Chi frequenta la piscina saltuariamente ha un problema semplice: lava i capelli dopo, e finisce lì. Chi ci va cinque o sei volte a settimana si trova in una contraddizione difficile da risolvere.
Il cloro va tolto, altrimenti continua ad agire sulla fibra per ore. Ma uno shampoo quotidiano toglie anche il sebo che protegge il cuoio capelluto, che risponde producendone di più. Il risultato è una chioma contemporaneamente secca sulle lunghezze e unta alla radice.
La regola che risolve il conflitto
La via d'uscita è distinguere due operazioni che di solito si fanno insieme: rimuovere il cloro e lavare i capelli.
La prima si può fare con la sola acqua. Un risciacquo abbondante subito dopo l'uscita dalla vasca, di uno o due minuti, rimuove la maggior parte del cloro depositato sulla superficie. Non serve prodotto: serve acqua e tempo.
La seconda, quella con lo shampoo, può restare su una frequenza normale — due o tre volte a settimana — anche nuotando ogni giorno.
Il gesto che conta più di tutti
C'è però un'operazione che precede tutto e che vale più di qualunque lavaggio successivo: bagnare i capelli con acqua dolce prima di entrare in vasca.
Il principio è fisico. Un capello asciutto è come una spugna vuota: quando incontra l'acqua della piscina ne assorbe quanta ne può contenere, cloro compreso. Un capello già saturo di acqua pulita ha poco spazio disponibile, quindi ne assorbe molto meno.
Sono trenta secondi sotto la doccia che riducono il problema alla fonte, e chi nuota tutti i giorni li recupera moltiplicati.
La cuffia aggiunge una barriera ulteriore, ma non è ermetica: l'acqua entra comunque dai bordi. È l'accoppiata dei due gesti a funzionare, non uno solo.
Che cosa usare nei giorni senza shampoo
Nei giorni di solo risciacquo conviene applicare un condizionante sulle lunghezze, anche leggero. Serve a due cose: chiudere la cuticola aperta dall'acqua e lasciare uno strato che rende il capello meno permeabile il giorno dopo.
Sul cuoio capelluto invece non serve nulla. Diradare gli shampoo permette al film lipidico di ricostituirsi, ed è esattamente ciò che riduce la sensazione di radici unte.
Il lavaggio profondo, una volta a settimana
C'è un'eccezione a tutto questo, e riguarda gli accumuli.
Cloro e minerali disciolti nell'acqua si depositano progressivamente sulla fibra, e uno shampoo normale non li rimuove. Nel tempo rendono i capelli opachi, ruvidi, e sulle basi chiare producono viraggi di colore.
Per questo chi nuota con regolarità dovrebbe inserire un lavaggio con uno shampoo capace di rimuovere i residui minerali, circa una volta a settimana. Non più spesso, perché è un prodotto aggressivo e usato in eccesso secca la fibra.
Il segnale che qualcosa non funziona
Se dopo qualche settimana i capelli risultano stopposi anche subito dopo il lavaggio, o se il cuoio capelluto comincia a tirare e prudere, la routine va corretta.
Nella maggior parte dei casi il colpevole è la frequenza degli shampoo, non il cloro. Provare a ridurla di una volta a settimana, mantenendo i risciacqui, è il primo aggiustamento da fare.
