È un'osservazione che quasi tutti hanno fatto: lo stesso shampoo, gli stessi gesti, la stessa asciugatura, e in una giornata di pioggia il risultato non è lo stesso. I capelli si gonfiano, perdono la forma, si riempiono di crespo. La tentazione è pensare che il lavaggio sia andato male. In realtà il lavaggio non c'entra: quello che è cambiato è l'aria intorno.

Il capello scambia acqua con l'aria

La fibra dei capelli è igroscopica, cioè assorbe e cede umidità in funzione dell'ambiente in cui si trova. Non è un processo che finisce quando i capelli sono asciutti: continua per tutto il tempo, in entrambe le direzioni.

In un ambiente secco il capello cede acqua all'aria e si contrae leggermente. In un ambiente umido fa il contrario: assorbe acqua dall'aria e si gonfia. Quando l'umidità relativa è alta, come accade quando piove o poco prima che piova, la quantità di acqua disponibile nell'aria è elevata e la fibra ne assorbe in continuazione.

Questo significa che un capello "asciutto" in una giornata piovosa non è nella stessa condizione in cui sarebbe in una giornata secca. Ha più acqua dentro, occupa più volume, e si comporta diversamente.

Perché nasce il crespo

L'acqua assorbita non si distribuisce in modo uniforme. Entra nella corteccia facendola gonfiare, e il gonfiore spinge dall'interno contro la cuticola, cioè lo strato di squame che riveste il fusto.

Le squame, che in condizioni normali sono appiattite e sovrapposte come tegole, vengono sollevate da questa spinta. Una superficie con squame sollevate è irregolare: il capello non scorre più liscio contro i capelli vicini, si aggancia, e ogni fusto prende una direzione propria invece di stare allineato agli altri.

Il risultato visibile è il crespo, che quindi non è una condizione del capello ma il modo in cui la fibra reagisce all'umidità presente in quel momento. È anche il motivo per cui il fenomeno compare e scompare a seconda della giornata, senza che nulla sia cambiato nella routine.

I capelli porosi reagiscono di più

La porosità indica quanto facilmente la fibra lascia entrare e uscire l'acqua, e dipende dallo stato della cuticola.

Una cuticola compatta, con squame ben appiattite, rallenta gli scambi: l'acqua entra lentamente e in quantità minore, quindi la variazione ambientale produce effetti contenuti.

Una cuticola già sollevata o interrotta — per effetto di trattamenti chimici, calore, sollecitazioni meccaniche ripetute, oppure per caratteristica naturale — lascia passare acqua rapidamente e in abbondanza. Su questi capelli l'umidità di una giornata di pioggia produce un cambiamento immediato e molto marcato, mentre su una fibra compatta lo stesso ambiente ha un effetto più discreto.

È la ragione per cui due persone nella stessa stanza, con la stessa aria, possono avere reazioni completamente diverse. Non è la routine a fare la differenza in quel momento, ma quanto la superficie della fibra è permeabile. Il tema è approfondito in perché il crespo colpisce soprattutto i capelli mossi.

La forma del capello aggiunge un ulteriore livello. Un fusto perfettamente rotondo in sezione si gonfia in modo uniforme e resta allineato; un fusto ovale o appiattito, come quello dei capelli mossi e ricci, si gonfia in modo asimmetrico e tende a curvarsi in direzioni diverse lungo la propria lunghezza. Umidità e forma della sezione lavorano quindi nella stessa direzione, e questo spiega perché il crespo da pioggia sia molto più evidente su alcune texture che su altre.

Anche dopo l'asciugatura

Un punto che sfugge spesso: lo scambio non si interrompe nel momento in cui si spegne il phon. Un capello appena asciugato è semplicemente un capello che in quel momento ha poca acqua, non un capello impermeabile.

Uscendo di casa in una giornata umida, la fibra ricomincia immediatamente ad assorbire, e nel giro di poco tempo si trova in equilibrio con l'aria esterna. La forma ottenuta con l'asciugatura si allenta, il volume aumenta, il crespo ricompare. Non è la piega ad avere ceduto: è la condizione ambientale ad essere cambiata rispetto a quella in cui era stata fatta.

Questo spiega anche perché sia poco utile rimandare il lavaggio quando piove. Il capello scambia umidità con l'aria indipendentemente da quando è stato lavato, e un capello non lavato in una giornata umida assorbe esattamente come uno lavato. Rimandare sposta il problema senza modificarne la causa, e nel frattempo la routine si adatta al meteo invece che alle proprie esigenze.

La frequenza di lavaggio risponde ad altri criteri, che sono discussi in lavare i capelli tutti i giorni, e l'umidità dell'aria non è fra questi.