Il trattamento è appena stato fatto. I capelli sono lisci, pesanti nel modo giusto, e per una settimana sembra la scelta migliore degli ultimi anni. Poi arriva il dettaglio che nessuno aveva anticipato: i capelli grassi dopo la cheratina si presentano il giorno dopo lo shampoo, quando prima si arrivava tranquillamente al secondo.
La lettura immediata è che il trattamento abbia fatto qualcosa alla cute. Che il calore, i prodotti, il tempo passato in salone abbiano in qualche modo acceso la produzione di grasso. Da qui parte la ricerca di uno shampoo più forte per riportare le cose come stavano.
La produzione di sebo, in realtà, non è cambiata. È cambiata la superficie su cui quel sebo si muove, ed è cambiato il modo in cui la testa riflette la luce.
Dove stavamo guardando
Credere che il trattamento abbia stimolato la ghiandola è ragionevole per una questione di tempi: prima non succedeva, dopo sì, e in mezzo c'è un solo evento. Quando due cose si susseguono, la mente le collega.
C'è anche un motivo culturale. Tutto ciò che si fa in salone viene descritto come qualcosa che agisce in profondità, e la parola profondità porta a pensare alla pelle, alle radici, a qualcosa di biologico.
Il fatto che non torna è questo: la ghiandola sebacea si trova nella cute, e i trattamenti liscianti lavorano sul fusto, cioè sulla parte del capello che è già uscita e non è viva. Il prodotto viene tenuto lontano dall'attaccatura proprio per non irritare, e il calore della piastra passa sulle lunghezze, non sul cuoio capelluto.
C'è una seconda osservazione che chiude il ragionamento. Chi ha i capelli grassi dopo la cheratina descrive quasi sempre la stessa cosa: la testa appare unta, ma il numero di lavaggi necessari per sentirsi pulita non è aumentato in proporzione. Cambia l'aspetto, non la quantità di sporco che si toglie.
Cosa succede davvero al fusto dopo il trattamento
Un capello non trattato ha la cuticola, cioè lo strato esterno fatto di scaglie sovrapposte, in parte sollevata. Quelle irregolarità trattengono il sebo: una quota resta ferma vicino alla radice, un'altra si ferma lungo la lunghezza. Il capello ha anche una sua forma, si stacca dagli altri, lascia aria tra una ciocca e l'altra.
Il trattamento lisciante cambia entrambe le cose. Il fusto viene reso liscio e compatto, le scaglie sono appiattite dal calore, la superficie diventa continua. Su una superficie continua il sebo non si ferma: scende, si distribuisce lungo tutta la lunghezza, e il capello appare lucido dalla radice alla punta. Ventiquattro ore su una superficie liscia bastano a coprire una lunghezza che prima, sulla stessa testa, sarebbe stata coperta in tre giorni.
Poi c'è il volume. Un capello liscio e pesante aderisce alla testa. Le ciocche si dispongono l'una sull'altra, la cute si intravede alla riga, e la luce che arriva su una superficie piatta viene riflessa in modo uniforme. La stessa quantità di sebo, su una chioma che sta staccata dalla testa, non si vede. Sulla stessa chioma appiattita si vede subito.
Il terzo elemento è il residuo. I trattamenti liscianti lasciano sul fusto una parte del prodotto applicato, ed è parte del loro funzionamento. Quel film raccoglie polvere, particolato dell'aria, quello che si deposita nelle otto o dieci ore passate fuori casa. La sensazione di sporco arriva anche da lì.
Vale la pena distinguere tre cose che si chiamano nello stesso modo nel linguaggio comune. La cheratina intesa come trattamento di salone deposita proteine e filma il fusto. I liscianti che rilasciano formaldeide agiscono modificando la struttura interna, ed è una categoria con vincoli normativi propri. La piastra è solo calore, e il suo effetto dura fino al lavaggio successivo. Non producono lo stesso risultato e non durano lo stesso tempo, ma sull'aspetto unto convergono per la stessa ragione fisica: rendono il fusto liscio.
