Ai Golden Globes 2026 Teyana Taylor si è presentata con il taglio che la accompagna da tempo, e la scelta è stata notata soprattutto per quello che non è stato fatto: nessun tentativo di lisciare, nessuna disciplina imposta al riccio. Il pixie di Teyana Taylor è arrivato sul red carpet corto, riccio e pieno, costruito dall'hairstylist Nikki Nelms con un gel SheaMoisture Coconut & Hibiscus Define and Shine seguito da un olio lisciante per lucentezza e definizione [FONTE]. È un dettaglio piccolo ma indicativo: la sequenza dei prodotti racconta un'idea di corto riccio in cui la forma non nasce dal taglio soltanto, ma dal modo in cui il capello viene lasciato salire. Ed è proprio questo il motivo per cui il taglio dell'artista sta diventando un riferimento della stagione.
Il pixie, del resto, non è una novità: il termine entra nel lessico dei capelli negli anni Cinquanta, con riferimento agli elfi delle fiabe inglesi, per indicare un corto che scopre nuca e orecchie. Quello che cambia nel 2026 è la texture su cui viene costruito. Anche Nick Arrojo indica il pixie tra le forme in crescita per l'anno, nella versione con movimento lavorato dentro la silhouette [FONTE].
Tendenza capelli 2026: il pixie riccio come quello di Teyana Taylor ai Golden Globes
Guardando il look da vicino, la prima cosa che si nota è che il perimetro non è netto. Nuca e tempie restano corte e pulite, ma il passaggio verso la parte alta non è marcato da una linea: il volume sale gradualmente e la forma finale è più rotonda che geometrica. Le lunghezze sulla sommità sono sufficienti a lasciare che il riccio si chiuda su sé stesso; le punte non sono assottigliate, perché su un capello riccio togliere spessore alle estremità significa perdere il peso che tiene la spirale. La riga non esiste come linea, ma come direzione: il capello viene portato in avanti o di lato a seconda della serata. La texture è definita ma non incollata, e il capello mantiene una lucentezza che non appiattisce il movimento.
Definito e lucido
È la versione del red carpet: riccio chiuso, contorni ordinati, superficie che riflette la luce. Lo styling comprime leggermente la spirale e il risultato è più formale, perché la forma resta compatta e leggibile anche di profilo.
Voluminoso e spettinato
La stessa base, lavorata in senso opposto: il riccio viene aperto e il volume distribuito verso l'alto e verso l'esterno. La silhouette si allarga, i contorni diventano meno definiti e l'effetto è più libero, meno costruito.
Con kiss curl frontali
Il ricciolo appoggiato sulla tempia, fissato in avanti verso lo zigomo. Il termine è ottocentesco e indicava proprio il ricciolo incollato alla tempia. Su un pixie serve a spostare l'attenzione sul viso e a spezzare la rotondità della forma, aggiungendo un riferimento visivo netto in un taglio che netto non è.
Il percorso dell'artista aiuta a capire perché questo taglio funzioni come segnale di tendenza e non come scelta isolata: dal bob platino al pixie voluminoso con riccioli e kiss curl frontali, fino a un bob nero liscio e definito a fine 2025, con Lateafa Alvaranga agli eventi principali [FONTE]. Il ritorno al corto riccio, dopo un passaggio dal liscio, è una presa di posizione sulla texture.
Restano da smontare due idee diffuse. La prima è che il pixie appiattisca i ricci: non è il taglio a schiacciare la texture, ma la mancanza di lunghezza sufficiente a far chiudere la spirale nella parte alta, e un corto costruito lasciando peso sulla sommità ottiene il risultato opposto. La seconda è che un corto riccio richieda meno manutenzione di un corto liscio. Sul fronte della forma vale l'inverso: la spirale rende immediatamente visibile ogni squilibrio del perimetro, e il taglio va rivisto con regolarità per non perdere la rotondità. Quanto al gel, l'idea che secchi il capello riguarda la formulazione e il modo in cui viene rimosso, non il prodotto in quanto categoria.
Come fare lo styling del pixie riccio?
La sequenza dichiarata per il look dei Golden Globes è semplice nell'ordine ma precisa nella logica: prima il gel definente, poi l'olio [FONTE]. Il gel si applica su capello bagnato, non umido, distribuito con le mani aperte e poi chiuso a coppa premendo verso la radice per far salire la spirale. L'olio arriva dopo, quando il gel ha già asciugato: passato in piccola quantità sulla superficie, scioglie la patina rigida e restituisce lucentezza senza aprire il riccio. Invertire l'ordine annulla entrambi i passaggi, perché l'olio applicato prima impedisce al gel di formare la struttura.
Il problema vero di questo taglio non è la definizione, ma il volume alla radice. Su un corto riccio la spirale tende a poggiare sul cuoio capelluto e a schiacciarsi durante l'asciugatura. Per evitarlo conviene asciugare con il diffusore tenendo la testa inclinata e sollevando le ciocche dalla base con le dita, senza mai passare le mani tra le lunghezze a capello asciutto. Su un riccio già formato l'attrezzo utile è il pettine a denti larghi usato solo alla radice, per staccare il capello dalla cute senza toccare la spirale.
Per la versione spettinata si parte dal riccio definito e lo si apre a fine asciugatura, lavorando con le dita solo nella parte alta e lasciando intatti nuca e tempie. Per i kiss curl si isola una ciocca frontale ancora umida, le si dà la direzione desiderata con un dito e la si lascia asciugare in posizione. Sono tre risultati diversi ottenuti dallo stesso taglio, e la differenza sta interamente nella quantità di volume che si decide di lasciare salire.
