puliti. Con il caldo il cuoio capelluto risponde ai lavaggi frequenti producendo più sebo, e il risultato è che entro mezzogiorno le radici sono unte comunque, ma le lunghezze in più sono secche.
Molto più efficace è lavare la sera prima e uscire il mattino con capelli asciutti e assestati. Il sebo che si forma durante la notte protegge le lunghezze e non è ancora visibile in superficie.
Se si lava la mattina, l'asciugatura va completata: uscire con i capelli anche solo leggermente umidi significa raccoglierli in una condizione in cui sono più fragili, e passare la giornata con l'umidità intrappolata contro la nuca.
Sulle lunghezze conviene un prodotto senza risciacquo molto leggero, applicato solo dalla metà in giù. Non serve a idratare ma a rallentare gli scambi di umidità, che sono il vero problema della giornata.
Il raccolto che regge dieci ore
Il criterio non è l'eleganza ma la distribuzione della tensione. Un'acconciatura che tira sempre nello stesso punto per dieci ore lascia segni, e ripetuta ogni giorno per settimane produce un assottigliamento reale nella zona sollecitata.
- Lo chignon basso sulla nuca è la scelta più sicura: libera il collo, non tira sulle tempie e regge bene anche con l'umidità.
- La treccia laterale o bassa distribuisce il peso su tutta la lunghezza invece di concentrarlo in un punto solo.
- La torsione fermata con una pinza è quella che stressa meno di tutte, perché non usa elastici, ma tiene meno a lungo.
- La coda alta e tirata è la meno indicata, anche se è quella che viene più spontanea: concentra tutta la trazione sulla parte anteriore della testa.
Un accorgimento che vale più di quanto sembri: cambiare il punto del raccolto da un giorno all'altro. Alternare chignon basso, treccia e coda laterale evita che la stessa zona sia sempre sotto tensione.
Sugli accessori, meglio elastici in tessuto larghi o pinze che elastici sottili di gomma, che segnano e spezzano proprio nel punto in cui stringono.
Che cosa fare durante la giornata
Se il posto di lavoro ha l'aria condizionata, la prima cosa è verificare dove punta il flusso. Una scrivania sotto la bocchetta significa avere una parte della chioma esposta a un getto d'aria secca per tutta la giornata, e il danno si concentra sempre nello stesso lato.
Nelle ore centrali, se i capelli si ungono alla radice, lo shampoo secco funziona a patto di usarlo con misura: poco prodotto, sollevando le ciocche, e mai su capelli già sudati, dove si impasta invece di assorbire.
Chi ha la frangia affronta il problema più visibile: il sudore la separa in ciocche appena si esce. Conviene tenerla lontana da creme sulla fronte e, nelle ore peggiori, fermarla di lato con una pinza piccola invece di ripettinarla di continuo.
Un'avvertenza che riguarda soprattutto chi ha capelli lunghi: non sciogliere e riannodare i capelli molte volte al giorno. Ogni passaggio con l'elastico su capelli sudati aumenta l'attrito e strappa più del normale.
Se il lavoro è all'aperto
Cambia tutto, e in peggio, perché al sudore si aggiunge l'esposizione diretta ai raggi solari sul cuoio capelluto.
Qui la copertura non è un'opzione: cappello, bandana o foulard servono a proteggere la riga, che si scotta come la pelle del viso ed è una zona che quasi nessuno considera. Meglio tessuti a trama fitta ma leggeri, che schermano senza far sudare eccessivamente.
Chi porta il casco per lavoro ha un problema in più: il calore trattenuto e lo sfregamento continuo. Un foulard sottile sotto il casco riduce l'attrito e assorbe il sudore, e va cambiato con regolarità perché è a contatto diretto con la cute.
Il rientro a casa
La sera è il momento in cui si recupera, ed è più importante del mattino.
La prima cosa da fare è sciogliere il raccolto appena si rientra, senza aspettare. Dieci ore di tensione sono già molte, tenerlo fino a dopo cena non serve a nulla.
Se si lava, l'acqua tiepida è preferibile a quella fredda o molto calda: la prima non rimuove bene il sudore, la seconda stimola ulteriormente la produzione di sebo. Un solo lavaggio è sufficiente, con il prodotto concentrato sul cuoio capelluto e non sulle lunghezze, che si puliscono da sole durante il risciacquo.
Una maschera due volte a settimana sulle lunghezze compensa quello che la giornata ha tolto. Non serve farla tutti i giorni: l'eccesso di trattamenti appesantisce e in agosto peggiora la sensazione di capelli sporchi.
Che cosa si vede a fine mese
Chi affronta tutto agosto in queste condizioni arriva a settembre con due segnali ricorrenti: capelli spezzati nella zona dove passava l'elastico, e lunghezze più secche del solito nonostante non ci sia stato né mare né sole.
Sono entrambi evitabili, e non con i prodotti: con la rotazione dei raccolti e con qualche lavaggio in meno. Sono le due cose che costano meno e che quasi nessuno fa.