Quanto pesa rispetto ad altro
Messo accanto alla produzione di sebo, il fattore superficie pesa quasi tutto. La cute produce come prima, e chi si lava i capelli sa riconoscere la differenza tra una testa che si sporca davvero e una testa che sembra sporca.
Il residuo di prodotto viene subito dopo, ed è la parte su cui si può intervenire di più. Il volume perso alla radice viene per terzo, e conta soprattutto per chi ha capelli fini: su un capello spesso il calo di volume è meno visibile.
C'è invece un fattore che pesa in senso opposto, ed è quello che manda a monte il trattamento. Usare shampoo molto sgrassanti per combattere l'aspetto unto accorcia la durata del lisciante, perché rimuove il film che lo tiene. Si ottiene un capello che si sporca uguale e un trattamento che finisce prima. In due mesi la differenza è netta.
Se invece la cute prude, si desquama o è arrossata, il fattore principale non è il trattamento: è la cute, ed è materia da dermatologo.
La prova da fare stasera
La verifica serve a stabilire se stai guardando sebo o aspetto.
Prendi due ciocche dalla stessa zona, una sopra l'orecchio e una alla nuca. Falle scorrere tra pollice e indice per tutta la lunghezza. Poi guarda i polpastrelli alla luce. Se restano segnati e scivolosi, c'è sebo distribuito lungo il fusto. Se restano asciutti e la ciocca è comunque lucida, quello che vedi è la superficie liscia che riflette.
La seconda parte richiede una sola sera. Raccogli i capelli in una coda morbida e alta prima di uscire, senza aggiungere nessun prodotto. Al rientro sciogli e guarda la radice allo specchio. Se sollevata dalla testa la radice appare pulita, il problema è di adesione e di volume, non di quantità di sebo.
Servono due o tre ripetizioni in giorni diversi per fidarsi del risultato. Una sola sera dice poco, perché entra in gioco quanto hai sudato e quanto ti sei toccata i capelli.
Cosa cambiare, in ordine di resa
- Lava il cuoio capelluto e non le lunghezze. Lo shampoo serve alla cute. Le lunghezze si puliscono con l'acqua che scorre durante il risciacquo. Concentrare il prodotto sulla radice, con i polpastrelli e non con le unghie, toglie il sebo dove si forma e lascia intatto il film sul fusto. Effetto immediato, costo zero.
- Prolunga il risciacquo oltre il momento in cui ti sembra finito. Il residuo che non se ne va è la causa principale della sensazione di sporco a poche ore. Un risciacquo lungo il doppio del solito cambia l'aspetto già dallo stesso giorno.
- Togli tutto ciò che appesantisce la radice. Prodotti senza risciacquo, oli, sieri applicati troppo in alto: su un fusto già liscio non servono e si sommano al film del trattamento. Le lunghezze possono averne bisogno, la prima metà no.
- Asciuga sollevando la radice. Getto d'aria diretto alla base, testa in avanti per i primi minuti, poi lisciatura solo sulle lunghezze. Recuperare qualche millimetro di stacco dalla testa cambia la percezione più di quanto cambi qualsiasi detergente. Si vede lo stesso giorno, va rifatto ogni volta.
- Solo per ultimo, il prodotto. La categoria sensata non è il purificante quotidiano ma un detergente delicato, con un purificante usato di rado quando il residuo si è accumulato davvero. Incide meno delle voci precedenti e ha un costo, quindi viene dopo.
- Il limite. Nessuno di questi interventi rimette il volume di prima, perché il volume era dato dalla forma che il trattamento ha tolto. Se compaiono prurito, arrossamento o desquamazione dopo la seduta, la cosa non riguarda l'aspetto dei capelli e va portata a un dermatologo.
La testa che sembra unta il giorno dopo lo shampoo, su capelli appena lisciati, non racconta una ghiandola impazzita. Racconta una superficie diventata continua, su cui il sebo scivola invece di fermarsi, e una chioma che sta più aderente alla testa di quanto stesse prima.
