Sulla confezione compare come un'informazione importante, spesso in evidenza: senza siliconi. La formula suggerisce che qualcosa di indesiderato sia stato tolto, e lascia intendere che il prodotto sia migliore per questo. La realtà è più semplice e meno drammatica: cambia il modo in cui il capello si comporta subito dopo il lavaggio, e cambia il modo in cui si comporta nel tempo.

Che cosa fanno i siliconi

I siliconi sono una famiglia di sostanze di origine sintetica che condividono una caratteristica: formano una pellicola sottile e uniforme sulla superficie su cui vengono applicate.

Sul capello questa pellicola si dispone lungo il fusto e riveste la cuticola, cioè lo strato esterno fatto di squame sovrapposte. Il risultato è duplice. Le squame sollevate vengono appiattite dal rivestimento, quindi la superficie diventa più regolare e la luce vi si riflette in modo più uniforme — da cui la lucentezza. E il capello scorre meglio contro sé stesso e contro il pettine, perché l'attrito si riduce — da cui la districabilità.

Il punto essenziale è che tutto questo accade in superficie. I siliconi non penetrano nella corteccia e non intervengono sulla struttura interna: sono un rivestimento, non un trattamento. Il capello sotto la pellicola resta esattamente com'era. La distinzione fra sostanze che entrano nella fibra e sostanze che restano fuori è affrontata in alcuni oli entrano nel capello, altri restano in superficie.

La questione dell'accumulo

Alcuni siliconi si eliminano facilmente con un normale lavaggio; altri, più resistenti all'acqua, restano sul fusto e si sommano a ogni applicazione successiva.

Quando lo strato diventa spesso, gli effetti si invertono. Il capello che era leggero e mobile diventa pesante e piatto, la piega non tiene, il volume si riduce e la chioma dà una sensazione di rivestimento che non se ne va. È il fenomeno che porta molte persone a concludere che i siliconi facciano male, quando in realtà stanno osservando un accumulo, non un danno.

L'accumulo si rimuove con detergenti più aggressivi, che sciolgono il deposito. Il limite di questa soluzione è che gli stessi detergenti tolgono anche la componente grassa naturale del capello, e quindi non sono un gesto da ripetere con leggerezza. La via più sostenibile, quando l'accumulo diventa un problema ricorrente, è ridurre la frequenza dei prodotti che lo generano invece di alternare deposito e rimozione aggressiva.

Che cosa si perde davvero

Passare a un balsamo senza siliconi comporta conseguenze concrete, e vale la pena conoscerle prima invece di scoprirle.

La prima è la districabilità. È l'effetto più immediato e il più evidente: senza il rivestimento che riduce l'attrito, il pettine incontra più resistenza e i nodi si sciolgono con più fatica. Su capelli lunghi, ricci o già fragili questo non è un dettaglio, perché una pettinatura più difficile significa più trazione meccanica, e la trazione meccanica è una delle principali cause di rottura.

La seconda è la scorrevolezza percepita al tatto, che diminuisce. Il capello dà una sensazione più asciutta e meno setosa, che alcune persone trovano più autentica e altre semplicemente peggiore.

La terza è la lucentezza immediata, che si riduce perché la superficie torna irregolare come era.

I sostituti disponibili — sostanze grasse di origine vegetale, agenti condizionanti di altra natura — svolgono funzioni simili con efficacia variabile, e non replicano esattamente lo stesso risultato. Su un capello in buone condizioni la differenza può essere marginale; su un capello molto poroso o molto sollecitato può essere netta.

C'è anche un aspetto di adattamento che vale la pena mettere in conto. Chi passa a un prodotto senza siliconi dopo un lungo periodo di uso trova spesso i primi lavaggi peggiori del previsto, perché il capello si presenta senza il rivestimento a cui era abituato e con l'accumulo residuo ancora parzialmente presente. Quella fase non è il risultato finale, ed è opportuno valutare il cambiamento su un arco di tempo sufficiente invece che sul primo lavaggio.

Non è una questione di salute

Va detto chiaramente, perché è il punto su cui si costruisce quasi tutta la comunicazione del settore: i siliconi impiegati in cosmetica non sono tossici né aggressivi per il capello. Sceglierli o evitarli è una preferenza, come lo è scegliere una texture più leggera o più ricca: non è una decisione che riguarda la salute della fibra. Sono materiali inerti, che restano in superficie e si eliminano con il lavaggio.

La scelta di evitarli è legittima ma appartiene alla categoria delle preferenze: si sceglie in base al comportamento che si vuole ottenere, non in base a un rischio da evitare. Chi cerca leggerezza, volume e una sensazione non rivestita ha buone ragioni per farne a meno. Chi ha capelli difficili da districare o molto sollecitati ha buone ragioni per tenerli, perché la riduzione dell'attrito ha un valore pratico immediato.

Vale infine ricordare che l'origine di un ingrediente non predice il suo comportamento: una sostanza di derivazione vegetale può accumularsi e appesantire quanto e più di un silicone, mentre un materiale di sintesi può risultare più leggero. Per capire come identificarli in etichetta si può fare riferimento a come scegliere un balsamo senza siliconi.