Capita quasi sempre a chi ha i capelli chiari, biondi naturali o schiariti. Dopo qualche giorno di piscina il colore vira verso un verde-grigio che si vede soprattutto alla luce naturale, e che nessuno shampoo normale sembra togliere.

La spiegazione che circola da sempre è che sia colpa del cloro. Non è così, e la differenza conta parecchio: perché se si sbaglia la causa si sbaglia anche il rimedio.

Qui trovi che cosa provoca davvero il fenomeno, come eliminarlo, e i due gesti che lo prevengono.

Perché accade: il vero colpevole è il rame

Nell'acqua delle piscine è presente rame, che arriva da due fonti: le tubature dell'impianto e, in molte strutture, gli alghicidi a base di sali di rame usati per il trattamento dell'acqua.

Il cloro entra in scena, ma con un altro ruolo: ossida quel rame, trasformandolo in una forma che si lega facilmente alla cheratina del capello. Una volta legato, riflette la luce con quella tonalità verdastra caratteristica.

Quindi il cloro è il complice, non l'autore. E questo spiega un fatto che altrimenti sarebbe incomprensibile: perché il verde compare in alcune piscine e in altre no, pur essendo entrambe clorate.

Perché colpisce solo i capelli chiari

Il rame si deposita su tutti i capelli, ma su una base scura il riflesso è invisibile: il pigmento naturale copre tutto.

C'è però un secondo motivo, ed è più importante. Un capello decolorato o schiarito ha la cuticola più aperta e la struttura più porosa: offre al rame molti più punti di aggancio. Su una cuticola integra il metallo fatica a fissarsi; su una compromessa si lega con facilità.

È il motivo per cui chi ha meches o colpi di sole vede il verde comparire prima e più intenso di chi ha capelli chiari naturali.

Cosa NON fare

Non usare uno shampoo antigiallo. È l'errore più comune. Quei prodotti depositano pigmento violetto per neutralizzare il giallo, ma il verde sta sulla scala opposta: il risultato può essere una tonalità ancora più spenta.

Non decolorare per "togliere" il verde. Non è un pigmento depositato in superficie che si schiarisce: è un metallo legato alla fibra. Schiarire aggiunge danno senza rimuoverlo.

Non applicare rimedi acidi puri. Girano consigli su limone o aceto non diluiti. Su una fibra già porosa e stressata dal cloro peggiorano la situazione.

Non aspettare che passi con i lavaggi normali. Il legame è chimico, non uno sporco superficiale: uno shampoo delicato non lo scioglie.

Come eliminarlo, passo per passo

Primo: uno shampoo chelante. È l'unico prodotto che agisce sulla causa. I chelanti contengono agenti capaci di legarsi ai metalli e portarli via con il risciacquo. È l'operazione che risolve il problema alla radice.

Secondo: usarlo una volta sola. È un prodotto aggressivo. Ripeterlo più volte in pochi giorni secca la fibra senza migliorare il risultato: se il verde persiste, il problema è la quantità di metallo depositato e serve un intervento professionale.

Terzo: subito dopo, una maschera nutriente. Il chelante lascia la cuticola aperta. Richiuderla è indispensabile, altrimenti la volta successiva il capello assorbirà ancora più facilmente.

Quarto: se resta un'ombra, un tonalizzante. Una volta rimosso il metallo, un riflesso residuo si corregge con un tonalizzante nella tonalità opposta al verde, cioè sul rosso-ramato. Va fatto in salone, perché richiede di valutare la base.

Quinto: valutare lo stato della fibra. Se il verde è comparso in fretta e in modo intenso, significa che la cuticola è molto aperta. Prima di tornare in vasca conviene qualche settimana di trattamenti.

Come prevenirlo: due gesti da mezzo minuto

Bagnare i capelli con acqua dolce prima di entrare. È il gesto più efficace in assoluto. Un capello già saturo di acqua pulita ha poco spazio per assorbire quella della piscina, e quindi anche per il rame che contiene. Trenta secondi sotto la doccia.

Risciacquare subito dopo. Il metallo si lega progressivamente: prima si toglie, meno se ne fissa. Anche solo un minuto di acqua corrente all'uscita cambia il risultato.

La cuffia aggiunge una barriera ma non è ermetica: l'acqua entra comunque dai bordi. Funziona in combinazione con i due gesti sopra, non da sola.

Chi frequenta la piscina con regolarità può inserire un chelante circa una volta a settimana come manutenzione, mai più spesso.

Fai da te o salone

SituazioneCosa fare
Riflesso leggero comparso da pocoChelante a casa più maschera
Verde intenso su capelli decoloratiSalone: rimozione più tonalizzante
Verde che ritorna a ogni nuotataPrevenzione quotidiana più valutazione della porosità
Capelli che si spezzano oltre al viraggioPrima trattamenti ristrutturanti, poi il colore

Domande frequenti

Il riflesso verde va via da solo?

Molto lentamente e non del tutto, perché il metallo resta legato alla fibra. Con lavaggi normali si attenua nell'arco di settimane, ma il modo rapido è rimuoverlo con un chelante.

Il bicarbonato o l'aceto funzionano?

Sono rimedi che circolano molto ma agiscono sulla superficie, non sul legame con il metallo. Su capelli già porosi rischiano di seccare ulteriormente senza risolvere.

Succede anche al mare?

No, il fenomeno è legato al rame e al cloro delle piscine. L'acqua di mare produce altri effetti — disidratazione e ingiallimento — ma non il viraggio verde.

In sintesi

Il verde nasce dal rame presente nell'acqua, ossidato dal cloro, che si lega alla fibra soprattutto dove la cuticola è aperta. Si rimuove con uno shampoo chelante, una volta sola, seguito da una maschera nutriente.

E si previene con due gesti che insieme richiedono meno di un minuto: bagnare i capelli con acqua dolce prima di entrare in vasca e risciacquarli subito dopo.